Nostra intervista al neo assessore al Lavoro alla Formazione Professionale e alle Politiche Comunitarie Antonio Di Matto

IL RICOSTRUTTORE

Da sindaco socialista ad assessore diessino -- Per i giovani addio all’idea del posto fisso

 

 di Elena Del Duca

Lucera.Idee chiare, determinazione, collegamento diretto con la Comunità Europea. Sono questi i punti forza del neo assessore diessino Antonio Di Matto che in quest’intervista ha parlato dell’attuale situazione interna al DS e ci ha spiegato le linee guida che intende perseguire negli ambiti che gli sono stati affidati: il lavoro, la Formazione e le Politiche Comunitarie.

D. Da sindaco ad assessore. Che cosa è cambiato?

R. Una domanda simpatica…E’ cambiato il carico delle responsabilità. Certamente per il sindaco di una città, che è un po’ il "parafulmine" di tutta l’amministrazione, ci sono più obbligazioni. Con questo non voglio dire che chi fa l’assessore non ne ha, anzi, ha il massimo delle responsabilità rispetto all’ambito e alla delega che gli sono stati affidati. Poi, non per forza una persona che è stata sindaco deve andare sempre oltre. Anche Giulio Andreotti, è stato Presidente del Consiglio e poi Ministro. L’importante è farsi carico delle responsabilità del lavoro che gli è stato affidato.

D. E che cosa sta succedendo all’interno dei DS di Lucera, dopo la fuoriuscita di cinque consiglieri e la sconfitta elettorale del maggio scorso?

R. Per la verità siamo stati noi molto critici prima dei fuoriusciti dal DS. Non voglio far finta che niente è successo. Un documento abbastanza critico nei confronti dell’amministrazione, l’abbiamo firmato noi consiglieri, prima dei fuoriusciti, ma abbiamo fatto un discorso sempre all’interno di quel partito che ci ha messo nelle condizioni di essere eletti. Il nostro dissenso, l’abbiamo sempre espresso nella sede politica. Non ci siamo presentati a qualche consiglio comunale perché volevamo un chiarimento all’interno dei DS e non ci siamo mai sognati di uscire fuori dalla maggioranza. I cinque dissidenti, riguardo al Bilancio Consuntivo, approvato nell’ultimo consiglio comunale, né hanno assunto una posizione politica, perché si dicono uomini di centro-sinistra ma, votando contro, si sono alleati al centro-destra; né hanno espresso una posizione tecnica, spiegando i motivi del loro parere contrario. Il Bilancio Consuntivo va fino al 31 dicembre 2000, data in cui loro facevano parte integrale della maggioranza. Cosa vorranno fare? E’un problema loro. Noi, abbiamo dimostrato, nell’ultimo consiglio comunale di essere presenti, di essere sedici, e di voler continuare così fino alla fine del mandato.

D. Assessore, l’ambito lavorativo della nostra città non è assolutamente positivo. Lei, cosa ha intenzione di fare per migliorare l’attuale situazione?

R. La situazione lavorativa della città non dipende solo dall’Assessore in se stesso, ma da una serie di condizioni che si vengono a creare. Sono stato presente anche all’incontro in prefettura per il problema dei lavoratori dell’Italgrani. Ho espresso delle forti perplessità nei confronti di chi ha gestito in quest’ultimo anno il problema fallimentare. Ci sono

 

 

 delle realtà, non soltanto a Lucera, che stanno attraversando un periodo di crisi del lavoro. Quest’amministrazione ha già fatto qualcosa per affrontare il problema. Ha messo a disposizione 600 milioni del bilancio comunale per i prestiti d’onore. Devo dire, purtroppo, che manca ancora l’idea di crearci il lavoro. Stiamo cercando anche altri canali, come quelli regionali ed europei. In tal senso, sto già predisponendo delle misure che vadano incontro alla formazione del giovane. Oggi è necessario formare il giovane per poter intraprendere un’attività o un mestiere.

D. Lavoro e formazione. Un binomio inscindibile e necessario per entrare nel mondo lavorativo. Come si sta movendo in tal senso?

R. Il lavoro senza una formazione alla base non ha prospettive. Qualcuno si è meravigliato perché il primo atto che ho fatto è stato quello di recarmi a Bruxelles. Lì, ho potuto constatare e capire che se non si ha il contatto con la Comunità Europea diventa difficile anche preparare i progetti. Ti voglio anticipare una primizia che ho avuto da Lavarra l’euro-parlamentare del nostro partito: un progetto che diventerà ufficiale con la pubblicazione del bando ma su cui sto già lavorando. Si tratta di un finanziamento europeo che può essere utilizzato nel momento in cui vengono fuori i P.O.R. Se dovessimo avere la fortuna di inserirci in questo progetto ci potrebbe essere una buona svolta. Dobbiamo metterci alla pari di altri comuni. Forse la mancanza dell’assessore al ramo negli anni scorsi, ha determinato il fatto che molte volte i POR uscivano ma nessuna ne sapeva niente. Per quanto riguarda la formazione, sto lavorando sulle misure dei POR che scadranno il 15 luglio. Sto preparando due progetti: uno riguarda la misura 3.14 (promozione alla partecipazione femminile al mercato del lavoro),l’altro riguarda la misura 3.2 (Inserimento e riinserimento nel mercato del lavoro di giovani secondo un approccio preventivo). Voglio lanciare una sfida all’opposizione: tra poco usciranno altre misure e tutte quelle che riguardano la nostra realtà, io le seguirò tutte. Poi vedremo se sarà la nostra volontà politica a non presentare progetti o sarà volontà politica loro a non volerli approvare.

D. Tra le competenze che le sono state affidate, c’è anche quella delle Politiche Comunitarie. Ci può dare dei chiarimenti a riguardo?

R. In questo settore, oltre alla primizia che dicevo, ora mi sto organizzando con il mio ufficio. Per esempio, nessuno sa che esiste una Gazzetta Europea, dove si possono avere notizie su tutte le iniziative in corso. Non bisogna far altro che visitare il sito tramite un computer.

D. L.S.U., contratti a tempo determinato. Soluzioni di lavoro temporanee ma che non risolvono il problema della disoccupazione. Esisterà ancora per i giovani il cosiddetto "posto fisso?"

R. Oggi, dovremmo cominciare prima noi genitori, a pensare che i nostri figli non possono avere l’aspettativa del posto fisso. Devono crearsi e dobbiamo crearci delle alternative. Per quanto riguarda gli L.S.U., stiamo facendo grossi sforzi per poter sistemare 129 persone. Poi, il cooperativismo se fatto in una determinata maniera, funziona molto bene.

D. Un ultima domanda. Se non fosse stato nominato assessore, avrebbe continuato lo stesso ad appoggiare Bonghi?

R. Questa domanda, mi doveva essere fatta nel 1998, quando sono stato il secondo degli eletti e non ho ricoperto né l’incarico di assessore né di capogruppo. Se io avessi avuto delle riserve mentali non avrei appoggiato Bonghi neanche un giorno. Dopo si sono create le condizioni, sono stati fatti tutti i passaggi necessari all’interno dei livelli del partito e la mia nomina è passata all’unanimità.

 

 

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