Un romanzo di Cristanziano Serricchio

L' Islam e la croce

di Angela Picca

"Quel lunedì 10 agosto 1620, fu più torrido del previsto … il golfo era punteggiato da coppie di paranze …"

Inizia così il romanzo di Cristanziano Serricchio "L’Islam e la Croce" (Ed. Marsilio) presentato a Roma lo scorso 30 maggio presso la Sala del Centro di Formazione della BNL (Piazza Albania, 33), in un incontro promosso dalla "Famiglia Dauna". Relatori il chiar.mo prof. Antonio Piromalli già titolare di Letteratura Italiana all’Università di Cassino e il prof. Paolo Emilio Trastulli, Presidente della "Famiglia Dauna".

Il golfo è quello di Manfredonia e la data ci introduce all’evento che, di lì a qualche giorno, ne avrebbe mutato il volto. "Domenica 16 agosto 1620. La città stentava a svegliarsi al suono delle campane per la festa di S. Rocco … Allora venne fuori il sole e una marea di vascelli riempì l’orizzonte … navi mai viste, grandi come nuvole marzaiole! …" Siamo entrati nel vivo della narrazione che muove da una vicenda realmente accaduta. Nella prima metà del sec. XVII Manfredonia è il porto più importante dell’Adriatico, qui infatti viene conglobato tutto il grano del Tavoliere, e qui le navi veneziane fanno scalo prima di veleggiare verso Oriente. La minaccia ottomana è da sempre in agguato e "i turchi … i turchi …" è il grido che, da secoli, terrorizza le nostre popolazioni costiere. Quel grido risuonò in una tranquilla alba d’estate. Passato il ferragosto, i Turchi assalgono Manfredonia, la saccheggiano e fanno numerosi prigionieri. Fra questi una bimba di otto anni, orfana, Giacometta che, strappata al Convento di S. Chiara, portata come schiava nel Topkapi di Costantinopoli, diverrà la preferita dell’harem, poi moglie del Sultano e infine madre dell’erede Osman. Dopo il saccheggio, l’azione si sposta sul Corno d’Oro. Gli anni sono trascorsi, per la piccola Giaconetta, ormai trasformata nella bellissima

  sultana Zafira, sono, però, in agguato altre disavventure: ella, infatti, verrà rapita con il figlioletto Osman, di due anni, dai Cavalieri di Malta. Osman, educato al Cattolicesimo, presi i voti, si chiamerà fra’ Domenico Ottomano, e sarà l’uomo della mediazione fra Oriente ed Occidente. Sullo sfondo la "Guerra dei Trent’Anni", Luigi XIV e Maria Teresa, il Cardinal Mazarino, il ministro delle finanze Colbert, avvenimenti e personaggi fondamentali del sec. XVII e forse vanno ricercati, lì ed allora, nodi non ancora completamente risolti. "L’Islam e la Croce", che ha vinto il Premio "Palazzo al Bosco" Sezione Inediti 2000 è, dunque, un romanzo storico in cui la storia non è mai arida erudizione, ma un dispiegarsi armonioso degli avvenimenti, ove il linguaggio poetico riveste di delicatezza tutte le azioni, anche quelle più scabrose (Trastulli) ed il lettore viene catturato dal susseguirsi incalzante del racconto, dalle descrizioni dei luoghi che hanno qui una funzione determinante – topostoria – (Piromalli). La Puglia e Costantinopoli, il solleone accecante sulla piana di Siponto, i minareti e il richiamo del muezzin ... Chi ha visitato Istambul ne ritroverà lo splendore nelle cupole dorate al tramonto e chi solcherà il Bosforo per la prima volta riconoscerà i profumi che emanano queste pagine. Di grande impatto emotivo l’immagine delle torri costiere, da Manfredonia a Barletta, da Bari a Vieste, da Termoli a Pescara, dalle Isole Tremiti a Pianosa che, una dopo l’altra, segnalano con fuochi, il pericolo incombente … le suore, che corrono impaurite come formiche … la cena in casa del console, dove al trionfo dei volatili della "Coena Trimalchionis" si sostituisce quello di rossi crostacei dal sapore afrodisiaco … L’autore, inserito da Michele Dell’Aquila fra i poeti italiani più significativi del 2° dopoguerra (Storia e Testi – Puglia – Ed. La Scuola, 1986) è nato a Monte Sant’Angelo e vive a Manfredonia ove alterna la sua attività poetica ("Nubilo et sereno" (1950), "L’estate degli ulivi" (1973), "Arco Boccalicchio" (1982), "Stele Daunie" (1978)), con quella in prosa ("Le radici dell’arcobaleno" (1984), "Il castello sul Gargano" (1990), "La montagna bianca" (1994): in tutti i titoli un richiamo alla sua terra, amata di un amore profondo. Qui i confini di Puglia si allargano a dimensione europea e il romanzo, in gestazione da più di dieci anni, si pone all’attenzione della critica e del pubblico per la grande attualità del tema, drammaticamente esploso nel nostro tempo, quello di "una possibile convivenza, se non di interazione, fra Islam e Cristianesimo". Fra’ Domenico Ottomano, missionario di pace, vide recise le sue speranze nel 1669 quando Candia, possedimento veneziano da oltre tre secoli, fu occupata dai Turchi. L’uomo che spese la sua vita per l’unione fra le chiese, nell’ora suprema, a soli 36 anni, affida il suo ultimo messaggio al frate che lo assiste: "le religioni sono come l’acqua degli oceani, senza frontiere …" Negli occhi nostalgia d’azzurro, di quel mare sulle cui rive nacque sua madre, quel mare che, ancora, separa i due mondi.

Cristanziano Serricchio L’Islam e la Croce 

Ed. Marsilio - Pag. 295 – € 15,50

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