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LUCERA. Il prossimo Consiglio Comunale
dovrebbe approvare la modifica dello Statuto comunale dopo un lungo iter
di lavoro in Commissione. Dopo vari aggiustamenti e discussioni, potrebbe
veder la luce anche quel punto che determina la composizione della Giunta,
individuando il numero degli assessori, che non potrà essere inferiore a
8 e superiore a 10. Con l’eventuale approvazione si potrà dar corso, da
parte del Sindaco, a quell’allargamento, da tempo annunciato, dell’Esecutivo
comunale che prevede l’entrata del rappresentante dell’UDEUR, Aurelio
Ruggiero, ed un altro componente dei Ds. Qui le cose si complicano,
essendo in atto, nel partito della Quercia lucerina, una vera e propria
fronda di contestazione alla linea seguita da parte dell’amministrazione
e degli organismi del partito. Dopo la fuoriuscita, infatti, dei due
dissidenti Scioscia e Granieri, stanno per abbandonare il gruppo
consiliare diessino altre tre consiglieri: il capogruppo Catalano, Conte e
Di Paolo.
Si assottiglierebbe ancor più la
componente del maggior partito della coalizione di Centro-Sinistra,
mettendo sempre più a disagio il Sindaco Bonghi, alle prese anche con la
contestazione dei dipendenti comunali al City Manager, Giovanni Anniballi.
Dopo le buone intenzioni mostrate, finora solo sulla carta, dai partiti
della Maggioranza con il rimpasto di Giunta e l’ingresso dello Sdi nell’aula
delle decisioni municipali, niente si è mosso sul miniprogramma da
attuare per le emergenze cittadine. Regna la confusione massima all’interno
della coalizione governativa, mentre non riescono a studiare una strategia
unitaria e di una certa valenza i partiti dell’Opposizione, salvo un
certo movimentismo da parte del Circolo lucerino di Forza Italia.
Vivono, dunque, di rendita gli
amministratori lucerini, tra l’inconcepibile indifferenza della
cittadinanza. Su una cosa, però, dicono i più informati, tutti i
consiglieri comunali si troveranno d’accordo: quando si tratterà di
votare i nuovi emolumenti , quelle indennità fisse per l’attività di
consigliere. Scatterebbero compensi in relazione alla percentuale che s’intenderà
adottare e che rivengono appunto dall’approvazione delle modifiche allo
Statuto. Pare che ci sia la volontà di applicare il massimo della
percentuale, il 30%, dell’indennità di carica del Sindaco.
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Una misura che farebbe percepire al
lordo, ad ogni singolo consigliere, più di due milioni mensili. C’è da
scommetterci che, al di là di prese di posizione formali, ci potrebbe
scappare una unanimità di consensi. Alla faccia dei sacrifici e dei
proclami di pensare al bene pubblico! Se una misura di questo genere
verrà approvata, quale consigliere, di maggioranza o minoranza, mai
penserà di mettere a rischio la propria posizione di rendita con
qualsiasi possibilità di crisi? Sarà la carta in più, per questa
Amministrazione, di poter vivere tranquillamente, salvo candidature alle
Politiche del primo cittadino, sino a scadenza del naturale mandato.
Il fenomeno della disoccupazione vedrà
trenta occupati in più nella città e se le finanze comunali subiranno un
ulteriore calo, poca importa, ci sono sempre eventuali misure impositive
da propinare ai cittadini.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo: i
lamenti agli angoli delle strade non portano frutti, occorre la massima
partecipazione della gente per stimolare la classe politica locale ad
impegnarsi seriamente per lo sviluppo cittadino. Troppe le inadempienze
per una città che attende risposte concrete ed invece assiste inerme al
teatrino politico, fatto di polemiche, di ripicche, di rampantismo al solo
fine personale, senza che nel dibattito entrino i temi salienti cittadini,
che rischiano di trasformarsi in vere e proprie emergenze a discapito di
tutta la comunità.
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