Manifestazione a Foggia

Emergenza acqua

di Severino Carlucci

Foggia. Da Torremaggiore siamo partiti con quattro pullmans ed una ventina di auto private per recarci nel capoluogo della Provincia per manifestare pubblicamente e con il concorso delle Istituzioni la nostra disapprovazione per il menefreghismo con il quale, in altri "lochi", si sottovaluta la carenza idrica che rischia di mettere in ginocchio l’Agricoltura di Capitanata.

La decisione di partecipare in massa a questa manifestazione nel Capoluogo è stata presa durante un’assemblea svoltasi nel castello ducale tra pubblici Amministratori e lavoratori dei campi dove, oltre che ad avanzare proposte e a formulare critiche, si è esteso l’invito a partecipare alla manifestazione di protesta anche a commercianti, artigiani, casalinghe, sindaci ed associazioni di categoria.

Ed a Foggia, nella centralissima Piazza XX Settembre riscaldata dal sole in un periodo di freddo intenso, ci siamo ritrovati in duemilacinquecento provenienti da ogni località della Provincia a loro volta rappresentate dai rispettivi Sindaci e dai loro Gonfaloni Comunali.

Ai giornalisti ed ai cronisti delle revisioni locali accorsi per dare una impronta mass-mediale alla manifestazioni sono stati spiegati i motivi della stessa la cui rappresentazione coreografica era costituita da una parata a lutto con sopra una bara sormontata e fiancheggiata da cartelli listati in nero con sopra la scritta "L’AGRICOLTURA STA MORENDO DI SETE" allestita dal Comitato Spontaneo Agricoltura di Torremaggiore.

E questa auto sormontata dalla bara, quando il corteo preceduto dai sessantaquattro Gonfaloni Comunali procedeva verso il Campo Fiera nel percorrere il centralissimo Corso Roma ha sostato per alcuni minuti davanti al portone d’ingresso davanti al palazzo Consorzio Generale di Bonifica della Capitanata ha espresso con questo gesto significativo anche se coreografico, tutta la rabbia dei manifestanti contro un’Istituzione non priva di responsabilità nei confronti di questa emergenza idrica.

Durante il percorso del corteo, mentre il Sindaco di Foggia on. Paolo Agostinacchio rispondeva alle domande rivoltogli da un collega, abbiamo chiesto al Prof. Antonio Pellegrino, Presidente della Provincia di Foggia, se oltre a chi dovere il rifacimento delle tubature dell’Acquedotto Pugliese, il bypass tra il Biferno e il Fortore ed il riutilizzo a scopo irriguo delle acque reflue avrebbe avanzato qualche altra richiesta ed abbiamo ottenuto come risposta "Riparino i tubi, ci colleghino con il Biferno, riutilizzino le acque depurate e dissalino quelle marine purché ci diano l’acqua che rappresenta un elemento vitale per tutti noi". Nella Sala Congressi del Campo Fiera gremita fino all’inverosimile l’Assessore Provinciale Matteo Valentino, prima di concedere la parola ai relatori ufficiali della manifestazione, dice che questa protesta non basta e che in seguito ce ne 

 

saranno delle più forti perché l’emergenza idrica sta mettendo in crisi, oltre al settore agricolo, anche quelli turistico ed industriale e poi invita i mass-media a dare risalto a questa manifestazione. L’On. Paolo Agostinacchio, Sindaco di Foggia e Presidente dell’ANCI, conscio della gravità della situazione dice "Mai, dalla fine della seconda guerra mondiale fino ad oggi, ci è stata razionata l’acqua non si risolve rivolgendo preghiere al Padreterno ma va affrontato e risolto dalle Regioni e dallo Stato". "Noi Sindaci portiamo sulle nostre spalle il peso maggiore di questa emergenza perché quando il cittadino ha sete non si rivolge al deputato o al ministro ma si rivolge al sindaco". "Pretendiamo un incontro tra la Regione Puglia ed i Sindaci della Capitanata per discutere del problema". "Abbiamo messo da parte i nostri colori politici e continueremo ad essere tutti uniti nel proseguire in questa lotta che prevediamo ancora più dura per l’avvenire".

Dal canto suo il Presidente Antonio Pellegrino, dopo avere esternato il proprio disappunto su quella bara simbolica deposta al centro del corridoio a pochi metri di distanza da lui polemizzando contro i fautori di questa messa in scena alquanto coreografica dice "Questa nostra protesta unitaria è rivolta all’indirizzo di coloro che fingono di non capire di quale natura siano i problemi". "A noi interessa che l’acqua la si trovi dov’è, dal Biferno, dal Trigno, dai depuratori, dai dissalatori perché l’acqua ci serve per incentivare il progresso umano in tutti i campi".

"Protestiamo contro il Ministro Nesi perché i 250 miliardi di lire da lui stanziati per il rifacimento delle tubature dell’Acquedotto Pugliese sono insufficienti". "Vogliamo essere gli artefici del nostro destino ed abbiamo il diritto di discutere di questa emergenza sedendoci agli stessi tavolo con chi governa le Regioni". "Vi invito a restare sempre uniti nel continuare questa lotta se vogliamo che la Capitanata viva".

La manifestazione foggiana termina con l’invito ai manifestanti a restare uniti rivolto loro dal Presidente Pellegrino.

A sera, poi, in un pubblico comizio, il Presidente della CSA, Giulio Ciavarella ed il sindaco Marolla hanno illustrato i temi della protesta invitando tutti alla calma ed alla unità che criticando l’operato dell’Acquedotto Pugliese che raziona l’acqua, riduce gli uffici ed aumenta le bollette e quelle del Consorzio di Bonifica che anche quando non eroga acqua pretende il pagamento della "quota fissa".

Il Sindaco Marolla illustra poi l’avvenuto potenziamento dell’Ufficio comunale dell’Agricoltura disposto fronteggiare a breve termine l’emergenza dei vigneti "irregolari" facendo affidamento sul "cervello fino" del contadino.

 

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