La tornata elettorale a Torremaggiore

Votando s' impara

 

di Severino Carlucci Senior

Torremaggiore. Per l’ennesima volta il Corpo elettorale nostrano è convocato per rinnovare il massimo consenso cittadino ed un nuovo Sindaco. Per l’ennesima volta questa convocazione è stata causata da quella espressione linguistica di natura politica che con il trascorrere degli anni è stata definita "capovolgimento di fronte", "sfiducia costruttiva", "ribaltone" e "ritiro della fiducia al Sindaco". 

Quattro sono i candidati a Sindaco: Mario Leccinotti, del Movimento Centro Valori, insegnante; Alcide Di Pumpo, della coalizione di centro– sinistra, bancario; Severino Carlucci Junior, della coalizione di centro della coalizione di centro– destra, bancario e Giovanni Rubino, di una lista civica denominata "Cittadini uniti per Torremaggiore", commerciante. Dodici sono le liste: Margherita, Diesse, Udeur, Di Pietro e Rifondazione Comunista per il centro– sinistra; Alleanza Nazionale, Forza Italia, Politica per la Città, Nuovo PSI e Cristiani Democratici Uniti, per il centro– destra, oltre al Movimento Centro Valori ed alla lista civica. I concorrenti alla carica di Consigliere Comunale ammontano a duecentoquindici tra i quali trantasette donne. Il più giovane tra questi concorrenti ha diciannove anni mentre il più vecchio ne ha sessantotto. Tutte le attività lavorative sono rappresentate da questi candidati. Dei circa trenta operatori agricoli candidati nessuno è candidato nella lista diessina. Sicuramente, come accade da diverse legislature amministrative, non ne sarà eletto nessuno cosicché i problemi riguardanti il locale comparto agricolo verranno affidati alle competenze di qualche

 

 "non addetto ai lavori" che di strade rurali, di sicurezza nelle campagne, di pozzi artesiani e di trasformazioni sul posto dei vari prodotti agricoli è competente soltanto per "sentito dire". Del resto, gli operatori agricoli torremaggioresi dei quali un attento osservatore disse una volta che due volte rischiano di morire: "quando lavorano per conto proprio e quando mangiano a spese degli altri", più che conoscere l’Arte del lavoro dei campi conoscono quella di "arrangiarsi" per cui, non hanno seguito la statua di Sant’Isidoro  Agricola, il loro Santo Protettore, portata in processione alcune sere fa, figuriamoci poi se sei fidano delle promesse dei politicanti. Un particolare, pur se raccapricciante, affiora da queste candidature: tre dei quattro candidati sindaci, Leccisotti, Di Pumpo e Carlucci, tutti ex appartenenti alla disciolta Democrazia Cristiana, erano presenti nel Gabinetto del Sindaco quando una mano omicida, il sei dicembre 1990, colpì a morte l’Assessore Palma ed il Segretario Comunale Piacquaddio e ferì gravemente lo stesso Carlucci ed il Sindaco Liberatore. Oggetto dei commenti è stato un "fatterello" risacontrato nel corso di questa campagna elettorale; questo: Bobo Craxi, in attesa di salire sul palco e fare il suo comizio per il Nuovo Psi, passeggiava su Corso Matteotti quando venne avvicinato dalla Insegnate Fernanda Sacco che gli rivolse questa domanda: "Bobo, sono la nipote di quel Ferndando "Nicola" Sacco che morì sulla sedia elettrica assieme a Bartolomeo Vanzetti e il sangue socialista mi scorre nelle vene. Perché siete passati dalla sinistra alla destra?". Una domanda alla quale Bobo Craxi ha risposto con una alzata di spalle. Ed a proposito dei cambiamenti di casacca va aggiunto che come il taschino che si ritrova a destra quando la giacca viene rivoltata dal sarto, tre "sinistri" hanno cambiato casacca trainando la carretta del probabile vincitore nell’intento di "fare gli interessi della cittadinanza!". In una gigantografia ottenuta per fotomontaggio appare Severino Carlucci Junior accanto a Berlusconi che promette al candidato Sindaco di fargli fare "grandi opere" che, a meno che non si tratti dell’ "Opera dei seggi e dell’ "Opera dei cavallucci" tenderanno a trasformare una "piccola masseria" in uno "scaraiazzzo" . Anche la cultura, quella cultura che quando scarseggia "meno se ne ha e più se ne spande", fa la sua capatina con il tentativo di istituzionalizzare un corteo in costume medioevale che non ha niente a che vedere né con la Storia e né con Fiorentino. Le due ultime tornate elettorali, 1994 e 1998, hanno fatto vincere il centro– sinistra con il massimo apporto dei voti. E questa volta?. All’Urna, la risposta!.

 

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