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Lucera. Molte polemiche hanno infiammato la
seduta consiliare monotematica del 9 Ottobre convocata su richiesta dei
dodici consiglieri di opposizione. La questione dibattuta è quella dei
tagli all’ospedale "Lastaria" a seguito dell’attuazione del
piano regionale di riordino della rete ospedaliera.

L’opposizione, con gli accorati
interventi di Luigi Follieri, che già ad agosto aveva evidenziato l’urgenza
del problema, di Costantino Dell’Osso, di Giuseppe Melillo, di Vincenzo
Forte e di Andrea Bernardi, ha voluto tratteggiare accuratamente i
contorni della grave situazione. Prima di tutto, si è discusso della
soppressione del reparto di oculistica, che a Lucera vantava una lunga
tradizione, e di otorinolaringoiatria che soddisfaceva anche le esigenze
degli utenti del Subappennino. " Un vero e proprio scippo" a
dire del consigliere Melillo, di quello che era un patrimonio storico
della città. A precisare i diversi aspetti del piano ospedaliero è
intervenuto l’ex senatore Costantino Dell’Osso che vanta ben
trentacinque anni di servizio al Lastaria. "E’un discorso che
prescinde da schematismi ideologici in quanto l’ospedale è di tutti noi
cittadini" precisa
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lo stesso Dell’Osso. A suo parere
è stato approvato dalla Giunta Regionale "un piano freddo"
fatto a tavolino che non ha tenuto conto delle reali esigenze e delle
richieste fatte. Richiesti per esempio, otto posti di pediatria e concessi
venti, superflui rispetto alle necessità del bacino d’utenza. Previsto
anche l’allargamento del reparto di Ostetricia e Ginecologia, anche
questo aspetto non corrispondente alla reale situazione: a Lucera sono
registrati all’anagrafe circa quattrocento bambini all’anno ma solo il
50% nasce al Lastaria. Lo stesso Dell’Osso si sofferma anche sui 98
posti di lungodegenza che superano di gran lunga la richiesta di 16 e che
implicherebbero una spesa superiore alle possibilità economiche. Un’altra
ferita in seno al locale presidio ospedaliero è quella della possibile
scomparsa della sezione emotrasfusionale che fino ad ora ha assicurato in
primis l’autosufficienza locale dando anche un valido aiuto agli altri
nosocomi della provincia. In una lettera al Presidente Fitto, il medico
trasfusionista Costantino Postiglione ha richiesto almeno di conservare i
compiti di prelievo e di distribuzione del sangue ai pazienti. Riguardo
alla questione, di tutt’altro avviso sono i consiglieri della
maggioranza che dicono " tutto sommato per Lucera è andata
bene". Questo il parere del consigliere di Forza Italia Capobianco,
che sottolinea il fatto che in un ospedale i reparti fondamentali sono
medicina, chirurgia, ortopedia, cardiologia e ginecologia, sarebbe solo
secondario quello di oculistica. Il consigliere Di Matto evidenzia invece
che si è fuori tempo massimo, è già stata prevista la stesura
definitiva del tanto discusso piano di riordino ospedaliero, il dibattito
doveva svolgersi quando era tempo. Per ora il sindaco Labbate, continua a
farsi portavoce del disagio cittadino e continuerà a perorare presso il
Governatore Fitto la causa della permanenza della sezione trasfusionale al
Lastaria. (El.d.d)
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