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Lucera. Volutamente abbiamo dato un titolo
pessimistico a questa nota, non tanto per fare i menagrami quanto perché
riteniamo indispensabile e urgente tradurre in atti concreti la
prevenzione nelle scuole, per evitare che si ripeta la tragedia della
scuola di San Giuliano. In prima pagina abbiamo dato risalto all’attività
didattica delle scuole (in particolare il Liceo Scientifico "Marconi"
di Foggia), ma –si chiedono gli operatori, i genitori e gli alunni- a
cosa serve una bella e buona didattica, quando nelle scuole non c’è
sicurezza, quando mancano le aule, quando quelle esistenti sono fatiscenti
o irregolari? Nelle scuole italiane, in genere, ma
soprattutto nelle scuole meridionali, comprese, ovviamente quelle di
Lucera, esiste una situazione, a dir poco, paradossale. Da un lato le
indicazioni legislative hanno obbligato le scuole a creare un
"responsabile" alla sicurezza, dall’altro, però, affida il
compito di adeguare l’edificio alle norme agli Enti Locali (comuni e
Province). L’adeguamento alle norme, però, non riguarda la
ristrutturazione statica in base alle norme, successive al 1980, sulla
prevenzione dei danni causati dal terremoto. Pertanto tutti gli edifici
costruiti prima del 1980 (ed è il caso di tutte le scuole lucerine)
saranno adeguati, per tutti gli altri aspetti, tranne che dal punto di
vista statico. Pertanto, si potranno rifare gli intonaci, l’impianto
elettrico, i pavimenti, ma nessuno oserà mai pensare, ad esempio, di
abbattere una scuola per ricostruirla nuova! Eppure è proprio questa la
soluzione più
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logica e meno costosa; ed è quella che
potrebbe meglio tutelare la sicurezza dei cittadini (che pagano le tasse)
e la qualità della scuola. Tanto per fare un esempio, all’Istituto
Magistrale si stanno spendendo nel corso degli anni centinaia e centinaia
di milioni delle vecchie lire, che potevano essere impiegati benissimo per
un progetto a stralci di rifacimento dell’intera scuola. Messo di fronte
a questa prospettiva, diversi anni fa, il responsabile dell’Ufficio
Tecnico del Comune di Lucera ha risposto, con arroganza e senso di
stupore, a un docente della scuola: "Andate a lavorare!".
(Nella foto sotto: l’IPSIA di
Lucera, interessato anche da una frana)
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