Ulivo... "litigiosi e perdenti"

di Geremia Del Grosso

LUCERA. Una sconfitta consente di misurare la serietà di chi l’ ha subita. La vittoria è calda, ma la sconfitta è per sua natura fredda e dovrebbe favorire la riflessione. Quando invece, dopo aver subito una batosta, si prende subito ad agitarsi in maniera scomposta, allora questo è il segno di una impenitente vocazione a voler aggravare i propri mali. Trovo offensivo dell’intelligenza e dei sentimenti di quanti hanno votato per il centrosinistra, che le ristrette cerchie dirigenti dei partiti che lo compongono abbiano iniziato senza por tempo in mezzo la discussione su chi dovrà esercitare la propria egemonia sugli altri nel prossimo e meno prossimo futuro. Ci sarebbe aspettati una pausa adeguata, per analizzare che cosa non ha funzionato, trarre meditate conclusioni. E, invece, ecco... ripartire di fretta le varie strategie e riapparire le divisioni. La Margherita, che è ancora un assemblaggio elettorale, già si fa avanti a dire che spetta ad essa l'egemonia nel centrosinistra, sotto la guida di quel Rutelli che pure è stato il primo perdente dopo aver esercitato una leadership di pochi mesi. Amato e D'Alema non fanno ancora capire bene se sono disposti ad accettare l'incoronazione per l'avvenire di Rutelli, ma dicono di voler finalmente davvero costruire il partito socialdemocratico italiano, con la conseguenza che Castagnetti digrigna i denti. 

Nei DS, dove il segretario Veltroni è andato in pensione per buona pace di tutti! …, si scontrano linee opposte tra quanti guardano al partito unito dell’Ulivo e quanti rispondono picche. Lo spettacolo,diciamolo pure, è umiliante. Il futuro del centrosinistra è legato anzitutto alle decisioni che matureranno all'interno dei DS, che se hanno subito un netto arretramento e mostrato di non essere né carne né pesce, restano il primo partito. Sono ormai anni che questo partito e il paese assistono allo scontro interno, mantenuto sotto coperta, nell'ambiguità e nell'indecisione, tra due linee non conciliabili Ora è venuto il momento di fare chiarezza, per il bene e il piacere di tutti. Ma la chiarezza può essere fatta non da notabili che parlano dai giornali e delle televisioni, ma ad opera di una consultazione democratica nel corpo del partito, con. una battaglia politica aperta che consenta di far emergere la volontà e di misurare la forza degli orientamenti. In caso contrario, si approfondirà ancor più la crisi dei DS e questo non gioverà certo alla Margherita, che non può illudersi di ricomporre a suo favore i cocci diessini. Il centrosinistra ha ora più che mai bisogno di leader capaci e veri, ma la leadership deve essere riverificata, riconquistata e dimostrata a confronto con la sconfitta, che, come tutte le sconfitte, lascia spazi più vuoti che pieni.

FEDERAZIONE LABURISTA

 

 

 

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