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di Natina Mascolo Vaira
Abbastanza nutrito il Programma della
Novena dei SS. AA. Pietro e Paolo, che si è svolto a Bovino (FG), nella
Parrocchia di San Pietro e Paolo,dal 20 al 29 giugno 2001, per preparare
la ricorrenza del 50.mo anniversario del Sacerdozio di mons. Carlo Franco,
meglio conosciuto quale "don Carlo", Arciprete e Parroco della
Chiesa omonima. Ogni sera, la celebrazione della
Santa Messa, presieduta a turno da vari sacerdoti, è stata integrata da
testimonianze di parrocchiani, ex seminaristi del Seminario Vescovile, ex
collegiali del Collegio Vescovile e del Collegio femminile del Castello,
ex alunne della Scuola Magistrale e aderenti alla Gioventù Femminile di
Azione Cattolica. Si tratta di testimonianze reali
rivelate da quanti hanno conosciuto questo straordinario sacerdote, che
nel corso del suo apostolato, altro non ha saputo dare che comprensione e
amore. L'idea di realizzare questo Programma non è affatto un auto
elogiarsi, come qualcuno potrebbe credere, ma piuttosto, una chiara,
spontanea e aperta lode al Signore, di un sacerdote, per aver messo sulla
propria strada tante anime, bisognose di essere guidate, confortate,
illuminate, amate. Nel pomeriggio del 23 giugno
2001, sono stata la testimone di "turno", per riferire alcuni
personali "ricordi del cuore", quale ex collegiale del Castello
di Bovino e della Scuola Magistrale ivi annessa. E'
stato bello rivedersi con alcuni amici del passato e particolarmente
rivedere don Carlo, sorridente e radioso, con l'entusiasmo costante di
sempre, che ben lo caratterizza esteriormente nell'espressione sempre
giovanile, talora quasi di fanciullo che ammira estasiato lo stupore
dell'universo, delle sue creature e del Creatore. Sono
stata felice di dare il mio apporto, ricordando quanta cura zelante don
Carlo poneva, dedicando il suo tempo prezioso, quale direttore spirituale
delle collegiali, che chiamava e chiama tuttora amorevolmente: "figlioline".
Unitamente a tale esperienza, anche quella di ex alunna della Scuola
Magistrale, ha lasciato in me indelebili "segni". Alcuni di essi
intendo riportarli, così come dal mio intervento espresso il 23 giugno.
Negli anni '70 frequentavo la Scuola Magistrale a Bovino e
lì don Carlo insegnava Religione. Non c'è alcuna novità, direte voi. E'
più che scontato insegnare religione da parte di un sacerdote, che
conosce pienamente la teologia! Non è del tutto così perché, e lo dico
per esperienza (in quanto insegno nella Scuola Materna Statale da ben 23
anni),:
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la conoscenza in qualsiasi ambito
scolastico e culturale che sia serve a ben poco se manca un’adeguata
capacità didattica e una particolare sensibilità da parte del docente
che deve ispirare fiducia nell’allievo. Ecco,
questo professore non ci "somministrava" nozioni cristiane, per
darci un arricchimento nella fede cristiana e per svolgere il suo compito
da un punto di vista solo professionale o di coscienza. Don
Carlo ci spiegava il "perché" bisogna credere a certe verità
di fede, "perché" è necessario vivere da cristiani,
"perché" serve la conoscenza approfondita della Religione
Cattolica, "perché" noi, allora giovani, dovevamo imparare a
"leggere" nel piano di Dio la Sua Volontà, quella stessa
Volontà, che in futuro, oggi, riusciamo a sperimentare: la VOLONTA' di
DIO. Questo ci insegnava don Carlo: i valori nobili
dell'amicizia, dell'amore, della sofferenza, della laboriosità,
dell'impegno nell'istruzione e cultura stessa. Valori
che vanno "vissuti" pienamente, per scoprire ogni giorno il
piano di salvezza e realizzare il Regno di Dio: un Regno costituito di
PACE, di AMORE e di GIUSTIZIA. Questa capacità
didattica di don Carlo, unita alla sua sensibilità umana e comprensione,
ci ispirava fiducia. In qualsiasi insegnamento, solo se c'è fiducia, ci
si può instaurare un dialogo costruttivo. Don Carlo
docente significa, un professore che "informava" e
"formava", con un insegnamento individualizzato, cioè
personalizzato tenendo presenti le conoscenze, le capacità, le
esigenze, le aspettative di ogni singolo alunno. Don
Carlo docente significa, una persona capace di "leggere" dentro
al discente, grazie all'insita, sua sensibilità. Capace di leggere
nell'animo di ogni persona, per fargli capire che lui ama, anche perché
è amato da Dio, Amore. Con il suo sorriso sempre
disponibile e aperto, le sue parole confortanti e illuminanti, ci ha
dettato l'apprendimento di una grande lezione di vita: dobbiamo studiare
perché la cultura apre la mente, il cuore e lo spirito; dobbiamo
impegnare i nostri talenti al servizio degli uomini per costruire insieme,
ogni giorno, il Regno dì Dio; dobbiamo amarci come fratelli perché
Dio.è Amore. Non è stato affatto vano il tempo che
ci ha dedicato, perché ci ha aiutato a crescere come cristiane, maestre,
future spose e madri. Ci ha aiutato a crescere come persone, capaci di
amare e imparare a fare altrettanto. Ringrazio don
Carlo, anche a nome degli altri, che hanno attinto da lui preziosi
insegnamenti. E con la gratitudine, anche gli AUGURI, per questa singolare
commemorazione di gioia.
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