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di Severino Carlucci
Torremaggiore. E’ risaputo che il pesce
puzza dalla testa e che il limone, una volta spremuto, viene buttato via.
Si è proceduto di comune accordo tra Rifondazione Comunista e i locali
diessini nel designare Alcide Di Pumpo quale candidato- sindaco del
centro- sinistra anche se si sapeva che il candidato proposto doveva
ancora decidere se essere "carne" o "pesce". La
rimasuglia di quella parte dei biancofiori nostrani riconvertiti nel
Partito Popolare, reduci dal loro marasma interno, si riciclarono nella
Margherita e, soltanto a fatto avvenuto, il nostro Alcide divenne
"pesce" e accettò di candidarsi per la coalizione di centro-
sinistra. In seguito la coalizione venne allargata ad altri biancofiori,
riciclatisi nel partito di Mastella ed alla lista Di Pietro. Di comune
accordo tra i cinque partiti della coalizione, definita "nuova"
per l’occasione, si procedette alla definizione della linea di condotta
da seguire, per battere la coalizione di centro- destra insieme a quelli
che, approfittando della scomparsa delle ideologie, si presentavano sulla
scena politica in nome della "società civile". Di
comune accordo venne compilato il programma amministrativo della
coalizione, si tennero i comizi e si fece propaganda
"spicciola", facendo leva sul pericolo di una eventuale vittoria
del centro- destra con tutti i saltimbanchi riciclatisi nelle sue
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liste. Alla fine, si votò, si
contarono i voti e si stravinse. Di comune accordo si tenne un comizio di
ringraziamento. In quella occasione lo scrivente, in un breve e ponderato
intervento, parlò di un "incidente di percorso" capitato a
Rifondazione Comunista, che non è riuscita a confermare il suo unico
consigliere comunale ed affermò che, comunque, RF avrebbe continuato ad
essere leale nei confronti della coalizione. Apriti cielo! Il nostro
Alcide, che in pubblico "traspare trasparenza" da tutti i pori,
in privato ha rimproverato al capolista Fulvio De Cesare di avermi messo
in bocca quelle frasi, mentre lo stesso Fulvio non ne sapeva niente.
Giunse, infine, il momento della "torta"
amministrativa. Il nostro Alcide in quella occasione ha assunto la
posizione di Ponzio Pilato, lasciando ogni decisione ai locali dirigenti
diessini, i quali in ase a un rapporto di forza si sono garantiti la parte
del leone, estromettendo dalla Giunta sia Rifondazione che la Lista Di
Pietro. Non ci stiamo, caro Alcide! Non sosterremo
le argomentazioni del centro destra perché riteniamo che non ci sia
nessuna differenza tra questo e il centro- sinistra senza Rifondazione; ma
continueremo a lottare contro chi, in base a un rapporto di forza, vuole
lottizzare La Renella, la chiusa di "Zizì" e la Stretta di
Succio. Questo perché, tanto per intenderci, "il pesce puzza dalla
testa"!.
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