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di Agata SARDELLA
Dalla scuola della verbalità alla scuola
dell’operatività: lungo questo percorso concettuale e metodologico –
in cui si avverte il riflesso di gran parte del pensiero pedagogico
odierno che insiste sulla necessità di passaggio dalla scuola dell’insegnamento
a quella dell’apprendimento – si colloca l’istituto comprensivo di
Carapelle, i cui docenti appaiono particolarmente attenti al cambiamento e
alla ricerca sul terreno della didattica.

Nasce proprio all’interno di un tale
convincimento, orientato a dare ad ogni allievo la possibilità di
realizzarsi al massimo attraverso più stimolanti situazioni di
apprendimento, il laboratorio sulla "Lavorazione del vetro" che,
rientrante a pieno titolo nell’area tecnologica, ha particolarmente
destato l’interesse degli allievi, coinvolti – su base volontaria –
nelle diverse attività programmate per un periodo di tre mesi (marzo –
maggio 2001) e per ben settantacinque ore pomeridiane. Costruito intorno a
due assi/obiettivi fondamentali – quello della individualizzazione
dell’apprendimento sulla base di situazioni concrete e praticabili
nelle quali l’allievo possa trovare da solo risposte alle proprie
curiosità e quello dell’apprendimento cooperativo, innervato non
solo nelle relazioni proficue che si stabiliscono tra gli allievi
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e tra gli studenti e gli insegnanti,
ma anche nella certezza che nell’aula-atelier l’elaborazione della
conoscenza diventa un costrutto collettivo – il
laboratorio si è andato sempre più configurando nel tempo come uno
straordinario campo di sperimentazione non solo di metodologie attive ma
anche di incisivi percorsi di ricerca (dall’ideazione alla progettazione
e alla realizzazione dei diversi oggetti prodotti), oltre che come
stimolante "luogo"/occasione in cui l’esperienza concreta
della manipolazione del materiale, attraverso il fare, lo scoprire, il
provare, ha da un lato alimentato la curiosità e costruito la
motivazione, dall’altro ha determinato l’emozione del conoscere e ha
messo in moto dinamiche positive improntate al desiderio di continuare a
conoscere. Non può, infatti, spiegarsi diversamente la consistente
affluenza degli allievi – di solito riluttanti ai rientri pomeridiani
– che, affidati alla professionalità del Sig. Donato PILEO,
particolarmente versato nello specifico settore artigianale e dotato di
notevoli capacità di coinvolgimento grazie alla sua fine disponibilità
umana, hanno prodotto oggetti in vetro pregevoli, specie se si pensa alle
limitate risorse economiche a disposizione: oggi orologi di tipo e forma
diversi, soprammobili vari, elementi decorativi variegati, originali
composizioni floreali fanno bella mostra di sé in un’esposizione
allestita nei locali della scuola, a testimonianza della pregnanza
formativa di un progetto davvero significativo che, se è stato
efficacemente realizzato dall’esperto Sig. Donato PILEO d’intesa con
il prof. Aldo IANNICE, docente di educazione tecnica, e con la
collaborazione della prof.ssa Maria FORTE, titolare della funzione
obiettivo relativa alla gestione del pof – alla quale si devono le linee
progettuali dell’iniziativa – è stato condiviso dall’intero
collegio degli insegnanti e voluto anche dal dirigente scolastico, prof.
Raffaele ZANNOTTI, uomo non solo aperto alle innovazioni, ma anche pronto
a sostenerle nella condivisione con tutti gli operatori della scuola.
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