|
Di fronte alle "cartelle pazze" i
partiti non intervengono – Le forze politiche alle prese con le
strategìe da adottare – Il ruolo di Democrazia Europea in vista delle
elezioni comunali del 2002
di Tonino Del Duca
LUCERA. Mentre i cittadini di Lucera si
affollano all’Ufficio Tributi per porre rimedio agli errori delle
"cartelle pazze", i partiti locali, che pure li dovrebbero
rappresentare in mancanza della giunta comunale, non hanno preso finora
nessuna iniziativa in merito; anzi sonnecchiano, tutti presi dalle
strategìe politiche da adottare per le elezioni comunali del 2002.

In effetti ci sono perlomeno tre buoni
motivi per cui finora nessuno schieramento politico o partitico abbia
preso una posizione chiara in merito a programmi, alleanze e candidati. Un
primo motivo è di ordine strategico, cioè si ha paura di bruciare l’idea
o il nome del candidato di prestigio, facendo il primo passo. Un secondo
motivo di ordine sostanziale, è dovuto alle difficoltà interne agli
schieramenti e ai partiti. Un terzo motivo, infine, è dovuto alla
mancanza di un capo politico carismatico che sia in grado di mettere d’accordo
le tensioni e le posizioni dialettiche interne agli schieramenti. Pur
tuttavia, c’è chi muove i primi passi, alla ricerca della propria
identità strategica e in vista di future alleanze. E’ il caso di
Democrazia Europea, che nelle ultime elezioni politiche con Lello Di Ianni
ha ottenuto a Lucera un cospicuo risultato elettorale, togliendo di fatto
voti alla destra e non consentendo l’elezione per pochi voti al
candidato del Polo delle Libertà. Per capire meglio
il ruolo di Democrazia Europea e quello di un possibile polo di centro,
abbiamo intervistato il coordinatore cittadino di D. E., avv. Giuseppe De
Girolamo, appena di ritorno dall’incontro romano, che ha gettato le basi
per l’unificazione dei tre partiti di centro: CCD, CDU e D. E.
D. Avvocato De Girolamo, innanzitutto
vuole spiegare che cosa si propone a livello politico generale Democrazia
Europea?
"Democrazia Europea vuole essere un
riferimento per tutti i democratici di estrazione popolare con vocazione
centrista. E’ un partito schierato al centro delle forze politiche, che
ha cercato alla sua prima uscita di affermarsi come terzo polo nazionale,
su cui far convergere politici, pensatori ed elettori di estrazione
moderata".
D. Ma questa prospettiva centrista non
è anche comune ad altri partiti, nati dalla ex DC, come il CCD e il CDU?
"In effetti Democrazia Europea trova
la sua
|
collocazione attuale e futura proprio
nella convergenza con queste due altre forze orientate al Centro, nel
quadro politico di centro- destra. Questa convergenza è stata consacrata
sabato 1º dicembre a Roma, dove si è tenuto un incontro tra i massimi
rappresentanti delle tre forze politiche per convenire su un’unica
progettualità e un’unica espressione anche partitica, cioè per
arrivare alla unificazione tra queste forze, omogenee per estrazione. A
tale vertice romano ho partecipato anch’io, insieme a Lello Di Ianni,
proprio per conoscere da vicino le problematiche politiche e consolidare,
quindi, sul territorio l’espressione politica nazionale".
D. In vista delle elezioni comunali del
2002, alla luce di quanto ha detto, D. E. si presenterà con una lista
propria oppure con una lista unica con CCD e CDU? o ci sono altre
prospettive ancora?
"Democrazia Europea in questo momento
è ancora partito autonomo e, quindi, ha tuttora la sua identità; mentre,
in funzione della unificazione, che sarà attuata in campo nazionale il
prossimo 25 gennaio ad opera delle due specifiche commissioni a Roma,
concorre alla scelta politica e alle determinazioni con gli altri due
partiti del CCD e CDU. La scelta politica- amministrativa a livello
territoriale si è espressa nella posizione del centro- destra, nella
quale D.E. si vede naturalmente collocata. Certamente
la politica del territorio non ci farà chiudere gli occhi sulle altre
realtà concorrenti, per trovare migliori supporti al progetto comune di
Centro. Per tale convergenza sono intervenuti accordi nazionali e anche
provinciali, che richiamano e vincolano i tre partiti a un progetto
politico preventivo, da partecipare in un momento successivo ad altre
entità politiche o sociali"
D. A livello locale ci sono in
Democrazia Europea posizioni diverse, cioè orientate più a destra o più
a sinistra?
"Nel nostro gruppo di Democrazia
Europea c’è una grande dialettica, che, comunque, raggiunge l’unità
nell’interesse del partito e secondo quelle che sono le indicazioni
nazionali".
D. In seguito ai risultati delle ultime
elezioni politiche a Lucera, non esiste una rottura con la destra?
"La formulazione della domanda di una
rottura con la destra a causa della competizione elettorale è mal posta.
Nel momento in cui siamo scesi in campo, abbiamo mirato per D. E. a una
vittoria elettorale, perché avevamo un partito di centro nuovo, in
crescita. Il contrasto con gli altri candidati è stato esclusivamente
politico e non poteva essere diversamente. Attualmente, quindi, non ci
possono essere spazi per riserve mentali; è l’idea politica che ci
potrà accomunare e avvicinare. Nell’area di questo centro- destra noi
siamo la parte politica maggiormente orientata verso il Centro".
D. Ci sono tra di voi persone di spicco,
in grado di occupare con competenza incarichi amministrativi o pubblici di
responsabilità?
"Certamente. Ci siamo dati una
struttura politica- organizzativa e ci sono tra noi uomini preparati a
rivestire ogni ruolo; pertanto rivendichiamo a livello pubblico una nostra
forte presenza".
(Nella foto: il fondatore di D.E.
sergio D' Antoni durante una visita a Lucera)
RITORNA
ALLA COPERTINA
|