MMo' l' estate

Festival di musica e cultura a s. marco in lamis

di Leonardo P. Aucello

Non è facile incontrare nella campionaria estiva dei numerosi e non sempre stimabili rassegne musicali un certo tipo di festival che sappia egregiamente coniugare musica-spettacolo- cultura. Eppure per iniziativa di alcuni giovani locali, coadiuvati dal presidente-fondatore, Stefano Storace, a S. Marco in Lamis, sul Gargano, si è svolta puntualmente l’ottava edizione di "Mo’ l’estate", festival della Comunicazione Sonora e visiva, vuol dire che nel palinsesto c’è ricchezza di contenuti e di vera e completa comunicazione culturale in senso lato.

La rassegna si è svolta con ben tre giornate dense di incontri ed esibizioni teatrali e musicali. L’organizzazione ancora una volta si è distinta nell’interessarsi, attraverso messaggi flash prima di ogni spettacolo, di tematiche che interagiscono con le problematiche attuali: quest’anno l’argomento affrontato da esperti nel settore, riguardava l’ambiente con tutte le sue diramazioni strutturali e "provocazioni" umane ed ecologiche verso la sempre più deturpata natura. Ma in cartellone non sono mancati gli altri appuntamenti di un certo rilievo, a partire dalla mostra nell’era della contestazione sociale e culturale, espressa attraverso la musica, soprattutto negli USA, con un titolo emblematico per quei tempio, "Garage psichedelica ’65-’67, a cura del critico di musica pop-rock, Luigi Ciavarella. Ma il fiore all’occhiello di questa edizione è stata caratterizzata dalla presenza, nell’ultima serata, dei "Timoria", noto complesso rock, che ha accettato di esibirsi a "Mo’ l’estate", in maniera del tutto simbolica dal punto di vista del guadagno, proprio 

 

 

perché il leader del gruppo, Omar Petrini è il Direttore artistico della manifestazione "Brescia-art", dalla stessa impostazione del Festival garganico.Importante è stata pure l’esibizione di Massimo Priviero, con il suo rock d’autore dal timbro forte e incalzante alla Ligabue: entrambi i gruppi eseguono brani di un certo impegno socio-culturale, con una sensibilità artistica di primo piano. Da sottolineare pure il teatro satirico che ha riproposto un adattamento del grande autore greco, Aristofane, soprattutto della commedia "Le nuvole", rappresentato da un gruppo bolognese che ha portato in scena il cabaret dal titolo "Utopolis Cabaret", con la regia e drammaturgia di Mario Perrotta, in cui si è distinto, l’attore originario garganico, Lello Lombardi, insieme a tutta la compagnia. Per motivi tecnici è stata trasferita al prossimo Natale la proiezione, la prima in Italia, in modo veramente esclusivo, di cortometraggi muti di film cult, con la colonna sonora accompagnate da musica dal Vivo: finora l’esperimento è stato attuato con i lungometraggi; si tratterà certamente di una splendida chicca cinematografica. Naturalmente, come in tutte le precedenti edizioni, gli spettacoli sono stati corredati e accompagnati da una precisa fantine, curata dal presidente e coordinatore del Festival, come ottimo manuale per il pubblico che anche quest’anno ci è accorso numeroso. Attualmente tutti i periodici di informazione che hanno integrato la lettura per un buon ascolto degli spettacoli, sono comparsi nel recente sito-internet, illustrato dalla redazione del Festival, con tutte le notizie su ogni edizione, e con i ripetitivi artisti che si sono esibiti, insieme a delle notizie sui luoghi e personaggi che formano un unico corollario socio-culturale con l’ambiente circostante. Otto edizioni costituiscono non solo un buon successo, ma anche un ottimo bagaglio per proseguire speditamente verso le prossime manifestazioni Occorre, ancora una volta, richiamare l’attenzione di Enti pubblici e privati, politici e amministratori locali, che, all’unisono, devono far sentire la propria voce affinché non ci siano sospensioni di sorta, ma contribuendo direttamente con fondi destinati esclusivamente a questi meritori spettacoli, in modo che le edizioni possano così serenamente continuare nel cammino intrapreso, per tutti finora lusinghiero.

 

(Nella foto: la grotta di Montenero a S. Marco in Lamis)

 

 

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