|
di Alfonso PALOMBA
Foggia. Il cammino dell'autonomia è ormai
compiuto. Alle singole istituzioni scolastiche è stato consegnato con il
DPR n. 275 dell'8 marzo 1999 (d'ora in poi Regolamento dell'autonomia)
tutto lo spazio di disponibilità possibile perché possano misurarsi al
loro interno con la propria capacità progettuale in funzione dei propri
allievi e del territorio in cui operano. Anche il
liceo scientifico "G. Marconi'' di Foggia - che può vantare sin
dalla sua nascita, avvenuta nel 1937, una lunga tradizione culturale e
didattica, nonché un ruolo di primo piano sul versante della formazione
dei tanti giovani che hanno affollato le sue aule- si è posto il problema
del proprio cambiamento in questa stagione storica, in cui l'intero
sistema nazionale d'istruzione è sottoposto ad una vera e propria
"mutazione genetica" sotto la spinta delle istanze provenienti
dai nuovi scenari culturali, sociali, economici e politici che vanno
delineandosi a livello non solo europeo ma anche mondiale.
Così pur nella consapevolezza che
l'innovazione a scuola può solo procedere per piccoli passi perché
l'educazione è di per sé un processo naturalmente lento, processuale,
fatto di maturazione continua, i docenti del liceo scientifico "G.
Marconi"' hanno deciso di lasciare coinvolgersi nell`avventura del
cambiamento, cercando la propria rotta, la propria specificità, cioè,
nella direzione di una scuola di servizio che premi l'emancipazione più
che la stagnazione attraverso la definizione di percorsi di apprendimento
espliciti e dichiarati, strutturati su competenze in uscita, capaci di
incidere sulla didattica con un potenziamento delle discipline
caratterizzanti (leggi: curvature). Leggendo così in termini di sano
realismo le nuove opportunità offerte dal Regolamento dell'autonornia, i
professori di tre classi (3^ B - 3^ E - 3^ F) superando le difficoltà
legate ad alcuni epifenomeni di atrepsia iniziale registratisi in seno al
collegio dei docenti, hanno deciso di provarci, di avviare, cioè, un
percorso di ricerca- azione attraverso una "sperimentazione"
orientata nella direzione della verifica sul campo di un ventaglio di
novità didattico- metodologiche ed organizzative di tutto rilievo. In
questo contesto si situano le due "sperirnentazioni" appena
avviate nell'anno in corso o meglio, per rispettare la scelta
terminologica dei docenti coinvolti, le due "curvature" (quella
logico- matematica e quella linguistico- interculturale) fondate l'una e
l'altra sul rinnovamento della didattica - vero e proprio cuore pulsante
del Pof - intesa come strategia consapevole capace di rendere tutte le
azioni previste forti di senso per il successo formativo di un alunno,
oltre che innervate nella rivisitazione/ rimodulazione/ ristrutturazione
del curricolo tradizionale nell'ottica del potenziamento di specifiche
prospettive tese a valorizzare l'asse logico matematico
dell'impianto formativo del liceo scientifico da un lato, quello
linguistico interculturale dall'altro, utilizzando gli strumenti della
flessibilità oraria (quota del 15% - Cfr art. 8 del DPR n. 275/ 99 e art,
3 del DM n. 234/00), della laboratorietà, del "cooperative learning",
della multidisciplinarietà. Nello specifico, per
quanto riguarda la prima curvatura orientata a rafforzare la dimensione
del pensiero scientifico e logico-matematico, gli
|
insegnanti dei due consigli di classe
coinvolti (3^ B e 3^ E), organizzatisi in team di studio e di ricerca
operativa, sotto la guida di due docenti/ referenti, prof.sa Valeria De
Trino e Felicetta Di Taranto, hanno messo a punto organici percorsi di
interventi dìdattico- metodologici e formativi (concepiti comunque
nell'ottica del "work in progress") finalizzati alla costruzione
di una rete di conoscenze disciplinari, capaci di fornire ai giovani una
visione unitaria del sapere scientifico. Hanno proceduto, cioè, da un
lato ad una significativa distillazione dei nuclei fondanti delle
discipline interessate (Fisica, Chimica, Biologia, Geografia, Matematica
essenzialmente, ma senza esclusione delle altre), costruendo sistemi e
reti di connessione organici tra le varie materie, dall'altro hanno
saputo, per così dire, dar vita ad un approccio metodologico diverso,
puntando non solo su un lavoro didattico d'équipe attraverso la
compresenza diffusa e il superamento delle barriere disciplinari, ma anche
su una didattica più coinvolgente, fondata sulla laboratorietà (Cfr.
