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di Pippo Grasso
Appena finita in maniera indegna l'esperienza
amministrativa di centrosinistra, che pure tante speranze aveva suscitato
tra i lucerini, stanno partendo tempestivamente ed indecorosamente i
soliti balletti e le solite manovre di smarcamento.
Sappiamo benissimo ormai, a furia di lavaggi del cervello, che
"destra" e "sinistra" non sono altro che espressioni
folcloristiche e pittoresche; che ciò che conta sono i voti e le
clientele che uno si porta dietro e sbatte sul tavolo delle trattative; ma
poi uno si chiede: a questo peggio c'è un limite o si va avanti, a
oltranza, a chi sorprende di più (nello schifo si intende)? E' ciò che
sta accadendo: un fuggi fuggi senza pudore verso il tepore della
Casa
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delle Libertà, a chi sale prima sul carro del vincitore, un annebbiarsi
collettivo della ragione cui l'unica via d'uscita sembra essere quella
dello "speriamo che passi", che poi non è una via d'uscita, ma
è, purtroppo, una corsa spasmodica a tutelare e soddisfare gli interessi
il più privati possibile.
Poi ti rendi conto con rabbia (e non poco schifo) che tuo figlio non può
nutrirsi solo di questi esempi fatti di furbizia e arroganza; che una
collettività per crescere deve averne altri se non vuole essere solo una
somma di individui insaziabili. La scommessa per Lucera, di fronte alle
prossime mosse ed ai prossimi giri di valzer, è tutta qui: dare alla
città futuro o passato?
I sostenitori del secondo sono già al lavoro, quelli del primo sono
ancora nelle loro case.
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