Omaggio al cavalier padrone

di Severino Carlucci

Torremaggiore. Le votazioni dello scorso tredici di Maggio hanno fatto spuntare quattro "soli" all’orizzonte della politica nazionale: Silvio Berlusconi, il "solo" che ride; Antonio Di Pietro, il "solo" che piange; Fausto Bertinotti, il "solo" che non molla e Umberto Bossi, il "solo" che continua a rompere…. Mentre tutti gli altri, oltre che ad essere "soli", sono pure male accompagnati. A Torremaggiore l’armata Brancaleone ha battuto l’esercito di Franceschiello. Poco importa se Brancaleone per battere Franceschiello si è accaparrato in anticipo una gran parte di voti offrendo un lauto pranzo in un noto ristorante locale a quanti, allettati dalle promesse della "casa degli affari in libertà" e dal pseudo patriottismo di "arroganza nazionale", e ne furono tanti, l’hanno accettato come voto di scambio adeguandosi al detto cinquecentesco "O con Franza, O con Spagna, basta che se magna". Poco importa se Franceschiello si è lasciato battere da Brancaleone perché ha giocato la partita giocando a "fregacompagni" promettendo "acqua per tutti ed a tutte le ore". Quello che conta è il fatto che Rifondazione Comunista, a livello locale, senza offrire lauti pranzi e senza promettere né acqua, né mari é né monti, sia riuscita a raddoppiare i propri consensi malgrado che i vari brancaleoni ed i vari franceschielli si auguravano la sua scomparsa dalla scena politica. Giovanni Altrui, l’unico candidato torremaggiorese al Senato, ha ottenuto 440 voti per Rifondazione Comunista piazzandosi al terzo posto a livello regionale. Non ha promesso nulla agli elettori ma li ha invitati a lottare uniti per l’acqua per irrigare i campi, per la renumeratività dei prezzi dei prodotti agricoli, 

contro la produzione dei cibi transgenici e la globalizzazione dei mercati. Questo, a livello locale. A livello nazionale c’è da dire che il consenso elettorale consentirà al Cavlier Berlusconi di trasformare l’Italia in una azienda da gestire a mezzadria con Bossi e i suoi leghisti. Ma fino a quando? In un comizio tenuto a Torremaggiore all’indomani della caduta del primo governo Berlusconi Gianfranco Fini ebbe a dire che quella caduta era imputabile "ad un caprone nato nelle valli bergamasche". Come si comporterà adesso con quel "caprone"?. In quanto ad una specie di "contratto" stipulato unilateralmente avendo per notaio Mediaste e come contraenti suoi telespettatori, dal Cavaliere nazionale invita a milioni di italiani racchiuso in una copertina di cellophane di colore azzurro, diversamente da quanto hanno fatto tantissimi gettandolo nel bidone della mondezza, la copia pervenuta allo scrivente non è stata ancora tolta dela cellophane semplicemente perché non può esistere nessun rapporto comunicativo tra chi paga quattro miliardi di lire al giorno di tasse e chi, a 75 anni, è ancora costretto a lavorare i campi per tirare a campare perché le 700 mila lire mensili percepite come pensione dopo aver lavorato una vita non gli consentono di godersi il meritato riposo. Lo scrivente è anche iscritto all’Albo Nazionale dei Giornalisti e ciò gli concede la facoltà di criticare il comportamento assunto da "Panorama" "una delle tante" voci del Cavalier Padrone prima e dopo il voto del 13 maggio magnificando le promesse e la vittoria del Cavaliere in un modo così sfacciatamente palese in barba al Codice deontologico che ogni Giornalista, senza padrini e senza padroni, è tenuto a rispettare.

Ad majora!

 

 

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