A pieve di cento le opere di due artisti foggiani

Sono quelle del lucerino Franco Scepi e di Guido Di Fidio 

di Michele De Luca

Il Museo d’Arte delle Generazioni Italiane del Novecento di Pieve di Cento (Bologna), diretto da Giorgio Di Genova, rappresenta ormai una importante realtà nel panorama museale del nostro paese dedicato alla produzione artistica del secolo appena trascorso. Nata dalla sensibilità e dall’impegno dell’imprenditore pievese Giulio Bargellini, la nuova istituzione, fin dalla sua apertura, si è proposta come un centro multimediale che, intorno alle collezioni permanenti, ha promosso importanti eventi intedisciplinari; in particolare, il 16 dicembre, nella cornice festosa della "Seconda Giornata dell’Artista", si è inaugurata la mostra dedicata alle "Acquisizioni 1999 – 2000" per le collezioni permanenti del Museo.

L’esposizione, corredata da un catalogo realizzato dalle Edizioni Bora di Bologna, presenta gli arricchimenti delle raccolte, che in pochi mesi hanno ha visto crescere il proprio patrimonio con importanti arrivi: tra cui vanno segnalate opere di Francesco Cangiullo, Leonetta Cecchi Pieraccini, Ernesto Thayaht, Niki Berlinguer, Burri, Monachesi, Vedova e Carlo Levi. Senza dimenticare ben novanta opere (tra cui un raro autoritratto di Pericle Fazzini) che vanno ad ampliare il già cospicuo fondo della storica "Collezione 8x10" di Cesare Zavattini. Tra le nuove acquisizioni del Museo si registra una importante presenza dell’arte foggiana, rappresentata dalle due grandi sculture di Guido Di Fidio, nato a Trinitapoli nel 1924, intitolata "Combattimento di uccelli" (1992) e di Franco Scepi, nato a Lucera nel 1941, dal titolo "L’uomo della pace", bronzo patinato che venne inaugurato dal Premio Nobel per la Pace Mikhail Gorbachev nel maggio scorso. Di particolare importanza è l’opera di Scepi, personaggio di primissimo piano nello scenario della grande comunicazione nel nostro paese, la cui lunga ed intensa attività è apprezzatissima anche all’estero.

 

 Dopo un passato di scenografo alla Scala di Milano, di eccezionale designer e di regista, l’artista lucerese si dedicato in particolare alla pubblicità, inventando campagne e spot memorabili per inventiva ed efficacia comunicativa, per poi occuparsi di una ricerca creativa vera e propria, che si traduce in una riflessione sulle potenzialità artistiche delle immagini da lui stesso realizzate per la pubblicità. L’opera acquisita dal Museo, un grande bronzo patinato che accoglie il visitatore nell’antistante "Giardino delle Sculture", s’intitola "L’uomo della pace", il cui valore altamente simbolico venne sottolineato dal Nobel per la Pace Michail Gorbachev in occasione della sua installazione nello scorso mese di maggio.

(Nella foto: "L'uomo della Pace", in bronzo patinato, di Franco Scepi)

 

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