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di Elena Del Duca
Lucera. E’ molto entusiasta la dott.sa
Rosa Verdone dei risultati del Laboratorio d’Antropologia Culturale
ottenuti nello scorso anno accademico. "Posso assicurare che l’attività
svolta è stata interessante e il bilancio finale è stato molto
positivo", afferma soddisfatta la dott.sa Verdone che ora continua a
coordinare le attività pratiche di laboratorio finalizzate alla ricerca e
alla maggiore conoscenza dell’ambiente relazionale in cui gli studenti
vivono. Ben
cinque sono stati gli ambiti approfonditi da più di trenta studenti del
Corso di Laurea in Beni Culturali e gli esiti sono davvero una
"cartina tornasole" del territorio cittadino. Il primo aspetto
trattato è stato quello della "culture materiali". Lo spazio
pratico di svolgimento è stato il Museo Civico "Fiorelli", dove
in una stanza deposito erano accatastati dei beni di carattere
demo-etno-antropologico. Si trattava di oggetti agricoli di lavoro o d’arredo
domestico che gli alunni hanno inventariato. "Abbiamo voluto far
svolgere ai ragazzi- spiega la dott.sa Verdone- un’attività di forte
attinenza con lo specifico indirizzo di studio e in secondo luogo abbiamo
svolto un servizio utile a tutta la comunità cittadina che vogliamo far
riappropriare della cultura contadina. Tutto questo nell’ottica di poter
organizzare una mostra degli oggetti più rappresentativi". L’importante
iniziativa, che col riprendersi delle lezioni doveva continuare con la
catalogazione degli oggetti agricoli, ha avuto però un brutto arresto.
Proprio nel momento dell’intervista, la prof. Verdone aveva appena
appreso della chiusura del Museo Civico in seguito alle lesioni riportate
per il terremoto, "ospite" indesiderato
anche nella nostra chiacchierata! Probabilmente, l’anno prossimo quando
tutto sarà chiarito, si potrà proseguire in questo
utilissimo
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settore. Risultati
eccellenti anche per il secondo gruppo di alunni che, nell’ambito delle
"culture tradizionali", hanno scelto di approfondire il ruolo della
donna, tracciando una panoramica che ha abbracciato tutta la nostra Provincia
per via della diversa provenienza dei ragazzi interessati. Ebbene, è venuto
fuori il quadro di una realtà "vicina" ma nello stesso tempo
"lontana". E’ quella delle mamme, delle nonne e di altre donne
intervistate anche per strada, le quali hanno raccontato i momenti salienti
della loro vita: dai giochi dell’infanzia alla prima comunione, dal
fidanzamento al matrimonio. Insomma, è stato un bello scambio di esperienze
che senz’altro ha arricchito gli studenti. La
"culture giovanili" è stato il terzo ambito approfondito: dal culto
delle palestre alla politica al mondo dell’associazionismo fino ad arrivare
alla vita notturna. Anche le abitudini dei giovani, singoli o in gruppo, e i
locali frequentati nel fine settimana sono stati un campo di studio che ha
generato un altrettanto interessante confronto. Un ambito
particolare di ricerca è stato quello delle "culture in conflitto".
Tutti i ragazzi hanno contattato immigrati albanesi, presenti nella nostra
realtà cittadina. Durante alcune lezioni è stata data dimostrazione di come
si tiene un colloquio con una persona appartenente ad una "cultura
altra". I vari aspetti dell’emigrazione e dell’immigrazione saranno al
centro del Laboratorio di quest’anno in evidente continuità con il lavoro
svolto in precedenza. Terminiamo con l’ultimo ambito
studiato: la "cyber-cultura", oggetto di studio di un nuovo ramo dell’antropologia.
E’ un aspetto legato all’uso del computer e di come si è alterato il
canale di comunicazione con l’introduzione massiccia dello stesso. Gli
studenti hanno portato avanti una singolare "ricerca sul campo"
operando sul "web". Hanno studiato la comunicazione che si realizza
attraverso le e-mail e le chat, hanno registrato le abitudini e le tendenze e
le modificazioni che stanno avvenendo del concetto di tempo, di spazio e di
relazione. Gli studenti sono rimasti molto entusiasti e quest’anno sono tutti
ansiosi di proseguire il cammino iniziato con la dott.sa Rosa Verdone e di
aprirsi a nuovi orizzonti di ricerca utili a tutto il nostro territorio.
(Nella foto: Palazzo Curato di Lucera)
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