Le strade dell' olio

di Severino Carlucci

Torremaggiore. Diverse sono le "strade" che il nostro olio extravergine d’oliva percorre dal frantolo oleario alla cucina del consumatore: la più breve è quella percorsa dal frantolo alla casa del produttore d’olive e la più lunga è quella percorsa dalla casa del produttore a quella di un suo parente o di un suo conoscente domiciliato in una delle città del Nord Italia. 

Diverse sono anche le strade che prendono il 70% delle nostre olive che non vengono trasformate sul posto perché, attraverso le "camere" commerciali finiscono nei tanti frantoi disseminati lungo la Penisola. Anche "diverse" sono le "strade" che Istituzioni, Associazioni, Produttori, Frantoiani ed Imbottigliatori, intendono, attraverso una serie di lodevoli iniziative, fare percorrere all’Olio d’oliva "D.O.P. Dauno". Nei giorni scorsi una comitiva composta da una decina tra ragazze e ragazzi che frequentano il quinto anno di studi presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Foggia ha toccato con mano questa nostra realtà visitando alcuni dei nostri centri di trasformazione olearia. Guidata dal Professore Giuseppe Gambarotta, Docente di Tecnologia degli oli grassi e derivati presso la Facoltà di Agraria presieduta dal Professore Emanuele Tarantini ed Assistente dell’Istituto di produzioni e preparazioni alimentari della stessa Università presieduto dal Professore Ennio La Notte. Docente ed Universitari, dopo avere visitato l’oleificio sociale della Cooperativa Agricola "Fortore", il cui nuovo impianto consente di trasformare in olio milleduecento quintali di olive nell’arco di ventiquattro ore, si sono recati a visitare uno dei più antichi frantoi della nostra zona: "l’Antico Frantoio Ametta" funzionante nel nostro Centro storico cittadino. E qui il titolare di questo antico frantoio, Ugo Ametta, ha spiegato agli "ospiti" tutta la trafila percorsa dallo scarico dei contenitori di olive dei produttori fino al camion che raccoglie la sansa ricavata dalla loro spremitura."Le olive, spiega Ugo Ametta ai visitatori, vengono pesate con la bilancia elettronica ed il loro peso viene riportato nel computer, poi passato nella macina e successivamente nella infriscolatura automatica per passare sotto la pressa ed infine nel separatore e dopodiché l’olio ricavato viene passato ed il suo peso registrato nel computer e per ultimo la sansa viene striscolata e fatta confluire nel camion". Sia il Prof. Gambarotta che i dieci Universitari sono stati appagati della loro visita la qual è 

 

stata completata dall’assaggio della classica "bruschetta" e dalla documentazione scritta sulle proprietà organolettica delle olive della varietà "Provenzana" e dal modo con cui si ricava l’olio nei tempi passati quando la forza propulsiva dei "tappeti" era costituita dalle braccia dell’Uomo, documentazione loro fornita dallo scrivente. Il giorno dopo, presso l’Azienda Agricola dell’insegnante Francesco Di Janni, situata lungo la strada delle Cisterne, al centro di un rigoglioso uliveto, ha avuto luogo un convegno indetto dall’Associazione Produttori Olivicoli della Provincia di Foggia avente per tema: "Miglioramento qualitativo della produzione di olio di oliva", un convegno aperto a tutti coloro che sono interessati all’oli0o extravergine d’oliva. E nella accogliente saletta dell’Azienda Turistica Di Janni, ai produttori di oli, ai frantoiani, ai commercianti di olive ed ai trasformatori convenuti, il problema di questo raggiunto (o quasi) miglioramento qualitativo del nostro olio è stato dibattuto dall’Agronomo Nazario D’Errico, dal Signor Domenico D’Apolito, Presidente Strada dell’olio extravergine DOP Dauno "il Dr. Severino Carlucci junior, Presidente de "La piccola Masseria", lo scrivente, il Rag. Rino Moffa, della Cooperativa "Fortore", l’Assessore Mario Rosito, Vice Sindaco di San Paolo di Civitate, il Vigile Urbano Fernando Longo, di San Paolo C/te e da questo dibattito, dopo che è stato precisato che tre sono le "strade dell’olio DOP Dauno che andrebbero benissimo abbinate ad altrettante strade turistiche: la "Garganico-Provenzale" che partendo da Serracapriola attraversa l’Alto Tavoliere ed il Gargano sino a Manfredonia; "il Tavoliere e le Saline", da Foggia a Trinitapoli; i Monti della Daunia "da Ascoli Satriano fino a Volturara Appula in modo che queste tre strade turistico-alimentari abbraccino nel loro assieme tutte e quattro le sottozone nelle quali è suddivisa la provincia olivicola di Foggia. Dal dibattito è emersa anche la necessità di consociarsi tra singoli produttori, sia di una stessa sottozona e sia di un singolo comune facendo richiamo alla propria denominazione geografica ma è emersa anche la necessità di collegare la valorizzazione del nostro olio al nome "Puglia" perché il nome della nostra Regione è ormai conosciuto in tutto il mondo come la "Terra" che produce più olio. La conclusione del convegno sono state tirate, in mancanza dell’Assessore Leonardo Fragrassi, assente per altri impegni, dal Dr. Giuseppe Campanaro, Direttore A.PR.OL. di Foggia. "La strada da percorrere per valorizzare il nostro olio d’oliva, ha detto in sintesi il Dottore Campanaro è irta di difficoltà ma per renderla più agevole bisogna richiedere il concorso delle Istituzioni e potenziare l’associazionismo costitutivo partendo dalla consapevolezza che una associazione di produttori è più efficiente di quelle che potranno sorgere a livello di "zona geografica".

 

 

 

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