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di Agata SARDELLA
Il 12 febbraio 2001, alle ore 17,00, nei
locali dell’istituto comprensivo di Carapelle, ha preso l’avvio il
programmato ciclo di incontri pomeridiani per genitori sulle problematiche
legate all’adolescenza, alla presenza del dirigente scolastico, prof.
Raffaele ZANNOTTI, che ha voluto personalmente dar il via all’iniziativa,
non solo per portare il suo saluto ai partecipanti – accorsi in vero
numerosi vuoi per la novità vuoi per interesse autentico – ma
soprattutto per sottolineare la pregnanza del corso in parola, inteso da
un lato come possibilità di attivazione di un proficuo dialogo tra la
scuola e la famiglia, dall’altro come occasione di "alleanza"
tra i docenti e i genitori per affrontare insieme la sfida della
formazione degli alunni/figli in questa epoca storica frammentata e
disorientante, contraddittoria e complessa. In questo contesto di
riferimenti si inseriscono così i 5 incontri previsti, che, attraverso la
presenza di relatori di rilievo – dal ginecologo Antonio SCOPPELLITI al
sociologo Michele VALLARIO, dal sacerdote don Vincenzo PATANO alla
prof.ssa Maria Grazia PALANO, dinamica e attiva docente della scuola di
Carapelle – intendono mettere a fuoco la problematica di una stagione
della vita, quella adolescenziale, con la quale chi si occupa di
formazione – docente o genitore che sia – deve misurarsi giorno per
giorno, sapendo ad essa avvicinarsi con la necessaria capacità di
decodificazione delle sue contraddizioni e delle sue ambiguità per essere
in grado di instaurare una "relazione educativa" efficace e
significativa.
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Non
sfugge ad alcuno come sia difficile il mestiere di genitore, così come
quello dell’insegnante: per questo è sempre più importante oggi
sapersi giocare nella relazione quotidiana, prendendo coscienza della
peculiarità psichica dell’adolescente nel suo relazionarsi con il mondo
degli adulti. Uno stimolo in più ci viene da quel ragazzo di 12 anni che
a Foggia si è gettato qualche giorno fa dalla finestra della sua scuola
per dire qualcosa che nessuno ha avuto la capacità di ascoltare.
L’obiettivo che il corso intende
perseguire è proprio qui, nella volontà di condurre tutti insieme –genitori
e docenti– una riflessione in comune sull’adolescenza e sui suoi
problemi, con il conforto/supporto di specialisti, come quelli invitati a
tenere le loro relazioni nell’ambito del corso in parola.
Dinanzi ai nostri adolescenti –
disorientati nel loro lento percorso verso la "costruzione" di
una propria storia personale – tutti abbiamo il dovere di capire che
dietro ai loro occhi, gesti e parole, c’è la diversità di chi
attraversa una fase delicata della vita, che può essere piacevole o no,
triste o allegra, sottomessa o ribelle, capita o incompresa, a seconda del
modo con cui gli adulti si rapportano con l’universo dei giovanissimi.
Non c’è nulla, infatti, di più sconvolgente dell’"assenza"
del genitore (o del docente) per un adolescente che ha mille domande e
nessuno a cui porle.
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