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di Geremia Del Grosso
Lucera. Se perdersi è facile, il gioco di
un attimo, un equivoco, la sentenza di momentanei furori, è pur vero che
le strade per ritrovarsi spesso attraversano il mondo e scalano i
calendari, senza che si riesca, talvolta, a riprendere possesso dei
passato o richiudere le ferite. E se anche ci si riaffaccia negli occhi
dell'altro, accade che qualcosa, comunque, abbia velato la naturalezza
degli istinti. Il ripartire nuovamente insieme, in politica è una
profezia diluita da un indefinibile disagio, perché ogni coagulo
ideologico non ha né diritto né rovescio, né esterno muro né segreto
centro .... forse, vasto ricamo, in cui si intrecciano fiori e colori dei
tempo di ognuno, votato al suo Robinson. All'ombra dei minareti
federiciani, le maree politiche hanno la straordinaria capacità di mutare
il panorama quattro volte al giorno: tra flusso e deflusso passano sei ore
e dodici minuti, spesso anche meno, se c’è carne di renna e Dom
Perignon ... leggero come una nuvola! E' come l'ebrezza dì un'utopia
generosa, una scossa elettrica che mette in discussione ovvietà e
abitudini consolidate. Sono mutazioni impetuose, che irrompono
nell'atmosfera stagnante di cartacei ragionamenti, avvizziti e chiusi in
se stessi e ne scardina regole e proibizioni. Spesso da questa marea
s'innalza una febbre culturale, che per i gestori delle liti rappresenta
una "perniciosa epidemia mentale" e per chi è capace di
apprezzare il nuovo e l'inaudito costituisce invece un incendio degli
ideali che sgomenta servi e signori di quel magico labirinto politico ...
e appendono ovunque specchi di paure per esorcizzare gli uomini nuovi,
nati nel dialogo tra cultura e politica.
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Dentro il perimetro di queste
riflessioni, perché dovremmo riscattare o redimere "GLI ICARI''
dell'Ulivo che ben conoscono la difficoltà che emerge in una catena di
Sant'Antonio, che è di natura matematica, quindi irrimediabile: non si
può sostenere un processo di durata infinita con risorse, finite! Ormai
l'orizzonte politico si ridimensiona proprio perché la corposità
ideologica ed elettorale perde consistenza, si assottiglia
fisiologicamente per l'esasperato consumo di progettualitá personali e
clientelari. Queste e tante purezze contaminate hanno contribuito a
disgregare la locale visione ulivista, che inglobava forze politiche
condotte al silenzio "degli agnelli " dall'arrogante e oziosa
politica della Quercia, con la benedizione di qualche buon sacrestano, che
ben predicava e ancor meglio suonava la campana! Ma
chi sono i guardiani ciechi della politica ? Sono
tigri splendenti acquattate nella notte della politica della città! ...
Creature fortunate che possono fare a meno dell'approvazione della
critica, e a volte, anche, di quella dell'elettore. Esiste
o bisogna inventarla questa tigre splendente " per una Lucera , rasa
al suolo da fattucchieri di soldi pubblici, da colonnelli della vecchiaia
e da uomini di carità con le croci blu, azzurre e turchine?... 0 vogliamo
finire nuovamente nelle grinfie di alchimisti folli e ciarlatani?....
forse "braccandola" in tempo, avremo il colpo di scena, che
ridona slancio all'inerzia rassegnata. E con un volo verticale, avviamo i
tanti beffatori all'incontro con la fama della "ghigliottina"
politica. Il capogiro sarà garantito. Le speranze
hanno occhi giovani e, se anche sconfitte, nel tempo, rimangono intatte,
ad aspettare il loro giusto spazio nella memoria dei futuro.
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