La sinistra di Lucera (Ds, SDI, Margherita, Udeur) consegna il Comune alla destra con un clamoroso karakiri

Cambiare tutto per non cambiare niente

 

di Tonino Del Duca

Ancora una volta prevale il voto "negativo" -- A Lucera i partiti in balìa delle liste civiche – Inquietanti segnali politici che pongono grossi interrogativi sul futuro della città

Lucera. I risultati sono ormai a tutti noti. Nel ballottaggio di domenica 9 e lunedì 10 giugno il candidato sindaco della coalizione di Centro, sen. Costantino Dell’Osso si è presentato agli elettori apparentato ufficialmente con i partiti dell’Ulivo (DS, Socialisti Uniti, UDEUR, Margherita) e la lista civica Area Democratica. Il rappresentante dello schieramento di destra. dr Peppino Labbate, rappresentava, invece, le stesse liste del primo turno (F.I., AN, Democrazia Europea, Popolari per Lucera, Insieme per Cambiare, Fiamma). 

(da aggiungere alle loro biografie): "Le loro anime si incontrarono il 9 e il 10 giugno 2002 a Lucera e scoprirono incredibilmente di essere apparentati. Si abbracciarono e si baciarono, perché andava di moda!"

I risultati sono stati sorprendenti o, se vogliamo, scandalosi: Dell’Osso non solo non ha avuto voti in più, ma addirittura ha avuto circa 400 voti in meno, mentre Labbate ha avuto 2524 voti in più. Come risulta evidente sia da tutte le considerazioni possibili e immaginabili del voto sia dalle stesse dichiarazioni dei dirigenti dei partiti dell’Ulivo, la sinistra non solo non ha rispettato gli accordi presi, ma, addirittura, ha votato per il candidato sindaco, contro il quale, già da oggi dovrebbe schierarsi in qualità di oppositori. Ma la sinistra lucerina, questa sinistra lucerina, dopo questo karakiri volontario, potrà opporsi a un sindaco, votato da essa stessa? E quale credibilità potrà dare in futuro al suo impegno politico? Quello che avevamo temuto ed esorcizzato purtroppo si è verificato. Molti elettori, istigati addirittura da dirigenti di partito, hanno votato non per Labbate, ma contro Dell’Osso. Sia ben chiaro: non siamo "tifosi" o "nemici" dell’uno o dell’altro, ma vogliamo sottolineare ancora una volta come questa maniera di ragionare e di votare non ha portato e non porterà a nulla di buono per la città, in quanto oggi tocca a uno, domani toccherà a un altro e così via all’infinito, senza che nessuno abbia la reale capacità di operare serenamente e proficuamente. E’ forse questo che vogliono i partiti? Questo vogliono i cittadini? E poi, dove stanno quei valori di sopportazione, di tolleranza, di convivenza e di solidarietà sociale, di cui specie i partiti di sinistra si vantano di essere portatori. Che cosa insegnano ai cittadini e ai giovani che si vogliono avvicinare alla politica? L’odio e la rivalità personale? E poi se noi non siamo nemmeno in grado di rispettare la dignità della persona, come potremo rispettare la dignità e la serietà di tante persone, che formano la collettività? E’ ovvio che se si continua a ragionare in questo modo le conseguenze sono facilmente prevedibili perché oggi l’avversario o meglio il "nemico" di turno è stato Dell’Osso, domani sarà Labbate e così via all’infinito, mentre tutti si lamenteranno dei soliti problemi irrisolti (PIP, PRG ecc...). Il comportamento assurdo e illogico della coalizione dell’Ulivo, che ufficialmente si è apparentata con Dell’Osso, pone una serie di interrogativi sui quali è bene riflettere. Innanzitutto il voto, in contrasto le direttive stabilite democraticamente dagli organismi deputati a farlo, pone di grossi interrogativi sull’esistenza stessa dei partiti e sulle loro funzioni: a cosa servono i partiti se non sono in grado di portare avanti le loro decisioni nemmeno tra gli iscritti? Ed è proprio il cattivo funzionamento interno dei partiti e la frequente violazione delle regole che essi stessi si sono dati a causare la proliferazione delle liste civiche. A Lucera è tutto un fiorire di liste civiche, che testimoniano contemporaneamente il fallimento e la strumentalizzazione dei partiti nazionali, perché una lista civica può anche prevalere in campo locale, ma poi ha sempre bisogno del supporto nazionale per creare rapporti utili in campo regionale e nazionale. Ma cerchiamo di capire quale situazione politica è venuta fuori da quest’ ultima competizione elettorale. La sinistra praticamente è allo sfascio completo, tanto da non avere saputo cogliere nemmeno l’unica possibilità di riscatto che avevano col ballottaggio. Bisogna, quindi, ripartire da zero, anche a costo di espellere i pochi iscritti attuali e di riaprire le sezioni con altri 

