Dopo la sbornia rosa del Giro d' Italia a Lucera riprende il dibattito politico

La rivincita del paese ovvero la stagione dei veleni

La politica del negativo ancora una volta condiziona i risultati -- Forza Italia conferma il suo primato distanziando nettamente le altre formazioni, ma il primo partito resta quello dei non votanti con 8.500 preferenze pari al 30% del corpo elettorale– Tutti sono contenti, ma nessuno è soddisfatto – Il possibile scenario politico in vista delle comunali del 2002

di Tonino Del Duca

LUCERA. All’indomani della sbornia rosa del Giro d’Italia, a Lucera il dibattito politico torna prepotentemente in primo piano. Il punto di partenza è costituito dal commento dei risultati del 13 maggio che si presta a molteplici interpretazioni sia per la complessità del voto ripartito tra Camera e Senato in troppe realtà locali diverse tra loro (Foggia, Lucera, San Severo e tanti Comuni del Sub- Appennino Dauno). Tutti i politici si soffermano su questo o quel risultato, ma nessuno parte da una prima constatazione evidente: contrariamente a quanto è stato affermato anche in campo nazionale il numero dei cittadini che non partecipano al voto continua ad essere nell’ordine del 30% dell’intero corpo elettorale; questo significa che, per esempio, a Lucera su 28.165 elettori circa 8.500 (duemila voti in più rispetto a Forza Italia) non hanno partecipato al voto. Sui motivi di questo allontanamento dalla politica i rappresentanti politici, come al solito, cincischiano, addossando tutt’al più le responsabilità ad altri. Seconda constatazione. Nel collegio uninominale di Lucera- Foggia alla Camera e in quello di Lucera- San Severo al Senato sono stati eletti i due presidenti delle Comunità Montane del Sub- Appennino: l’on. Lello Di Gioia per l’Ulivo presiedeva quella del Nord, il sen. Carmelo Morra della Casa delle Libertà quella del Sud. Questo significa che sicuramente i due durante il loro periodo di gestione hanno potuto lavorare con tranquillità, lontano dai controlli e dai veleni dei grossi centri, anche in prospettiva futura, ma significa anche che i piccoli centri, che spesso si sentono ignorati, hanno avuto la loro rivincita. Nei centri più grossi Lucera, Foggia, San Severo, Torremaggiore), invece, si è diffuso un clima di paese, dove tutti si leccano le ferite e pregustano già i futuri "dispetti". Anche a Lucera si è verificata questa situazione e la politica del negativo ha finito con il prevalere sia a destra che a sinistra. A destra si è rotta l’alleanza che, a partire dal 1994 ha legato Raffaele Di Ianni al centro- destra a causa della mancata candidatura di Peppino Labbate alla Camera, mentre a sinistra l’on. Di Gioia, che pure è stato eletto, ha dovuto incassare un 31% in percentuale (rispetto al 39% di Federico Iuppa della CDL, che ha visto sfumare la propria elezione per una manciata di voti) ben al di sotto di quelli che potevano essere, anche in considerazione del fatto che la città è amministrata dal centro- sinistra. La defezione potrebbe essersi registrata nei Democratici di Sinistra, che sono piombati al 12,76% alla pari di AN e del cartello centrista di "Democrazia e Libertà". Ma quali i motivi? Forse qualche mancata candidatura da parte di qualche esponente dei DS? Oppure il mancato gradimento del candidato eletto da parte di ampi settori del partito? Noi pensiamo che entrambi i motivi possano essere validi, il che ci spinge a confermare l’urgente richiesta della riforma elettorale nel senso di un proporzionale con lo sbarramento, in maniera da evitare per il futuro l’imposizione dall’alto di candidati sgraditi. I partiti del centro ottengono al proporzionale una discreta affermazione attestandosi intorno al 20%, se consideriamo anche il 7,8% di Democrazia Europea, rappresentata a Lucera da Di Ianni e Labbate; ma devono fare i conti da una parte con il 34,18% della "balena azzurra", voti che sommati con quelli di AN e CCD- CDU arrivano al 49% e dall’altra con la frammentazione attuale dei partiti di sinistra, attestati, dopo il 12,76% dei DS, su piccole percentuali. Delude anche Rifondazione Comunista, conseguendo il 4,95% di poco inferiore al dato nazionale, pagando evidentemente lo scotto di una politica amministrativa poco soddisfacente in seno alla giunta Bonghi. Ma quali potrebbero essere gli scenari futuri che si potranno delineare in vista delle comunali del prossimo anno? Il discorso parte da una prima considerazione semplice: Forza Italia e AN porranno veti a una ripresa dell’alleanza con Di Ianni, oppure faranno finta di niente? Inoltre, a sinistra, nei Democratici di Sinistra, si riuscirà a ricomporre definitivamente la frattura interna che si trascina ormai da tempo? E la nuova formazione di Democrazia Europea con chi si schiera, con la Casa delle Libertà o con l’Ulivo? E, inoltre, quante e quali altri movimenti o liste locali potranno scendere in campo? Ma a questi problemi, per così dire, esterni si aggiungono quelli interni agli schieramenti: la scelta del candidato sindaco, soprattutto all’interno dei partiti maggiori (Forza Italia, DS) non è cosa facile e rischia di scatenare guerre interne, che poi si risolvono a vantaggio dell’avversario. Infine un’ultima considerazione: paradossalmente, in campo politico tutti i problemi si complicano e si ingigantiscono in assenza di un capo carismatico, che sappia tenere insieme varie esigenze. A destra si è rotta l’alleanza che, a partire dal 1994 ha legato Raffaele Di Ianni al centro- destra a causa della mancata candidatura di Peppino Labbate alla Camera, mentre a sinistra l’on. Di Gioia, che pure è stato eletto, ha dovuto incassare un 31% in percentuale (rispetto al 39% di Federico   anche in considerazione del fatto che la città è 

