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di Michele De Luca
L’immagine reiterata di un gorilla, sullo
sfondo di un muro sconcio di una casa abbandonata, commentata con un
vociare e un ritmo incalzante, è l’insolita e stimolante installazione
dell’artista marchigiano Luigi Teodosi, che, in un interno classico,
mediante una complessa sintesi pittorica e plastica e la contrapposizione
e fusione di opera e ambiente, di tradizione e contemporaneità, veicola
informazioni che potranno apparire anche retoriche ma pongono un
interrogativo: il dove, senza tempo, verso il quale cammina il gorilla
buono, è una radura segreta nel cuore della foresta o nel cuore dell’uomo?

L’inquietante interrogativo è posto da
questo allestimento (titolo: "GORILLA gorilla") realizzato nell’Atelier
dell’Arco Amoroso del Palazzo del Plebiscito ad Ancona ed organizzato
dall’Assessorato alla Cultura della Provincia . La cui atmosfera grazie
alla presenza di oggetti significativi, posti ai piedi del
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grande gorilla di metri 7x2,40 (un trancio
di tronco di quercia, un sasso levigato di Palmarola, una conchiglia di
Aruba, una pietra che restituisce in miniatura la struttura di una
montagna, alcuni fiori secchi di eucalipto e delle foglie di ortensia, una
tavoletta di argilla con inciso un messaggio), evoca una presenza umana,
la sensazione di un luogo, di un momento, di una catastrofe, già visti o
già vissuti altrove, di valori perduti ai quali tornare faticosamente ad
ancorarsi.Teodosi è nato a Jesi nel 1935. Ha studiato a Roma con Franco
Gentilini, Renato Guttuso, Libero de Libero e Mario Mafai. Sempre a Roma
ha tenuto la sua prima personale, alla Galleria dello Zodiaco, presentato
da Renato Giani. Ha vissuto a Parigi, avendo come punto di riferimento
Gino Severini, e a Zagabria dove ha frequentato Krsto Hegedusic, Edo
Murtic, Dusan Dzamonja e ha tenuto nel 1959 una personale poi trasferita a
Belgrado e a Fiume. Rientrato in Italia, dove si è occupato di design,
seguendo le lezioni di Afra e Tobia Scarpa e di Dino Gavina, ha esposto a
Milano, Ancona, Fiume, Maastricht e Magonza. Ha pubblicato, insieme a Nino
Ricci, per le Edizioni Cartiere Miliani Fabriano, In Chartis Fabriano. L’uso
della carta nell’attività degli artisti contemporanei. Per
l’occasione, grazie al sostegno e al patrocinio della Esaleasing, è
stata realizzata, a cura di Giuseppe Appella e per le Edizioni della
Cometa, una bella monografia sull’artista, che consente di ripercorre l’intero
arco creativo di Teodosi, dal 1946 a oggi, dalle suggestioni astratte
degli anni ’50 all’attenzione sempre più orientata verso soluzioni
materiche, dense di rimandi culturali e di echi di vita vissuta, per
approdare, negli ultimi anni alla realizzazione di grandi installazioni.
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