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Lucera. Durante la seduta consiliare del 26
Settembre è stato approvato all’unanimità il progetto pilota a livello
nazionale riguardante la costruzione del "Villaggio Don Bosco".
Un sospiro di sollievo è stato tirato dai molti sostenitori dell’iniziativa
che si trascinava da tempo e che ha messo d’accordo i rappresentanti di
tutti i partiti di Palazzo Mozzagrugno. Viva
soddisfazione è stata espressa anche da don Michele De Paolis,
rappresentante dell’Associazione ONLUS "Comunità sulla strada di
Emmaus" di Foggia che sull’onda dell’entusiasmo dopo il voto
unanime ha affermato: "penso che sarà un grande decoro per la vostra
città!". E lo sarà senz’altro vista la grande valenza di un piano
che vuole affrontare il grave problema dei minori stranieri non
accompagnati o dei minori abbandonati, attraverso una risposta articolata,
caratterizzata da un progetto educativo. " Ci prefiggiamo quindi-
afferma l’Assessore De Peppo nella relazione espositiva- di creare per
questi minori, in alternativa a un istituto, case a dimensioni d’uomo,
con figure di riferimento ben definite, che creino un ambiente di famiglia
capace di dare tenerezza e norme di comportamento, ritmi normali di
esistenza e sopratutto speranza nel futuro". Quindici
ettari di terreno in agro lucerino posti a 4 Km dalla città in contrada
Vaccarella, trenta case famiglia, una previsione di spesa che si aggira
sui dieci milioni di euro e diciassette centri provinciali aderenti all’iniziativa:
sono questi i numeri del Progetto che impegnerà un
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gruppo di famiglie e di persone singole,
scelte nell’ambito di parrocchie o associazioni laiche, che si sentano
chiamate a questa "missione" affiancate da figure professionali
come psicologi e assistenti sociali. Nel villaggio si creeranno
"piccoli borghi attorno a spazi comuni di incontro" progettati
nell’ottica di favorire il contatto tra più famiglie. Il pericolo di
"ghettizzazione" sarà evitato permettendo ai minori di
frequentare le scuole pubbliche di ogni ordine e grado, creando relazioni
tra coetanei anche fuori del "condominio di solidarietà",
creando occasioni di incontri sportivi e culturali con i ragazzi del
Villaggio e soprattutto favorendo all’interno del contesto quello
"spirito di famiglia che don Bosco ha messo alla base del suo sistema
educativo. I destinatari del progetto sono prima di
tutto i minori stranieri ma non è escluso l’aiuto a quei bambini e
ragazzi di fatto abbandonati segnalati da famiglie, parrocchie e
associazioni o anche dal Tribunale dei Minori. Operando in regime di
affido temporaneo, non si prevedono periodi eccessivamente lunghi di
permanenza nel Villaggio. I servizi saranno diversificati: risanamento del
nucleo famigliare naturale, affido prolungato, adozione, inserimento
lavorativo. Il periodo di costruzione del villaggio
è fissato presumibilmente fino agli inizi del 2004. Le famiglie e le
persone singole che vorranno fare quest’esperienza di accoglienza hanno
l’opportunità di frequentare un itinerario di formazione organizzato in
forma ciclica da Emmaus ormai già in corso di attuazione.
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