Fantasmi tra le macerie

di Pippo Grasso

LUCERA. In questi ultimi tempi, dopo il naufragio dell'amministrazione comunale, a chi passeggi la sera in Piazza Duomo, può capitare di rivedere scene che hanno del tragicomico, a patto però di avere uno stomaco di ferro: è tutto un comporsi e scomporsi di capannelli confabulanti sul da farsi e sul disfarsi, tutto un riorganizzarsi per non perdere tempo e contatti, tutto già un progettare liste personalizzate: insomma, i soliti balletti e manovre che, anche se ormai datati, suscitano solo ilarità utile a rompere la monotonia ed il torpore altrimenti padroni della città. Ma è una farsa che ben presto si trasforma in dramma: perché tra un tazebao che accusa chi ha immobilizzato la città ed un altro che difende chi non ha potuto completare l’opera (e meno male!), ci si accorge di essere in un panorama di macerie popolato da fantasmi: quello lasciato da una classe politica (e da un modo di far politica) 

che, indomita e priva del senso del pudore, già si ricandida alla ricostruzione di ciò che ha demolito, addirittura proponendo per il ricambio, in barba a ogni decenza, nomi che farebbero rabbrividire anche in un'estate torrida. Il dramma è che questa politica fallimentare, ed il suo probabile perpetuarsi, ha leso la fiducia dei cittadini, rendendoli apatici e prede del "tanto non cambia niente". Spontaneamente verrebbe ancora una volta da implorare coloro che hanno la responsabilità di tutto questo, di farsi da parte finché c’è tempo e di lasciare spazio a forze nuove e capaci di dare a Lucera qualcosa in più del proprio tornaconto personale. Dubitiamo, dall’aria (tutt’altro che nuova) che tira e dalle manovre già tempestivamente in atto, che tale appello sia ascoltato. Si vedrà già dalle prossime settimane. Intanto avvertiamo chi ancora l’avesse a cuore che questa potrebbe davvero essere l’ultima occasione per strappare Lucera alla palude in cui quasi completamente è sommersa.

 

 

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