Una pubblicazione del Crsec Fg 28

Le confraternite - Origini, storia e sviluppo nella realtà del Gargano nord

di Angela Picca

"… al servizio di Dio e dell’umanità …"

E’ questo lo spirito informatore alla base delle Confraternite, le Associazioni costituite da laici, liberi dai voti e dalla vita comunitaria, che si proposero, con proprio statuto e regolamento, di praticare la beneficenza, di tener desto il culto verso Dio e i Santi, in spirito di pietà.

Sappiamo che la nascita delle Confraternite risale a tempi molto antichi e va sicuramente ricercata nel desiderio dell’uomo di unirsi ad altri simili per affrontare, insieme, le difficoltà della vita. La mancanza di documenti, tuttavia, causata da terremoti, incendi, incursioni barbariche ed eventi bellici, impedisce di ricostruire un’esatta cronologia delle origini di queste aggregazioni, attestate, già in epoca romana, dai "fossores", coloro che avevano il compito di seppellire i morti dei poveri, in una attività riconosciuta dallo Stato. Già nei primi secoli del Cristianesimo le Confraternite "acquisirono un nuovo senso, più responsabile, di carità" e, nel XII e XIII sec. poi, sulla spinta delle predicazioni di S. Domenico e S. Francesco, fiorirono in numero ancora maggiore nella diffusione del messaggio evangelico e nell’azione missionaria. Soltanto dopo il Concilio di Trento (1545), indetto da papa Paolo III Farnese per combattere la decadenza della morale cristiana ed imprimere un impulso rinnovatore alla Chiesa Cattolica, travagliata dalla Riforma protestante, è possibile reperire testimonianze più precise. ‘S. Giorgio’, ‘SS. Trinità’, ‘S. Agostino e S. Monica’, ‘Carmelitani Scalzi’ … sono i nomi che contraddistinguono, nelle varie uniformi immutate negli anni, i confratelli e le consorelle che, accomunati senza distinzione di censo, dietro approvazione delle autorità ecclesiastiche, in virtù anche di lasciti testamentari, si impegnarono a fornire di dote le fanciulle orfane, a costruire ospedali, ospizi per i derelitti e, attraverso un’intensa attività di beneficenza, rappresentarono un sostegno per i più bisognosi. Le Confraternite, pertanto, sorsero più numerose nell’Italia meridionale, ove le ataviche povertà e il fiscalismo regio rendevano più gravosa l’esistenza per una società prevalentemente contadina. Su questi particolari aspetti della vita associativa, a Vieste, lo scorso 16 maggio, presso l’Auditorium S. Giovanni, promosso dalla Società di Storia Patria per la Puglia, con il patrocinio del Comune, in collaborazione con le Confraternite della città, si è svolto un incontro culturale sul tema: "Origini, Storia e Sviluppo delle Confraternite di Vieste". Relatore il prof. Salvatore Palese, docente di Storia della Chiesa nel Seminario regionale di Molfetta. Interventi di S.E. Mons. Francesco de Nittis (Nunzio Apostolico in Paraguay) e dell’On. Domenicantonio Spina Diana, Sindaco di Vieste. Un appuntamento vivamente atteso poiché, nell’occasione, è stato presentato il volume "LE CONFRATERNITE – Origini, Storia e Sviluppo nella realtà del Gargano nord" recentemente pubblicato dal CRSEC, Vico del Gargano, FG 28, Assessorato alla Cultura della Regione Puglia, curato da Matteo Siena (Socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia – Sez. Vieste), e Nicola Basso (titolare di Lingua inglese presso il Liceo "Virgilio" e direttore del Museo Trappeto Maratea a Vico del

 

 

 

 Gargano), noti per avere già all’attivo altre pubblicazioni sulla memoria storica del territorio. Il lavoro, frutto di una ricerca pluriennale, impreziosito dalle foto realizzate da Cesare Catanzani, ci delinea un’accurata fisionomia delle Confraternite di Cagnano, Carpino, Ischitella, Peschici, Rodi, Vico, Vieste, i sette centri garganici dislocati, come ideali punti di collegamento, nel Sacro Promontorio. Per lasciare al lettore, che troverà il testo nelle Biblioteche pubbliche, il piacere di scoprire notizie inedite, ci soffermeremo sulle Confraternite più antiche dei due centri maggiori, Vieste e Vico, cui è stato possibile attribuire sicura datazione. Particolarmente significativa, a Vieste, la Confraternita del ‘SS. Rosario’. Qui, nell’omonima chiesa, una tela, eseguita dal pittore genovese Michele Manchelli, reca l’anno 1581, in emblematica sintesi, raffigura i personaggi che hanno contribuito, mediante la diffusione del Rosario, alla vittoria dell’Occidente contro i Turchi nella Battaglia di Lepanto (1571). Nel riquadro inferiore infatti, uniti, appaiono S. Domenico di Guzman, S. Caterina da Siena, re Filippo II di Spagna, papa Pio V (Ghislieri) e Anna d’Austria, consorte di Luigi XIII re di Francia. In alto, in un trionfo di nuvole ed angeli, la Vergine col Bambino additano, nelle perle, la miracolosa preghiera. La pala d’altare, quindi, come perenne ex-voto dei Vestani che, nel 1525, avevano subito deportazioni ed eccidi ad opera dei turchi capeggiati da Dragut Rais. Risale circa allo stesso periodo l’atto, trascritto dal notaio Scipione Petreo e datato 1584, in cui si attesta l’istituzione, a Vico del Gargano, dell’Arciconfraternita del ‘SS. Sacramento’, la più antica, con sede nella piccola chiesa di San Nicola, che si affaccia al centro del borgo sul castello federiciano. "Memento Mori" è inciso sull’architrave del portale d’ingresso e la scritta ci ricorda la precipua funzione della congrega, quella di recare il viatico ai moribondi. Un viatico simbolico, oggi, quando i confratelli nell’annuale processione del Venerdì Santo, "dies Mortis", sfilano, a perenne memoria dei patimenti del Cristo, con la fronte cinta di spine. Forse non tutte le Confraternite svolgono ancora la loro iniziale benefica missione, ma indubbiamente esse rappresentano una tradizione, che, di là dalle connotazioni folkloriche, non sembra mostrare la polvere del tempo. E, se nella Chiesa del Purgatorio, a Vico del Gargano, sede della Confraternita dell’’Orazione e Morte’ (1677), si riunivano anche i componenti dell’Accademia degli Eccitati Viciensi (1759), un’Accademia pari a quelle di eguale importanza sorte in tutta Italia nel periodo del rinnovamento culturale che preludeva all’Illuminismo, quelle date, pur se dipinte da artisti minori o vergate su pergamene ingiallite, attestano la vitalità di un territorio considerato per troppo tempo, ed a torto, marginale, rispetto a Napoli, capitale borbonica, prima, ed alla nazione unita, poi.

(Nella prima foto la Confraternita di S. Giorgio a Vieste. Nella seconda quella del SS. Sacramento a Vico del Gargano)

 

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