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di Severino Carlucci
Torremaggiore. Correva l’anno 1571. "O Marco piglia
Turco, o Turco piglia Marco", era il detto popolare che a quei tempi
sintetizzava la speranza della Cristianità minacciata per terra e per
mare dalla espansione dell’Impero Ottomano e che soltanto la flotta da
guerra veneziana poteva contrastare. E nell’ottobre di quell’anno la
flotta "cristiana" posta sotto il comando di Leopoldo d’Austria
riuscì ad imbottigliare presso Lepanto, nel Golfo di Patrasso, l’intera
flotta turca forte di centocinquanta navi da ed a distruggerla
completamente liberando la Cristianità da una minaccia che incombeva
dalla caduta di Costantinopoli. In seguito a quella vittoria navale Papa
Pio Quinto istituì la festività in onore della Madonna del Rosario e
dispose che ogni domenica. A Torremaggiore il culto
della Madonna del Rosario, nei suoi primi tempi, veniva celebrato nella
cappella ad esso dedicata inserita nel corpo di fabbrica della Chiesa
Matrice di San Nicola dopo che questa venne ristrutturata dopo il
terremoto del trenta luglio 1627. Agli inizi del 18° secolo i feudatari
de Sangro fecero costruire proprio di fronte alla cappella del Rosario la
loro tomba di famiglia e qualche anno dopo, don Raimondo de Sangro, lo
"scienziato massone" ci fece trasferire in essa gli arredi sacri
della vicina Chiesa si Sant’Anna e quelli della cappella del Rosario
affilandone culto e manutenzione alla apposita Confraternita. Da allora la
festività in onore della Madonna del Rosario viene celebrata durante una
delle prime domeniche di ottobre con Messe, Processione, luminaria e
fuochi pirotecnici con la partecipazione fattiva di tutti i fedeli. Quest’anno
la festività del Rosario si è conclusa proprio nel giorno in cui tutti
gli elettori italiani vennero convocati per esprimere il proprio voto,
contrario o favorevole, sul Referendum "Modifiche al titolo quinto
della parte seconda della
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Costituzione" i cui contenuti, pro o contro, sono stati
illustrati soltanto da alcune brevi apparizioni di alcuni politici sugli
schermi televisivi. Spari di mortaretti nella prima mattinata mentre una buona
parte diviticultori si era recata in campagna per le operazioni di vendemmia ed
i componenti dei Seggi elettorali attendevano i primi votanti. La solenne
Processione della Madonna del Rosario si era svolta la sera precedente lungo le
centrali strade cittadine e nell’ultima giornata della festa la Congrega del
Rosario, guidata dagli infaticabili fratelli Silvano e Vinicio Faienza,
apprestava i preparativi per concluderla in bellezza offrendo a chiunque l’assaggio
della "sfringilata", l’esibizione dei cantanti napoletani e lo
spettacolo pirotecnico finale.
A mezzogiorno le campane suonarono a distesa mentre dal primo
rilevamento attuato dall’Ufficio Elettorale del Comune si rilevava che
avevano espresso il proprio voto 778 elettori sui 13.716 aventi diritto. E
venne il pomeriggio di questa calda domenica autunnale. Mentre la gente in una
atmosfera di festa si riversava in via Nicola Fiani per ammirare la magnifica
luminaria istallata per l’occasi0one e l’Istituto Scolastico "San
Giovanni Bosco" un luogo di raccolta di votanti dalla televisione si è
appresa la prima notizia che da poco era iniziato il bombardamento missilistico
su alcune zone dell’Afghanistan, notizia che ha lasciato perplessi chi l’ha
appresa. Ed intanto in via Fiani la gente accalcava, sia per gustare quattro
"sfringili" ed un buon bicchiere di vino e sia per ascoltare le
classiche melodie napoletane eseguite dall’orchestrina inviata per la festa
finale. Verso mezzanotte, dopo l’accensione del magnifico spettacolo
pirotecnico nell’Ufficio elettorale si rileva che aveva votato il 34,35%
degli elettori e le prime proiezioni davano un 64% ai "si" ed un 36%
di "no" e solo dopo il rientro a casa si è visto in visto in tv l’inizio
dei bombardamenti sull’Afghanistan.
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