A TORREMAGGIORE LA VIA DELL'ANGELO

di Severino Carlucci

TORREMAGGIORE Nella sua ultima tornata, avvenuta lo scorso trenta di ottobre il Consiglio Comunale ha dovuto deliberare sull'ultimo accapo dell'ordine del giorno riguardante "La richiesta di riconoscimento da parte del Consiglio d'Europa di patrimonio culturale europeo de "La Via. dell'Angelo" avanzata dall'Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Foggia, richiesta avanzata a sua. volte, dal Comitato Paritetico " La Capitanata verso il Giubileo del 2000".

Questa richiesta, che tra tante firme illustri porta anche quella di Damiano Cosimo Fonseca, su proposta del Consigliere Michelangelo De Cesare che si è avvalso della consulenza storica dello scrivente di identificare "La Via dell'Angelo" nella antica "Via Sacra Longobardorum" che nel tratto Larino- Fonterotto- Stignano- vi immetteva la " Via Francigena" per giungere alla. Grotta dell'Arcangelo Michele sul Gargano, é stata approvata all'unanimità, dal Consiglio Comunale.

Fin qui la cronaca consiliare. Tuttavia si rende necessaria una doverosa puntualizzazione fatta a rigore di logica e secondo '"scienza e coscienza".

Le strade consolari che da Roma consentivano di raggiungere í porti pugliesi, l'Appia la Tiburtina- Valeria e la Litoranea Traianea, rasentavano, non immettevano nel Gargano.

Il culto Micaelico venne introdotto nel Gargano dai Bizantini nel V- VI secolo dell'era cristiana e l'Arcangelo Michele venne venerato in parecchie di quelle grotte esistenti nel Promontorio anche se questa antica venerazione non ha comportato nessun riconoscimento ufficiale dalla Sacra Congregazione dei Riti operante al tempo di Papa Giovanni ventitreesimo.Quando i Longobardi invasero e sottomisero la Penisola Italica, non oltrepassarono il, corso del fiume Fortore. Lo fecero dopo l'anno 603 quando sconfissero in battaglia l'Imperatore Bizantino Costante Secondo giunto in Italia nell'intento di riportare la capitale dell'Impero da Bisanzio a Roma.

 Sconfitti a loro volta da Carlo Magno e ridotto a vassallo del Sacro Romano Impero il ducato di Benevento, i Longobardi, perduto i1 potere politico e liberi di scegliere di vivere secondo la "Lex Romana" o "Lex Longobardorum" incrementarono il culto di San Michele recandosi a venerarlo nel Gargano dopo aver percorsa la valle del Fortore fino a Fonterotto e da, qui, attraverso l'Alto Tavoliere, sino alla valle di Stignano.

A rigore di logica ipotizzare un altro percorso per accedere sul Gargano via terra sembrerebbe azzardato in quanto accedervi dal lato che costeggia l'attuale Manfredonia, oltre che percorrere una. zona. acquitrinosa e malsana a causa dei diversi corsi d'acqua che vi si intasavano, si dovevano superare oltre 800 metri di dislivello altimetrico per giungere alla Grotta di San Michele per cui i primi pellegrini 'Normanni, chiamati "Franchi" perché provenienti dalla Francia,qualora provenivano dalla Via Appia, raggiungevano la Valle di Stignano attraverso la "Via Lucerina".

E i Normanni, una volta diventati. dominatori di quello che fu poi il Regno delle Due Sicilie, eressero, sui resti di quello che una volta costituiva il Tempio di Calcante nella cui sottostante grotta dal quinto secolo veniva venerato San Mìchele, la attuale basilica,. affiancandole un alto campanile ottagonale alla cui sommità, di notte, venivano accesi dei fuochi che servivano come faro di orientamento per le imbarcazioni. Poiché a quei tempi molte località della Capitanata erano inesistenti ed anche se i tratturi, dal XV secolo in poi, resero più agevole il percorso, la " Via dell'Angelo " va identificata nel tratto che da Ponterotto sul Fortore.attraverso Torrermaggiore, San Severo, San Marco in Lamia, San Giovanni Rotondo, mena a Montesantangelo.

E' lo stesso itinerario percorso da tante compagnie appiedate di pellegrini che fin dopo la seconda guerra. mondiale, recandosi a venerare San Michele nella sua Grotta, preceduti dal Crocifero cantavano in coro "Siamo pellegrinj,/ siamo figli tuoi/ San Michele Arcangelo/ prega per noi".

 

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