|
di Angela Picca
I numerosi appassionati di Storia Patria, e
di quella pugliese in particolare, troveranno molto interessante l’ultimo
lavoro di Giuseppe Di Perna "La conquista normanna della
Capitanata".

Il testo, che si segnala all’attenzione
dei lettori per l’approfondita conoscenza delle fonti, lo stile fluido e
piacevolmente scorrevole, presenta un quadro quanto mai esauriente delle
vicende di Capitanata nel periodo compreso tra il 1009 e il 1053, gli anni
che vanno dalla rivoluzione di Melo fino alla battaglia di Civitate sul
Fortore, che segna la definitiva conquista del Sud da parte dei Normanni.
Teatro degli avvenimenti l’antico "Catapanato"
d’Italia formato da Puglia, Basilicata e Calabria sotto l’imperatore d’Oriente
Basilio I, il Macedone (867-886). La penisola
italiana intorno al XI sec. ci mostra un mosaico di popoli formato da
bizantini, longobardi, saraceni, slavi, tutti in lotta fra loro su un
territorio spesso paludoso e non coltivato. Inoltre, all’alba del primo
regno d’Italia, annesso, come sarà consuetudine all’impero germanico,
la dinastia sassone degli Ottoni (I, II, III – dal 912 al 1002) non
riuscì nell’intento di unificare il meridione che, pertanto, divenne
ben presto terra di conquista da parte delle popolazioni settentrionali
alla ricerca di nuovi orizzonti di vita. Secondo una
versione, fra le cinque che parlano del primo incontro con la Puglia degli
"Uomini del Nord", questi, di ritorno dalla Terra Santa e in
visita
|
alla famosa grotta di San Michele,
sarebbero stati convinti da Melo, un longobardo (?) di Bari, ad unirsi
alla sua lotta contro l’opprimente fiscalismo bizantino. Quale
sia la versione giusta non sappiamo, ma, di certo, nei primi anni del
1000, la costa adriatica, dal Gargano al Salento, vide l’arrivo di
diversi gruppi di Normanni, tra cui sicuramente quelli provenienti dalla
cittadina di Hauteville, da cui Altavilla, il nome della stirpe che tanto
peso avrebbe avuto nella nostra storia. Narra il
Malaterra "… prima patria digressi, per diversa loca militariter
lucrum quaerentes, tandem apud Apulian Italiae provinciam, Deo se ducente,
pervenerunt …" Ben presto questi cavalieri
"alla ventura" placarono l’ondata guerriera, divennero alfieri
del papato e, diviso fra loro il potere, fondarono le prime contee anche
nelle regioni confinanti Molise, Campania e Lucania e testimonianza del
loro nuovo "buon governo" mirabili ancora risplendono cattedrali
protese sul mare e castelli dalle mura potenti. Anni
complessi quelli analizzati dall’autore, alla sua terza esperienza
editoriale, un ginepraio di luoghi, nomi, personaggi, nodi che tuttavia
vengono sciolti con grande naturalezza grazie alla passione dell’uomo,
legato alla proprie radici, unita al rigore dello storico che ricerca
cause ed effetti. L’opera, ricca di bibliografia e
ricostruzioni topografiche, è di agile consultazione anche per un
pubblico non addetto ai lavori, anzi, per la messe di notizie
"minori" non sempre reperibili, può essere consigliato come
testo di supporto ai correnti manuali ad uso delle scuole secondarie che
vedono, ahimé, alquanto ridotta, nei nuovi programmi, la Storia
Medioevale.
Giuseppe Di Perna, "La
conquista normanna della Capitanata" (Prefazione
prof. Pasquale Corsi, Ordinario di Storia Medievale all’Università di
Bari), Ed. Del Poggio-Pag. 224-L. 25.000
Torna alla
copertina
|