|
di Michela Di Gennaro
Ha più l'aspetto di un diplomatico che di
un missìonario, vive da 25 anni in un paese africano, ha dedicato la vita
alla lotta alla lebbra. Siamo in jeep di ritorno da un villaggio con
alcuni malati di lebbra. Si parla della malattia, di come sia ancora
terribilmente invalidante, ne avevamo parlato decine di volte ma questa
volta, ad un certo punto dice: "quando ti capita personalmente è
tutto diverso. Mi sentivo addosso quei sintomi che mi avevano consentito
centinaia di volte di identificarla in altri, ma pensavo alla stanchezza o
a tutt'altro, non volevo accettare dì avere anch'io la lebbra".
Quella frase mi ha gelato. l'ho guardato come se lo vedessi
per la prima volta. Gli volevo bene, lo conoscevo da anni; aveva la
lebbra. Non ho detto nulla, è stato lui a spiegarmi che non voleva che
gli altri sapessero, c'era ancora un forte pregiudizio. Era stato
costretto a prendere farmaci per due anni, tutti i giorni. Sono farmaci
che provocano disturbi, macchie sulla pelle, non devi saltare mai una
dose. Mi ha detto: "è stato difficile per me che ero informatissimo
ad avevo le cure a portata di mano, pensa per chi non sa leggere e
scrivere, vive in un villaggio senza acqua e con il primo medico distante
giorni di marcia a piedi" Una volontaria AIFO, aprile 2000 La lebbra
e i suoi sinonimi: paura, sofferenza, disabilità, emarginazione,
ingiustizia Ma anche solidarietà.
|
CAMPAGNA INTERNAZIONALE CONTRO LA
LEBBRA. Il 27 gennaio 2002 in occasione della 49ª Giornata Mondiale dei
Malati di Lebbra in più di 200 piazze d'Italia i volontari AIFO hanno
offerto il miele della solidarietà e raccolto fondi a sostegno dei
progetti di lotta alla lebbra. 2.000 i nuovi casi registrati ogni giorno;
300 sono bambini. Si stima che almeno altrettanti, quotidianamente siano i
nuovi malati non identificati. Per la malattia esistono cure efficaci
eppure ogni anno 250.000 persone giungono alla diagnosi già affetti da
disabilità irreversibili. E' importante identificare e curare i casi
ancora nascosti ed ìntervenire tempestivamente con cure efficaci. Si
stima che 10 milioni di persone, nel mondo abbiano la vita segnata dalla
malattia. India e Brasile i paesi più colpiti. Non esiste un vaccino
disponibile. A promuovere l'iniziativa in Italia è l'AIFO - Associazione
Italiana Amici di Raoul Follereau. Organismo di cooperazione
internazionale impegnata in 50 paesi dei mondo in interventi socio
sanitari, l'AIFO opera senza alcuna discriminazione di credo o cultura.
Ritorna
alla copertina
|