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di Leonardo P. Aucello
E’ trascorso ancora un anno, il 59º, da
quel lontano dodici settembre 1943, da quando, cioè, in Ascoli Piceno un
battaglione di reclute dell’Aeronautica Militare resistette all’attacco
di una colonna motorizzata tedesca per poi costringerla alla resa, dopo
essere passato al contrattacco, durato circa cinque ore. La battaglia
provocò un centinaio tra morti, feriti e prigionieri. Erano
le undici di domenica e nelle Casermette Funzionali sulla via Salaria si
stava distribuendo il rancio, quando suonò l’allarme. Capitani e Tenenti,
comandanti di Compagnia, si trovavano in quel momento a rapporto presso il
Comando di Presidio, per cui i vari reparti di pre- avieri agirono sotto il
comando dei Sottotenenti di fanteria, che fungevano da loro istruttori.
Il reparto d’assalto tedesco tentò una sortita contro la
caserma del 49º Reggimento senza riuscirvi, perdendo anche il comandante,
Tenente Hoffmann. I tedeschi si rivolsero allora contro l’ospedale
militare e contro il distretto, presieduti da anziani soldati italiani, che
furono in gran parte catturati. Poi concentrarono tutti i loro sforzi contro
le Casermette Funzionali, presidiate da Pre- Avieri, tutti giovani ventenni
foggiani e molisani, in servizio da una cinquantina di giorni. I
combattimenti si svolsero presso il cavalcavia ferroviario che sovrasta la
strada che dalla via Salaria scavalca il fiume Tronto sul ponte dei Santi
Giacomo e Filippo. Verso le ore 16 di quella domenica
un Maggiore tedesco con la bandiera bianca chiese ed
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ottenne dai
sottotenenti italiani il "cessate il fuoco" e lo scambio di
feriti e prigionieri. Questo accadeva ad Ascoli Piceno, mentre a Cefalonia
stava iniziando la famosa tragedia ai danni dei soldati della Divisione
"Acqui". Tra quei circa mille avieri che
sconfissero i tedeschi c’erano una sessantina di torremaggioresi delle
classi 1923 e 1924. Quattro furono gli avieri uccisi quel giorno: Giovanni
Vertale, Gaetano Basile, Antonio D’Urso e il torremaggiorese Giuseppe
FAIENZA. I loro nomi sono incisi sulla lapide che ricorda l’evento
presso il cavalcavia ferroviario. In data 24 agosto
1954 il Presidente della Repubblica Italiana, su proposta del Ministro
della Difesa, conferiva la medaglia d’argento al valor militare alla
memoria dell’aviere Giuseppe Faienza con la seguente motivazione:
"Nel corso di uno scontro a fuoco con un’autocolonna nemica
assalitrice partecipava attivamente all’azione di difesa e di
contrattacco, terminato con la cattura dell’autocolonna, dimostrando
abnegazione, aggressività e coraggio. Nonostante fosse ferito, persisteva
nel combattimento fino a quando una raffica ne stroncava la giovane
vita". Dopo circa 60 anni il corpo di Giuseppe
Faienza giace sepolro nel cimitero di Ascoli Piceno e sopra il tumulo c’è
una croce di pietra con sopra scritto "Aviere Sconosciuto",
malgrado i compaesani, suoi commilitoni avessero accertata l’identità
al momento del decesso. Perché il Comune di
Torremaggiore non provvede alla traslazione dei resti di questo nostro
concittadino, rendendogli il dovuto onore?
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