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di Elena Del Duca
Lucera. "Università, nuove
professionalità, sviluppo del territorio": è questo il tema della
giornata di formazione- informazione tenutasi presso il Convitto Nazionale
"R. Bonghi", da gennaio sede della laurea di I Livello in Beni
Culturali. L’incontro, svoltosi nel pomeriggio del 30 Maggio, ha visto
la presenza dei docenti universitari che con lodevole impegno si stanno
adoperando in progetti di lungo periodo per la crescita del neonato corso
di laurea.
Un lucido spaccato del nuovo clima
instaurato dalla nuova impostazione dei curricola universitari, è stato
tracciato dal prof. Vito Sivo, del Servizio Orientamento dell’Università
di Foggia, intervenuto al posto del prof. Giovanni Cipriani, docente
presso lo stesso ateneo di Letteratura Latina. Non ci si può esimere dal
considerare il clima di innovazioni che ha percorso l’ambiente
universitario. Test d’ingresso, crediti formativi, articolazione in
semestri: sono solo alcune delle novità introdotte nel mondo accademico e
che hanno interessato anche la Facoltà di Lettere, una facoltà giovane
che vuole essere un vero e proprio "laboratorio di idee"e per
realizzare questa che potremmo chiamare una "sfida" si deve
poter contare anche sulla disponibilità dei cittadini. Sulla stessa
linea, l’intervento della prof.ssa Isabella Loiodice, pedagogista e
docente di Educazione degli Adulti.
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"Dove c’è ricerca universitaria- ha
affermato la stessa prof.ssa Loiodice- c’è sviluppo economico, sociale
e culturale del territorio". Questo il tema di fondo: la necessità
di tenere sempre vivo il collegamento tra territorio e università,
affinché l’uno interferisca positivamente sull’altro, coniugando le
vocazioni dello sviluppo territoriale con le specificità universitarie.
La prof.ssa Loiodice ha illustrato anche l’innovativo corso di Laurea di
Scienze della Formazione Continua, attivato quest’anno accademico presso
la Facoltà di Lettere. Il corso è finalizzato a delineare quelle che
sono le nuove figure professionali di operatori socio-culturali che
andranno a rivestire ruoli all’interno di strutture extrascolastiche.
Insomma, nuove professionalità "educative" che insieme a quelle
"culturali" si inseriscono ottimamente in quello che è il
quadro della società attuale e si presentano come interessanti
alternative di scelta per le nuove leve universitarie. Quella di Foggia è
un’università giovane ma con grandi speranze e a giudicare dal fervore
di iniziative a livello didattico ed extradidattico, il polo foggiano ha
tutte le caratteristiche per rappresentare un valido centro di attrazione
per i giovani provenienti dalle province limitrofe e per quelli del nostro
stesso territorio: perché andare a cercare altrove possibilità offerte
qui? In quest’ottica si sta operando per informare i ragazzi sull’offerta
formativa foggiana, e l’incontro tenutosi nel pomeriggio del 30 maggio
ne è un meritorio esempio. In chiusura, l’intervento della prof.ssa
Patrizia Resta, docente di Antropologia Culturale, ha posto in luce il
concetto di "radicamento" nel territorio, che meglio di
"decentramento" esprime la necessità di penetrare nel tessuto
connettivo della nostra società attraverso progetti di lunga durata con
il territorio. L’università di Foggia vuole riprodurre un contenuto
culturale spendibile da qualsiasi altra parte. Per far questo è
necessaria una crescita culturale "in rete" oltre alla
comprensione e alla collaborazione tra la stessa istituzione accademica e
il territorio. L’incontro è stato moderato dalla prof.ssa Maria
Antonietta Manzollino, presidente del Distretto 30 di Lucera che, in
collaborazione con l’Università di Foggia, la facoltà di Lettere e il
Corso di laurea in Beni Culturali, ha organizzato l’appuntamento
formativo- informativo.
(Nella foto: la prof.ssa Franca Pinto
Minerva, preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia)
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