laboratorio di lettura scientifica, laboratorio sul campo, laboratorio
multimediale ecc.). Asse portante, infatti,dell'una
e dell'altra curvatura (entrambe affidate alla regia complessiva della
prof.ssa Felicetta Di Taranto) è il laboratorio didattico", inteso
come il luogo in cui l'esperienza concreta, attraverso il fare, lo
scoprire, lo sperimentare, alimenta la curiosità, costruisce la
motivazione, crea l'emozione di conoscere e la curiosità di continuare a
conoscere: un modo stimolante, come è possibile intuire, perché
l'allievo impari a pensare e ad osservare in modo unitario e soprattutto
impari a saper problematizzare. L'altra curvatura,
poi, quella linguistico- interculturale, trova la sua radice in una scuola
da sempre impegnata sul versante dell'interculturalità (Cfr. il
gemellaggio pluridecennale con il Freihof - Gymnasium di Goeppingen) e
soprattutto è radicata nella centralità della lingua come espressione di
una visione del mondo, come strumento di comunicazione, come apertura al
dialogo con l'altro e tra le culture. Non a caso questa sperimentazione è
in atto nella 3^ F, sotto il coordinamento del prof. Giuseppe La Porta, in
un corso, cioè, in cui sin dal 1992/93 esiste il bilinguismo, lo studio
di ben due lingue (inglese- francese): per i docenti coinvolti si tratta
di una vera e propria sfida in questo tempo segnato dalla multietnicità,
orientata ad assumere la prospettiva interculturale come una dimensione
che attraversi l'intero processo formativo, oltre che come un'opportunità
per incidere sulla costruzione di nuove identità, aperte all'alterità,
alla differenza, al pluralismo, alla reciprocità dei punti di vista e
delle culture. In quest'ottica discipline portanti
della sperimentazione sono la religione, le lingue straniere, la storia,
la geografia, la filosofia con elementi di scienze sociali, il disegno e
la storia dell'arte, ma anche le altre materie sono tenute a
"curvare" il loro curricolo sull'idea di fondo dell'intero
progetto: anche in questo caso le strategie didattiche da utilizzare
diventano fondamentali per il coinvolgimento degli allievi, che nella
condivisione, nel laboratorio, nello scambio culturale, nell'accoglienza
di studenti stranieri (Cfr. i programmi di Intercultura), nel rapporto con
le associazioni di e per immigrati presenti sul territorio, nella
conoscenza di cinematografie e musiche di culture "altre"
rispetto alla propria, possono trovare l'humus necessario per imparare a
sviluppare la capacità di cogliere il senso della storicità e della
pluralità dei saperi e ad acquisire nel contempo la dimensione della
complessità e della multifattorialità nell'interpretazione dei processi.
Un bel banco di prova, come si vede, per una scuola come il liceo
scientifico "G. Marconi'' che ha deciso di non stare alla finestra,
ma di "prendersi" per intera l'autonomia concessa dalla norma
per qualificare la sua presenza sul territorio e per meglio rispondere ai
bisogni sociali e ai sogni delle nuove generazioni.
Alfonso PALOMBA Dirigente ITC "Giannone"-
Fg
Ritorna
alla copertina
|