 

amministrata dal centro- sinistra. La defezione potrebbe essersi registrata nei Democratici di Sinistra, che sono piombati al 12,76% alla pari di AN e del cartello centrista di "Democrazia e Libertà". Ma quali i motivi? Forse qualche mancata candidatura da parte di qualche esponente dei DS? Oppure il mancato gradimento del candidato eletto da parte di ampi settori del partito? Noi pensiamo che entrambi i motivi possano essere validi, il che ci spinge a confermare l’urgente richiesta della riforma elettorale nel senso di un proporzionale con lo sbarramento, in maniera da evitare per il futuro l’imposizione dall’alto di candidati sgraditi. I partiti del centro ottengono al proporzionale una discreta affermazione attestandosi intorno al 20%, se consideriamo anche il 7,8% di Democrazia Europea, rappresentata a Lucera da Di Ianni e Labbate; ma devono fare i conti da una parte con il 34,18% della "balena azzurra", voti che sommati con quelli di AN e CCD- CDU arrivano al 49% e dall’altra con la frammentazione attuale dei partiti di sinistra, attestati, dopo il 12,76% dei DS, su piccole percentuali. Delude anche Rifondazione Comunista, conseguendo il 4,95% di poco inferiore al dato nazionale, pagando evidentemente lo scotto di una politica amministrativa poco soddisfacente in seno alla giunta Bonghi. Ma quali potrebbero essere gli scenari futuri che si potranno delineare in vista delle comunali del prossimo anno? Il discorso parte da una prima considerazione semplice: Forza Italia e AN porranno veti a una ripresa dell’alleanza con Di Ianni, oppure faranno finta di niente? Inoltre, a sinistra, nei Democratici di Sinistra, si riuscirà a ricomporre definitivamente la frattura interna che si trascina ormai da tempo? E la nuova formazione di Democrazia Europea con chi si schiera, con la Casa delle Libertà o con l’Ulivo? E, inoltre, quante e quali altri movimenti o liste locali potranno scendere in campo? Ma a questi problemi, per così dire, esterni si aggiungono quelli interni agli schieramenti: la scelta del candidato sindaco, soprattutto all’interno dei partiti maggiori (Forza Italia, DS) non è cosa facile e rischia di scatenare guerre interne, che poi si risolvono a vantaggio dell’avversario. Infine un’ultima considerazione: paradossalmente, in campo politico tutti i problemi si complicano e si ingigantiscono in assenza di un capo carismatico, che sappia tenere insieme varie esigenze. La defezione potrebbe essersi registrata nei Democratici di Sinistra, che sono piombati al 12,76% alla pari di AN e del cartello centrista di "Democrazia e Libertà". Ma quali i motivi? Forse qualche mancata candidatura da parte di qualche esponente dei DS? Oppure il mancato gradimento del candidato eletto da parte di ampi settori del partito? Noi pensiamo che entrambi i motivi possano essere validi, il che ci spinge a confermare l’urgente richiesta della riforma elettorale nel senso di un proporzionale con lo sbarramento, in maniera da evitare per il futuro l’imposizione dall’alto di candidati sgraditi. I partiti del centro ottengono al proporzionale una discreta affermazione attestandosi intorno al 20%, se consideriamo anche il 7,8% di Democrazia Europea, rappresentata a Lucera da Di Ianni e Labbate; ma devono fare i conti da una parte con il 34,18% della "balena azzurra", voti che sommati con quelli di AN e CCD- CDU arrivano al 49% e dall’altra con la frammentazione attuale dei partiti di sinistra, attestati, dopo il 12,76% dei DS, su piccole percentuali. Delude anche Rifondazione Comunista, conseguendo il 4,95% di poco inferiore al dato nazionale, pagando evidentemente lo scotto di una politica amministrativa poco soddisfacente in seno alla giunta Bonghi. Ma quali potrebbero essere gli scenari futuri che si potranno delineare in vista delle comunali del prossimo anno? Il discorso parte da una prima considerazione semplice: Forza Italia e AN porranno veti a una ripresa dell’alleanza con Di Ianni, oppure faranno finta di niente? Inoltre, a sinistra, nei Democratici di Sinistra, si riuscirà a ricomporre definitivamente la frattura interna che si trascina ormai da tempo? E la nuova formazione di Democrazia Europea con chi si schiera, con la Casa delle Libertà o con l’Ulivo? E, inoltre, quante e quali altri movimenti o liste locali potranno scendere in campo? Ma a questi problemi, per così dire, esterni si aggiungono quelli interni agli schieramenti: la scelta del candidato sindaco, soprattutto all’interno dei partiti maggiori (Forza Italia, DS) non è cosa facile e rischia di scatenare guerre interne, che poi si risolvono a vantaggio dell’avversario. Infine un’ultima considerazione: paradossalmente, in campo politico tutti i problemi si complicano e si ingigantiscono in assenza di un capo carismatico, che sappia tenere insieme varie esigenze.

(Nella foto: il neo deputato dell' Ulivo Lello Di Gioia) 

 

RITORNA ALLA COPERTINA