 

uomini e nuove idee. La Margherita (ha avuto il 3% dei voti) si è frantumata prima ancora di nascere, dopo avere subito la scissione dei Popolari di De Sabato  (4,40%), ed attualmente sembra controllata dai Democratici di Di Pietro. Lo SDI si è presentato insieme al Nuovo PSI con la lista Socialisti Uniti, che ha avuto il 5,42%, ma ancora non è chiaro se parteciperanno alla ricostituzione dell’Ulivo o se decideranno altre strategie; l’UDEUR, controllato dall’on. Ricci, pare in fase di organizzazione (ha preso appena l’1,79%). Infine Rifondazione Comunista, dopo la batosta elettorale (2,85%) ha avviato una seria riflessione interna per decidere su come procedere e quali alleanze praticare per il futuro.

 La coalizione di sinistra potrà contare in Consiglio comunale su appena tre consiglieri comunali: Forte Vincenzo e Di Matto Antonio per i DS e Coccia Mario per i Socialisti Uniti. Lo schieramento vincente è quello centrista di Dell’Osso, che ha messo insieme una forza di 7500 voti, in grado di resistere anche alla santa alleanza di destra e sinistra coalizzate nel voto. La lista di Dell’Osso "Più forza per Lucera" con il 14,7% risulta addirittura come il secondo partito più votato. Tra i primi partiti figura anche "Popolari per le Libertà" con il 10,92%, mentre l’UDC, che rappresenta l’unico partito nazionale schierato con Dell’Osso, ha fatto un buon esordio con 6,51% dei voti; seguono i Laburisti Indipendenti con 1,87% e i Cristiani Democratici Europei con 1,24%. In Consiglio Comunale la coalizione di Centro potrà contare sui seguenti 9 consiglieri: Dell’Osso, Gentile Renato, Conte Lorenzo, Iannantuoni Antonio, Fortunato Antonio della lista "Più Forza per Lucera", Pica Giuseppe e Bernardi Andrea della lista "Popolari per le Libertà". Ma come si evolverà la situazione politica? Lo schieramento si manterrà compatto al centro, in attesa di sviluppi futuri oppure cercherà altre soluzioni? Infine un dubbio "perverso": e se la rivalità tra Labbate e Dell’Osso fosse solo una finzione e i due tra qualche anno cominciassero a collaborare? Ai DS (o meglio a quelli che restano) l’ardua risposta! Esaminiamo, infine, lo schieramento di destra, che presenta Forza Italia come il partito più votato con il 17,19%, seguito da Democrazia Europea con 9,07%, Insieme per Cambiare con 5,55%, AN 4,87, Popolari per Lucera 4,40 e Fiamma 0,57%. A Forza Italia spettano 8 consiglieri: Massenzio Pietro, De Peppo Vincenzo, Calabria Francesco, Ciccarelli Nicola, Trommacco Carlo, Barisciani Michele, De Biase Giuseppe, Di Matto Carlo. A DE vanno 4 consiglieri: Di Ianni Raffaele, De Pasquale Antonio, Pompa Sergio, Ventrella Angelo. Insieme per Cambiare ha avuto 2 consiglieri (Montuori Mario e Di Gioia Paolo) così come Alleanza Nazionale (Grasso Giuseppe e Bizzarri Giuseppe) e Popolari per Lucera (De Sabato Giuseppe e Marino Antonio). Esaminando con attenzione le liste di questa coalizione è facile rendersi conto come il successo elettorale sia da attribuire non tanto alla destra di Bizzarri, Petitti, Calabria o Siani (cioè a coloro che sono nati e militano da tempo in questo schieramento) quanto ad una nuova destra rampante, rappresentata da elementi che portano a spasso i loro voti da uno schieramento all’altro. Ad esempio un terzo circa dei voti di Forza Italia è rappresentato da candidati che fino a poco tempo fa militavano nello schieramento di sinistra al servizio della giunta Bonghi: Massenzio, primo degli eletti, è stato Presidente del Consiglio Comunale con Bonghi, Trommacco ne era assessore, Carlo Scioscia grande elettore. "Salto di quaglia" (come direbbe l’on. Bizzarri) anche per i popolari di Peppino De Sabato che, stando nella Margherita, qualche mese prima "guardava a sinistra", mentre ora lo traviamo a destra. Si tratta, quindi, di uno schieramento eterogeneo, che dovrà necessariamente amalgamarsi se vuole andare avanti. Pertanto il primo problema politico della destra riguarda proprio la sua capacità di riuscire a far convivere al suo interno tante mentalità diverse, tanti umori e tanti piccoli interessi divergenti. Altro problema riguarda la collocazione del sindaco Peppino Labbate: ritornerà in Forza Italia, aderirà all’UDC con Democrazia Europea, ritornerà al movimento "Lucera Libera e Solidale"?

(Nella prima vignetta: una interpretazione umoristica della "grande coalizione". Nella seconda l' oggetto del contendere: il palazzo municipale)

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