un mare di pittura

di Michele De Luca

Civitanova Marche. Il grande intreccio di culture e di leggende che hanno fatto del 'Lago Adriatico' il luogo privilegiato dagli scambi fra Oriente e Occidente, fra le antiche civiltà balcaniche e quella latina, è stato di stimolo, fra Otto e Novecento, per molti artisti marchigiani. 

Mentre D'Annunzio e Sibilla Aleramo, dedicavano pagine vibranti al mare Adriatico, Adolfo De Carolis andava riscoprendo le radici culturali di quella antica civiltà marinara avviando la realizzazione di dipinti, xilografie, fotografie e di scritti di carattere etnografico. Tra questi, Il 'Trittico del Mare', che condensa nella luminosità della spiaggia picena le robuste figure dei pescatori, le caratteristiche barche da pesca con le vele policrome e le immagini delle donne che attendono il ritorno degli sposi. Contemporaneamente, altri pittori piceni hanno dedicato la loro attenzione al mare: da Biagio Biagetti a Domenico Ferri, da Spagnolini a Pennacchietti è un succedersi di vivaci tele che ripropongono le vele policrome, cariche di arcane simbologie, delle 'lancette'

 

 impegnate nelle battute di pesca. Domenico Ferri eseguiva gli affreschi nel palazzo della provincia di Ascoli utilizzando un’aggiornata tecnica divisionista che ben si prestava a rendere gli effetti atmosferici dei paesaggi marchigiani. Anche il recanatese Biagio Biagetti ha dedicato qualche disegno ed alcune tele alle vedute adriatiche; le scene affrescate a Palazzo Fermani di Montelupone nel 1905 ed i successivi dipinti di Palazzo Lucangeli a Porto Recanati esprimono una particolare sensibilità cromatica, evocando la suggestione delle antiche imbarcazioni utilizzate dai pescatori dei luogo. In quegli anni il tema marino contagiava Ludovico Spagnolini e Carlo Pennacchietti, allievo di Giovanni Fattori; più lirica e distesa la pittura di Spagnolini, più concentrata e contrastata quella di Pennacchietti che al mare ha dedicato anche delle suggestive vedute notturne. Pure il mondo della ceramica recepisce questi temi trattati in impasti sonori nei grandi piatti dipinti da Gian Carlo Polidori per la Manifattura Matricardi di Ascoli; certo colpito dalla visione di De Carolis, Polidori ha espresso nelle sue imponenti creazioni un compiacimento compositivo e cromatico che tende alla grandiosità epica della pittura di storia. Questa stagione di creatività artistica, legata all’Adriatico, come feconda fonte di ispirazione per tanti artisti del primo Novecento marchigiano, rivive, grazie all’impegno del Comune di Civitanova Marche, nella bella mostra "Un mare di pittura", curata da Stefano Papetti (catalogo Motta Editore). Dipinti inediti, bozzetti, xilografie, maioliche e fotografie d'epoca: il materiale riunito nei suggestivi spazi della chiesa di Sant'Agostino a Civitanova Alta rievoca un mondo che, poco dopo essere stato riprodotto nelle opere di questi affermati maestri, verrà completamente cancellato, nei suoi ritmi e nelle sue secolari consuetudini, dall'introduzione del motore a scoppio.

 

 

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