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di Gaetano Selvitella
Quanto ci manchi, don Pasquale!/ Non
smetterò mai di affermare di averti conosciuto poco,/ anche se la nostra
amicizia da anni durava, seria, sincera e leale.
Eri sempre disponibile col sorriso sulle
labbra,/ sempre pronto a stringere la mano a chi ti si rivolgeva/ per
raccontarti le sue storie,/ per sfogare le sue ansie, i suoi affanni le
sue delusioni,/ mentre Tu segretamente le tue pene custodivi:/ non una smorfia, non un cenno di dolore
mostravi.
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Quanto ci manchi!/ Ora a chi confesserò i miei peccati,/ a
chi confiderò le mie paure, i miei problemi?/ a chi chiederò una, dico una sola, parola
di conforto,/ di sostegno nelle ore più buie della vita?/ Tu, sacerdote
tra i fedeli,/ amico tra gli amici, pastore del tuo gregge,/ hai tracciato
nei nostri cuori un solco incancellabile:/ il solco dell'amore
13 marzo 2001.
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