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di Geremia Del Grosso
"I delusi della Sinistra"; è
questa una delle espressioni più ricorrenti nel descrivere la sensazione
che circola tra gli elettori che su alcuni dei principali governi europei
avevano riposto tante speranze, spesso eccessive.In molti casi si tratta
di una inevitabile conseguenza del confronto tra grandi aspirazioni e
realtà. I sani ideali e il grande patrimonio storico rappresentano un
pesante fardello per qualunque leader politico o partito di ispirazione
socialista, socialdemocratica o laburista.E' però innegabile che
dall'Europa di Sinistra ci si aspettasse di più.Certo non è stato facile
assistere all'integrazione monetaria europea, raggiunta attraverso la
politica monetaria di Maastricht; e cosa dire della palese contraddizione
tra l'aspirazione pacifista delle socialdemocrazie europee e i
bombardamenti su Belgrado... Infine il grande tema della globalizzazione,
triste realtà basata su uno sviluppo unidirezionale, verso un'unica
concezione economica, finanziaria e commerciale, un unilaterale
"nuovo ordine internazionale", una immensa e sola mentalità.
Contro il "mercato globale" di un solo terzo del pianeta i
socialisti europei hanno promesso ma non realizzato l'abbattimento del
debito dei paesi poveri, lasciando l'iniziativa in tal senso alla Chiesa
cattolica, evidentemente in vena di riformare il. proprio anacronistico
concetto di solidarietà caritatevole. La Sinistra non ha saputo nemmeno
gestire l'impatto del conseguente flusso di immigrati accodandosi
imbarazzata all'allarmismo razzista della destra.In sostanza una Europa
socialdemocratica ottusamente divisa sugli obiettivi comuni, tenuta in
vita dalla sola forza della tradizione. E arriviamo alla situazione
italiana.Qui troviamo addirittura un conte-sto a tratti paradossale.La
Sinistra ha dovuto necessariamente allearsi con varie frange cattoliche,
cosa che non accade altrove, e con i comunisti, come in Francia. Una
sostanziale "buona amministrazione" è stata sommersa dai litigi
frutto di un. distorto e fallimentare sistema elettorale maggioritario e
di una completa incapacità di comunicazione. Improvvisati teorici "ulivisti",
convinti di risolvere la frammentazione<<< partitica fondendo in
un'unica forza tradizioni diverse, hanno superficialmente ipotizzato la
nascita di una sorta di Partito Democratico all’americana,
inconciliabile tanto con la nostra storia nazionale che con il buon senso
e che si trasformerebbe solo in un enorme e italianissimo partito di
correnti. I Democratici di Sinistra rappresentano l'unica grande realtà
socialista europea del paese,
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definitivamente staccatasi dagli altri
tronconi postcomunisti, governati uno dal tradizionale pragmatismo di
Cossutta e l'altro dall'anarco- sindacalismo di Bertinotti. I socialisti
reduci dal naufragio della nave craxiana sono confluiti una parte nei DS,
un'altra in una minuscola forza politica (sdi) che difende tanto
orgogliosamente quanto inutilmente la propria autonomia nell'ambito del
centrosinistra. Infine c’è una terza corrente composta da tutto il
gruppo dirigente dell'epoca Craxi, collocatasi senza vergogna per il nome
che porta nella cosiddetta "Casa delle Libertà", accanto ai
postfascisti di Fini e ai leghisti dl Bossi. La Sinistra italiana
rappresenta uno tra gli esempi più illuminanti dei limiti di fondo del
socialismo europeo. Certe contraddizioni non potranno risolversi in poco
tempo, tanto meno nel corso di una campagna elettorale, che a breve ci
vedrà sul banco dl prova. Occorre una coraggiosa sterzata all'inerzia
della Sinistra. In molti confidano nel mito salvifico dello stare
all'opposizione. Io credo si tratti di una fuga. Al risveglio della
Sinistra di certo non serve lo sbiadito Veltroni che vuole incarnarsi nel
"Blair italiano", come di assoluta negatività politica è il
nostro "cardinal Bonghi", che gironzola per chiese e chiesette a
far da codazzo al capitolo lucerino... Ma l'incitamento del compagno D'Alema
che sostiene: "Sinistra, ora serve un Partito unico..
Partito che non è una ricomposizione unitaria,.. ma la costruzione di una
forza nuova di un socialismo nuovo. Una grande forza con forme nuove, che
deve diventare il pilastro della democrazia i Italia e che deve essere in
grado di guardare con orgoglio alle comuni radici e per andare oltre
occorre: prima rientrare nell'alveo naturale del socialismo"
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