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di Duilio Paiano
E' toccato alla splendida cornice del
Tribunale della Dogana ospitare la presentazione della più recente fatica
letteraria di Alfonso Palomba, Dirigente scolastico con il ... vizio della
penna facile. La scuola che non c'é-questo il titolo del lavoro
pubblicato per le Edizioni del Rosone di Franco Marasca - ha già due anni
di vita ma sembra fatto apposta per alimentare il dibattito in questo
particolare momento che la scuola italiana sta vivendo, combattuta tra
l'ansia del cambiamento e le stringenti necessità di bilancio.

Anzi, uno dei meriti di questo impegno di
Palomba è proprio quello di aver in qualche modo anticipato i fermenti
che poi sono diventati attualità. Uomo di scuola navigato e attento qual
è, Alfonso Palomba ha registrato nel suo libro-diario tutti i cambiamenti
che questo fondamentale settore della vita sociale ha proposto, anche
quelli rimasti incompiuti o finiti ancor prima di cominciare a
realizzarsi. Da qui il titolo - La scuola che non c'é, appunto- a
testimoniare il rammarico per quello che potrebbe essere, ma non è, e nel
contempo l'auspicio per un rapido adeguamento dell'intera struttura
formativa italiana ai nuovi modelli sociali e culturali. Ad un
ritorno di lettura più meditato, La scuola che non c'è si conferma un
utile strumento per i docentí ma anche per tutti coloro che vogliano
davvero capire che cosa sia la scuola e, soprattutto, che cosa si appresta
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diventare. Una cronaca puntuale degli
entusiasmi e dei disagi che essa riesce a suscitare e procurare. Un mondo
non facile da "leggere" e da vivere e, tuttavia, capace ancora
di dare la carica ed ispirare creatività. Un insieme di storie di
ordinaria quotidianità, raccontate col piglio del narratore appassionato
e con l'animo fiducioso dell'educatore. Tante storie che testimoniano del
lento e faticoso cammino di trasformazione della scuola italiana e che
vanno a comporre un quadro storico- sociale-culturale di grande interesse
e lungimiranza. Il Presidente dell'Amministrazione provinciale, Antonio
Pellegrino, ha portato il suo saluto ed ha ringraziato autore ed editore
per l'impegno profuso al servizio della scuola di Capitanata. Una scuola
verso cui l'Ente di piazza XX settembre è tutt'altro che avaro di
attenzioni. Pellegrino ha colto l'occasione per elencare alcune delle
realizzazioni più significative del governo provinciale nel settore
dell'edilizia scolastica. Più di scuola che di politica scolastica hanno
parlato, invece, i due relatori chiamati a presentare il libro: il
Dirigente scolastico Carmine Gissi, componente del Nucleo provinciale per
l'Autonomia, ed il Prof. Giovanbattista Piomelli. Di taglio più
argomentativo l'intervento di Gissi che ha sottolineato come negli ultimi
anni si sia passati dalla "scuola della procedura alla scuola del
progetto". Più provocatoria la presentazione di Piomelli che si è
soffermato, in particolare, sulle contraddizioni della condizione docente
nella scuola italiana Il Provveditore agli Studi, Felice Grassi, ha
utilizzato la circostanza per una strenua difesa del processo di
autonomia, lanciando l'auspicio per un rinnovamento autentico che
coinvolga tutto il pianeta scuola. L'autore, in conclusione della
manifestazione, ha ringraziato gli intervenuti ed i relatori, affidando al
suo lavoro il senso di una testimonianza, una sorta di "diario di
bordo" che ha registrato anni di navigazione sempre entusiasmante, se
pure non sempre tranquilla. Tanto per non allontanarsi troppo
dall'argomento della serata, i lavori sono stati coordinati dalla Prof.ssa
Valeria De Trino, responsabile dell'Agenzia Provinciale per la Cultura,
anch'essa docente.
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