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Il gruppo A.I.F.O. (Associazione Italiana Amici di
Raoul Follereau) di Lucera ha festeggiato il suo venticinquesimo anno di
attività a favore dei malati di lebbra. Sorto nel 1972 su iniziativa di
alcuni giovani appartenenti alla Milizia dell'Immacolata, col passare
degli anni esso ha assunto sempre maggiore consistenza rendendosi
promotore di numerose iniziative a favore degli ultimi e coinvolgendo nel
suo cammino d'amore comunità parrocchiali, scuole, associazioni di
volontariato sia laiche che cattoliche, autorità civili, religiose,
militari, testate giornalistiche e radiofoniche e circoli vari di tutta la
Diocesi.
L'idea della fornitura diretta nei Paesi in via di
sviluppo di piccole opere complete (le microrealizzazioni), finanziate con
le numerose offerte racco!te in occasione della Giornata Mondiale dei
Malati di lebbra (ultima domenica di gennaio), ha per noi rappresentato
un'eccellente opportunità per presentarci all'opinione pubblica,
fornendo, nel frattempo, sempre maggiori stimoli all'intera comunità
diocesana e, col passare degli anni, invogliandola a sostenere con sempre
maggiore generosità e fiducia i diversi progetti e l'operato in genere
del gruppo: dall'intitolazione di una strada del centro storico cittadino
al "Vagabondo della Carità", Raoul Follereau, alla nascita del
Circolo. Culturale di Solidarietà "Fasani- Kolbe- Follereau",
all'istituzione di un centro attrezzato per la raccolta di medicinali e,
in seguito, di una farmacia e di un ambulatorio medico gestito dai
volontari dell'AIFOF all'interno del Centro di Solidarietà intitolato al
santo lucerino: il Padre Maestro Francesco Antonio Fasani. Promotori del
"Coordinamento"' cittadino" di tutte le associazioni del
volontariato locale, i responsabili dell'A.I.FO. hanno inoltre
inaugurato una riuscita serie
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d’interventi a favore degli
extracomunitari presenti in zona nei mesi estivi per la racccolta del
pomodoro, prestando loro aiuto morale e materiale, mettendo a completa
disposizione dei loro bisogni le strutture del Centro di Solidarietà
Padre Maestro e cercando, soprattutto, di socializzare con i gruppi più
numerosi di lavoratori, portandosi direttamente sul luogo del loro lavoro.
Grazie all'opera degli "Amici di Follereau",
oggi è possibile registrare all'interno della nostra comunità un mutato
atteggiamento sociale, più aperto e più disposto a ricercare e a
comprendere i bisogni dell'altro. La vera e propria gara di solidarietà
che riteniamo si sia finalmente innescata contro ogni lebbra è fatta di
pratica del volontariato, di spirito d’accoglienza, di condivisione dei
tanti problemi vissuti da chi è solo ed emarginato come il lavoratore di
colore: la paura di venire a contatto con gente sconosciuta, la
precarietà della propria occupazione, il timore di essere denunciato, la
convivenza con lo sfruttamento e con lo stato di clandestinità, il
pressappochismo nel nutrirsi e nel curarsi.
Un giorno, ci auguriamo, la lebbra sarà sconfitta,
definitivamente ma nuove e più evidenti sue forme, fatte d’isolamento,
d’abbandono, d’indifferenza, d’umiliazione, emergeranno con forza in
una società che non sa di diventare la società di tutti. Sforziamoci, a
partire da oggi e dal nostro piccolo, affinché questo accada. Lo scorso
anno il gruppo ha contribuito al progetto AIFO con un totale di 18 milioni
e mezzo.
Il Gruppo AIFO di Lucera
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