Celebrato il terzo centenario della morte di innocenzo XII

di Leonardo P. Aucello

S. Marco in Lamis. Ricorrendo il terzo centenario della morte del Pontefice pugliese, Innocenzo XII, al secolo Antonio Pignatelli, originario di Spinazzola nel barese, la sezione dell'Archeo Club di S. Marco in Lamis, sul Gargano, ha voluto così onorare questa fulgida figura di Vicario di Cristo (nato nel 1615 ed eletto Papa, alla morte di Alessandro VIII nel 1691 e morto nel settembre del 1700, giusto tre secoli fa). Papa Innocenzo è rimasto celebre nella storia della Chiesa per aver promulgato nel 1692 la famosa bolla come "costituzione moralizzatrice" che va sotto il titolo di "Romanum decet Ponteficem", attraverso la quale egli cercò di annullare per sempre l'annosa questione, molto in voga fino al secolo XVI, dl non permettere più a nessun parente di Pontefice di ottenere qualsiasi incarico in Vaticano, meglio conosciuta come abolizione del "Nepotismo".

La relazione è stata esaurientemente svolta dal Professor Matteo Coco, che farà seguire un volumetto sulla stessa figura del Papa pugliese, analizzata nel corso della conferenza. Il relatore, non nuovo a questi tipi di ricerca ha già affrontato uno studio sull'Imperatore Svevo Federico II e sul valore biblico del Santo Patrono di Venezia, Marco Evangelista. Nella presentazione dell'incontro l'insegnante

 

 

 Antonio Guida, Presidente della locale sezione dell'Archeo club, si è soffermato sul periodo "molto caldo" della Curia romana negli anni a cavallo tra la fine del Seicento e i primi decenni del secolo successivo. Il titolo stesso della conferenza è abbastanza emblematico: "Innocenzo XII il Papa che fu abate commendatario". Ciò spiega la panoramica completa offerta dal relatore sulla personalità di questo Pontefice prima e dopo la sua elezione alla cattedra di Pietro. Il professor Coco, insieme all'aspetto preponderante del suo Pontificato, ha messo in evidenza l'opera apostolica di Innocenzo nell’aiuto ai poveri e nella costruzione di opera pubbliche tra cui l'attuale Montecitorio (il Palazzo della Camera dei Deputati). 

Il relatore ha saputo affrontare in maniera pertinente e con punti di riferimenti particolareggiati la vita e le opere di quest'uomo che comunque resta tra i grandi della tradizione secolare della Chiesa cattolica. Ma ha voluto affrontare soprattutto il rapporto che egli ebbe con le varie abbazie "nullius" nel periodo in cui ricoprì la carica di Abate commendatario quando egli fu nominato cardinale e arcivescovo di Napoli. Nella cittadina garganica si conservano di lui alcune importanti "vestigia": una pianeta regalata al clero sammarchese come pure un crocifisso di un noto artista molisano e una missiva elogiativa al Capitolo dei chierici locali conservati nella locale Chiesa Madre.

 

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