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di Elena Del Duca
LUCERA. Il Convitto nazionale "Ruggero
Bonghi" è stato per anni un fiore all’occhiello della nostra
cittadina, sede prestigiosa di un collegio, un liceo ed università. Oggi
la facciata ristrutturata dell’edificio cela diversi aspetti
problematici riguardanti sia la condizione di alcune parti della struttura
interna, bisognose di restauro, sia il perduto ruolo culturale rivestito
dal Convitto.

Sono gli aspetti evidenziati dal neo
rettore Dott. Franco Oliviero il quale ha ribadito la volontà di una
maggiore attenzione, fatta propria da un suo illustre predecessore dott.
Michele d’Ambrosio che nel 1970 scriveva: "Ma la cultura sempre
più si è allontanata da tale Istituto, se non addirittura la si è
avversata. Qualche sparuta iniziativa non può qualificare un Istituto
culturale".
D. Dott. Oliviero, qual è l’attuale
situazione del rinomato Convitto "Ruggero Bonghi"?
R." Il Convitto è un’istituzione
nobile e legata ad un passato glorioso e ad un presente che ha degli
aspetti problematici che stiamo affrontando un po’ tutti. Le persone che
collaborano in questa struttura hanno un serio interesse a rilanciarla
nell’offerta formativa e anche nel tessuto cittadino, non solo come
istituzione educativa ma come un’istituzione che produce cultura. L’ambizione
di tutti è quella di valorizzare passo dopo passo, il patrimonio di cui
dispone il Convitto, non soltanto architettonico e culturale in generale
ma un patrimonio di professionalità maturate nel tempo, che dovrebbero
essere più protagoniste nella vita cittadina".
D. Ripartendo dagli aspetti di
problematicità legati al presente, quali sono le strategie di rilancio
che Lei e tutte le persone che lavorano in questa Istituzione, intendete
attuare?
R. "La prima è quella di valorizzare
le risorse umane e strutturali esistenti. Il mio primo intento è quello
di rendermi conto di quello che già c’è. Vorrei tirare fuori le idee
presenti nelle persone che lavorano in questa struttura e in quelle che
comunque le sono legate e che si sono fatte presenti in questi mesi,
offrendo proposte, collaborazioni e anche critiche molto spesso
costruttive. Poi, vorrei rafforzare e arricchire i curricoli scolastici.
E’ necessario offrire per tutti i ragazzi che frequentano
il Convitto, un palinsesto delle offerte educative che incroci le loro
esigenze. Per quanto riguarda il curricolo scolastico, deve essere
irrobustito sui linguaggi , chiavi d’accesso al mondo. I nuovi
analfabetismi toccano tutti gli strati della popolazione, allora,
conoscere il computer e le lingue straniere è un bisogno primario".
D. Dunque, si va nella direzione di
un Istituzione aperta, che si apre al territorio e che si radichi nello
spazio della socialità diffusa della città....
R. "Esattamente. Le radici sociali del
sapere devono essere valorizzate. L’arricchimento del curricolo
scolastico va da una parte verso le esigenze dei ragazzi che d’altra
parte si vuole rendere meglio cittadini di questa
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comunità. Essere cittadini di Lucera
significa anche saper apprezzare le testimonianze storiche presenti nel
nostro ambito, capirle significa anche conoscere meglio le proprie radici.
La cittadinanza europea infatti, non annulla quella locale anzi, chiede di
rafforzarla. Per quanto riguarda l’istituzione educativa, stiamo
cercando di mettere a fuoco, grazie alla generosità degli istitutori,
quelli che possono essere i motivi di qualità che rendono veramente ricca
la presenza dei ragazzi a scuola. Non solo assistenza allo studio, ma
vogliamo offrire ai frequentanti del Convitto la possibilità di
sviluppare il più ampiamente possibile la loro personalità in
prospettiva sociale".
D. Rettore, anni addietro il Convitto
"Ruggero Bonghi" di Lucera fu anche una prestigiosa sede
universitaria. Attualmente, questa prospettiva, considerata qualche
decennio fa utopistica, sta nuovamente per realizzarsi con l’impianto
del Corso per Operatore dei beni culturali...
R. "I lavori per la sistemazione dei
locali sono ad ottimo punto. Inoltre, si stanno svolgendo lavori che non
erano strettamente necessari proprio perché si vuole dare ai giovani
universitari un’accoglienza più che dignitosa. Stiamo cercando di
rendere indipendenti gli stessi percorsi da fare all’interno dell’istituzione,
anche perché ci sono età , stili e ritmi diversi dei giovani rispetto ai
bambini. Dobbiamo evitare i possibili contrasti. Poi, cercheremo di
migliorare i rapporti offrendo altri servizi. Con il Comune stiamo
pensando di rendere fruibile, se e come sarà possibile, il consumo dei
pasti per i fuori sede, oppure l’uso delle attrezzature sportive".
D. Come sono i rapporti con gli Enti
Locali?
R."I rapporti con il Comune di Lucera
sono stati buoni fin dall’inizio perché abbiamo condiviso gli
obiettivi. Per questo le strategie e le metodologie di lavoro sono state
diverse da istituzione ad istituzione però sia io che il consiglio d’amministrazione
abbiamo sostanzialmente convenuto sugli obiettivi".
D. Per concludere, possiamo dire che
il Convitto "R. Bonghi" è un’istituzione che merita maggiore
attenzione....
R. "Ora questa Istituzione darà
attenzione ai ragazzi e chiederà maggiore attenzione perché non sia
soltanto nobile la facciata ma si nobiliti la struttura. E’ necessario
riscoprire la sua storia. C’è stata una sovrapposizione d’interventi
spesso in tempi di penuria economica. Poi occorrerebbe anche un
investimento per restituire a Lucera un Convitto restaurato come edificio
che ha nobili tracce di un passato glorioso. I finanziamenti che abbiamo
sono quelli delle rette dei convittori e dei semiconvittori. (circa 200 in
tutto). La nostra ambizione sarebbe quella di riuscire ad accedere a
finanziamenti comunitari attraverso un progetto per la valorizzazione
della nostra struttura. I bandi usciranno la prossima primavera. E’
chiaro, che a queste operazioni si partecipa di concerto con le
istituzioni locali. E’ necessario dialogare. Arriverà il momento del
Convitto.......io spero che arrivi presto perché diventi un contenitore
culturale più ampio, non sia soltanto un’istituzione utilizzata
parzialmente per un numero di ragazzi. Noi vogliamo che il Convitto venga
restaurato e che diventi il salotto culturale della città aperto a tutti
i lucerini".
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