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di Tonino Del Duca
LUCERA. Dopo l’accordo programmatico, presentato lo
scorso 20 novembre 2000, tutti i problemi della coalizione di centro-
sinistra, che amministra tuttora Palazzo Mozzagrugno a Lucera, sembravano
essere risolti. Ma da allora ad oggi, nel giro di appena due mesi si sono
verificate altre novità clamorose, che investono il maggiore partito
della coalizione. Infatti dal gruppo consiliare dei DS sono fuoriusciti
altri tre consiglieri, che si sono dichiarati indipendenti: il capogruppo
Donato Catalano, Raffaele Di Paolo e Lorenzo Conte. Pertanto il gruppo dei
DS dalle originarie 11 unità passa a cinque (in precedenza si erano
dichiarati indipendenti Sergio Granieri e Carlo Scioscia, eletti sempre
tra i DS). Questa situazione di continua "mobilità", che
sicuramente non è segno di stabilità né di credibilità, ha spinto la
locale sezione dei DS a convocare una conferenza stampa, che si è tenuta
venerdì 2 febbraio, alla presenza del segretario Antonio Fusco, del
sindaco Domemico Bonghi e del consigliere Antonio Di Matto.
Il segretario Fusco, per dare una spiegazione a tutta una
serie di incomprensioni e di fratture all’interno dei DS, è partito da
lontano, da quando il partito, aprendosi al nuovo e rompendo con i vecchi
schematismi del passato, ha accolto tra le sue fila varie anime della
società civile, tanto che su 11 eletti della lista solo 4 hanno in tasca
la tessera dei DS. A complicare le cose, poi, ci sono le regole di
funzionamento degli organismi istituzionali e rappresentativi, nel senso
che il gruppo consiliare ha la facoltà di prendere decisioni autonome
rispetto al Direttivo, così come il Sindaco o i singoli assessori. La
situazione di sfaldamento sembrava, poi, superata con il recente accordo
per un rilancio programmatico che ha visto tutti d’accordo sulle tre
questioni poste sul tappeto: revoca del Direttore Generale, nomina del
capogruppo e realizzazione del programma. Ma così non è stato; tanto che
dal gruppo consiliare sono fuoriusciti altri tre consiglieri, compreso il
capogruppo Donato Catalano. Per Fusco tale allontanamento si basa non su
questioni di diverso orientamento, ma su questioni pratiche, per cui bene
farebbero i quattro consiglieri "indipendenti" ("Scioscia
può rimanere dov’è") a rientrare nel partito per discutere tutti
insieme.
Il segretario ha poi fatto alcune precisazioni in merito a
notizie di stampa non del tutto corrette: nell’ultima riunione del
Direttivo si è discusso sulla attuale situazione politica e
amministrativa ed è stata ratificata la nomina di Antonio Iannantuoni a
capogruppo consiliare dei DS, mentre nessuna decisione è stata presa
circa l’assessore da nominare. Il sindaco, presente all’incontro,
rispettando la propria autonomia, ha, poi, precisato che spetta a lui
decidere legalmente e che comunque sceglierà tra una terna di nomi.
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Poi si è discusso sul rilancio programmatico dell’azione
amministrativa, sulla base del documento sottoscritto dalle forze
politiche di maggioranza alla fine di novembre (DS, PPI, PRC, SDI, UDEUR,
Laburisti, Lista Bonghi) ed è stato affermato che la giunta è pronta a
rimettere il proprio mandato, qualora neanche questi punti previsti siano
attuati entro un certo limite di tempo. Quale sia questo limite di tempo
lo ha chiarito il sindaco Bonghi, affermando che ovviamente per ogni
procedura esistono dei tempi tecnici e delle lungaggini burocratiche.
Tradotto dal "politichese" nella lingua italiana significa che
le realizzazioni, se mai saranno attuate, possono arrivare tranquillamente
al 2002, anno di fine mandato!
Tra le prossime realizzazioni si punta molto sull’Urbanistica,
soprattutto da quando il nuovo assessore Francesco Forte ha deciso di
imprimere una svolta a un settore che ha sempre avuto un ruolo
fondamentale nello sviluppo della città. In particolare i DS confidano
nella realizzazione del P.I.P. (sono trascorsi ben oltre i cinque mesi
promessi ad inizio legislatura, ma non è mai troppo tardi!), a proposito
dei quali è stata fatta ricadere la responsabilità sull’assessore
regionale all’Urbanistica, Enrico Santaniello, reo di non esaminare
ancora la pratica che giace al centesimo posto. Molto, quindi, potrebbe
fare l’opposizione rappresentata da Forza Italia, se intervenisse presso
Santaniello per accelerare l’iter della pratica, anziché continuare a
scrivere manifesti contro il sindaco Bonghi e la giunta di centro-
sinistra.
Infine Antonio Fusco ha espresso la solidarietà politica
del partito al sindaco Domenico Bonghi, che è oggetto di una violenta
campagna politica da parte delle forze di opposizione. Circa una presunta
frattura con Rifondazione Comunista è stato chiarito che si è trattato
di una semplice incomprensione, dovuta a un accordo tra tutte le forze
consiliari che faceva considerare superato l’incontro tra i partner di
maggioranza.
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