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di Severino Carlucci
Torremaggiore. Si continua a discutere molto sulla
globalizzazione in questi giorni, prima, durante e dopo i tragici fatti di
Genova la cui eco ha avuto una risonanza internazionale.

Di globalizzazione non si è ampiamente discusso durante
lo svolgimento della apposita conferenza tenutasi nell’ambito della
locale "festa de L’Unità" avente quali relatori Orazio
Montanaro, dirigente provinciale diessino, l’ex Sindaco Michele
Marinelli, il Sindaco attuale Matteo Marolla e Raffaele Longo che
trascorre parte del suo tempo nel Benin per aiutare quel popolo come
volontariato.
Ospite della serata doveva essere Fulvia Bandoli, responsabile nazionale
diessina per l’ambiente ma poiché non è potuta intervenire di persona
alla manifestazione ha espresso il suo pensiero sulla globalizzazione in
un fax inviato al segretario sezionale Nicola De Simone il cui testo è
stato letto in apertura dei lavori.
Nella sua relazione Michele Marinelli esprime il concetto che il primo
economista nel mondo ad occuparsi di globalizzazione è stato Carlo Marx
ne "Il Manifesto dei Comunisti", che questo processo inizia
negli ultimi anni del 19° secolo con la transazione dall’economia
feudale a quella mercantile, che lo sviluppo dell’Informatica favorisce
la proliferazione dei "Mac Donald" e che il "Villaggio
globale" affoga l’economia.
"Le Multinazionali hanno esportato nel mondo la globalizzazione
secondo i loro interessi" così ha esordito Orazio Montanari, poi ha
continuato col dire che la sinistra italiana è indietreggiata sia a
Genova che a Kyoto cedendo al menefreghismo degli USA sull’ambiente, che
al liberismo inculcato nelle teste della povera gente la sinistra europea
deve contrapporre lo "stato sociale" e che alle idee
globalizzanti propagandate dalle varie televisioni bisognerà rispondere
invitando la povera gente ad alzare la cresta se non si vuole che si
ripeti un’altra Genova.
I lati positivi e quelli negativi della globalizzazione in atto il Sindaco
Marolla li ha sintetizzati raccontando di avere ricevuto una telefonata
dagli Stati Uniti in cui, chi era
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dall’altro capo del filo, avendo appreso tramite
Internet che Torremaggiore produce olio extravergine di oliva di ottima
qualità, gli chiedeva se poteva acquistare cinquemila quintali di olio a
4.500 lire al chilo e commenta questa assurda richiesta col dire che
Internet e telefonia mobile giovano soltanto al capitalismo per
trasformare il vecchio colonialismo nel moderno imperialismo. Dopo essersi
soffermato a trattare dei problemi che vanno dalla mancanza di acqua per
la nostra Agricoltura al tasso di mortalità nei vari Paesi del mondo, dal
villaggio globale all’invadenza dei Mc Donald, termina col dire che i
"fatti di Genova" hanno svilita l’Italia di fronte al mondo.
Nella sua relazione Raffaele Longo illustra la sua esperienza acquisita
nel prestare opera di volontariato nell Stato africano del Benin.
"Con i tre milioni di lire raccolti durante la Festa de L’Unità
dello scorso anno ed i fondi raccolti in altri posti abbiamo aiutate le
popolazioni di undici villaggi costruendo case, scuole e pozzi ed abbiamo
costituito una cooperativa per l’allevamento del tacchino".
"Il debito del Benin ammonta all’80% del suo prodotto interno lordo
ad anche se il Governo Italiano ha abbonati 900 miliardi di debiti con il
Benin noi opponiamo la nostra solidarietà alla globalizzazione affinché
il popolo di questo Paese possa camminare con le proprie gambe". Sono
intervenuti in questa conferenza anche il Sacerdote congolese Padre Jean
Marie che presta la sua opera di religione nella nostra Diocesi e Maria
Tamburelli, una ragazza torremaggiore che da sedici anni presta la sua
opera di volontariato a San Paolo del Brasile. "La globalizzazione
diventerà effettiva, dice il Padre congolese, quando nel mondo si
spegneranno i conflitti e si chiuderanno le fabbriche delle armi".
" Per i paesi ricchi l’aiuto dato ai paesi poveri consiste nel
ritirare con la mano sinistra per quattro volte di quanto si è dato con
la mano destra". " Se non ci sarà intesa tra di noi non ci
sarà mai la pace nel mondo". "Quello che è accaduto a Genova,
dice tra l’altro Maria Tamburelli, ha fatto paragonare l?Italia ad un
paese dell’America Latina dove la ricchezza è racchiusa nella mani di
pochi possidenti". "La colpa è anche nostra se non ci riusciamo
a crescere e la miseria nel mondo non ci chiede più l’elemosina ma se
la viene a prendere". "La comunità italiana è molto forte in
Brasile e la Chiesa brasiliana difende il diritto alla sopravvivenza dei
Nordestini che assaltano i supermercati per sfamarsi".
Abbiamo riportato il succo di quanto è stato detto alla conferenza sulla
globalizzazione indetta nel quadro della Festa de l’Unità del 2001 e
non ci resta da aggiungere che quanto è stato esposto dai vari relatori
ha ottenuto il consenso dei moltissimi ascoltatori presenti.
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