4° rapporto annuale della Uil scuola

La sicurezza nelle scuole

Lucera. Visto l’interesse che in questo momento suscita l’argomento della sicurezza nelle scuole, riteniamo opportuno pubblicare, per maggiore sensibilizzazione dei genitori e degli operatore scolastici, un contributo di Santi Coniglio, tratto dal quindicinale "La Tecnica della Scuola" del 20 settembre 2002.

L'Osservatorio Nazionale Paritetico per la Sicurezza, nella seduta dei 5 settembre 2002, basandosi sullo studio e monitoraggio effettuato dal Ministero dell'Istruzione, ha mostrato come ancora non siano stati rispettati, in numerose scuole d'Italia, gli adempimenti, in materia di formazione, previsti per legge. Ciò, nonostante gli stanziamenti economici del 2001 e del 2002.

I corsi di formazione per le figure previste dal D.L.vo n. 626/1994, di addetti al pronto soccorso, dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, degli addetti all'evacuazione e all'antincendio, non sono stati attivati in diverse scuole. in altre, non sono stati compilati i documenti di valutazione dei rischi. Emerge la necessità di recuperare i ritardi e vengono sollecitati interventi atti a completare il monitoraggio delle attività di formazione svolta dalle scuole, a confermare gli stanziamenti sulle attività di formazione per l'anno 2003 e a verificare la costituzione, nelle Direzioni Regionali, degli organismi paritetici (art. 59 dei C.C.N.I.). L'Ufficio studi e documentazione della UIL Scuola, dal canto suo, ha provveduto ad elaborare i dati forniti dal Miur ("La cultura della sicurezza nella scuola», Eds, Roma, febbraio 2002), corredandoli di grafici e tabelle e pubblicando lo studio dal titolo "Sicurezza nelle Scuole», che rappresenta il 4º rapporto annuale sull'edilizia scolastica. L'ndagine ha passato in rassegna gli adempimenti delle scuole, gli interventi strutturali degli enti locali e lo stato delle certificazioni. E i dati che si ricavano, certo, non fanno onore all'Italia. Soprattutto fanno temere che il termine ultimo fissato per la messa in sicurezza delle scuole, cioè il 31 dicembre 2004, non potrà essere rispettato. E non sarebbe la prima volta se si considera che la legge n. 46 del 5 marzo 1990 aveva fissato il primo termine al 28 marzo 1993, prorogato poi, con successive leggi, al 31 dicembre 1996, ,quindi al 31 dicembre 1998, poi ancora al 31 dicembre 1999 e, per ultimo, al 31 dicembre 2004. D'altra parte anche la UIL, sottolinea come la scuola sia l'istituzione più grande e diffusa sul territorio, con 10.824 istituti con aule, palestre, laboratori, succursali, plessi diversi, per tipologia costruttiva, vetustà, impianti elettrici, sanitari, idrici, ecc., per un totale di 41.328 edifici, che ospitano 10 milioni circa di studenti per 30 ore e più a settimana. Non tutti i dirigenti scolastici, hanno, però, risposto al questionario inviato dal Ministero, già nel maggio dei 2001, su sollecitazione dell'Osservatorio paritetico, costituito da rappresentanti dell'Amministrazione e dei sindacati firmatari dei Contratto Nazionale Integrativo di Lavoro). Ed è logico dedurre, fatta salva qualche sporadica dimenticanza dell'inoltro della certificazione, che la mancata risposta sia dovuta ai mancati adempimenti di legge. Bisogna tenere conto, perciò, commentando le cifre riportate di seguito, delle

 percentuali di scuole che non hanno risposto al monitoraggio. Ad esempio, se in Campania non ha risposto il 28,76% delle scuole (per le scuole secondarie la percentuale sale addirittura al 37,5% e alla domanda "E' stato redatto il documento sul rischio?" oltre il 95% risponde positivamente (si badi non il 95% dei totale delle scuole, ma il 95% fra quelle che rispondono), questa percentuale, matematicamente, va ridotta e le scuole della Campania che hanno redatto il documento sono, in totale, più vicine al 68%. Altro esempio: l'Umbria ha risposto in modo massiccìo al monitoraggio raggiungendo la percentuale dei 99,44%. Fra queste scuole, quelle che dichiarano di non aver compilato il documento di rischio sono il 9,6%. Ciò significa che In Umbria la percentuale delle scuole in regola con il suddetto documento è dei 90% circa, ben aldisopra dei dato statistico registrato in Campania, regione che viene erroneamente indicata, da numerose testate giornalistiche, al primo posto sulla compilazione dei documento di rischio! Per concludere questa premessa, è bene ricordare che seppure i dati raccolti risultino oggettivi, la loro interpretazione lo è molto meno. L'indagine per la verità, avverte la necessità di far riferimento, nell'interpretazione dei risultati, alle percentuali delle scuole che non hanno risposto e che sicuramente "drogano», nel complesso, le prestazioni delle regioni. Ma non risulta, dai commenti successivi, che la raccomandazione sia stata tenuta in grande considerazione. Veniamo ai dati: le regioni che hanno risposto al monitoraggio con percentuali variabili tra il 91,49% (Molise) e il 99,44% (Umbria) sono quelle, con qualche eccezione, del Centro Nord, Veneto 93,14%, Lombardia 93,57%, Friuli, Venezia Giulia 94,15%, Toscana 95,35%, Marche 95,39%, Piemonte 96,93%, Abruzzo 98,98%, Emilia Romagna 99,28% con l'inserimento di una regione del Sud, la Puglia 94,82% e di un'isola, la Sardegna 96,26%. Campania, Calabria, Liguria, Sicilia e Lazio sono le regioni che hanno risposto meno, con percentuali che variano dal 71,24% della Campania all'84,35% dei Lazio, risultando al disotto della media nazionale. Quali regioni sono meno in regola sul documento di rischio? I dati forniti dal Ministero vedono all'ultimo posto il Molise con il 18,60% e al primo posto la Campania con solo il 4,44% di risposte negative. Ma questi dati vanno corretti aggiungendo la percentuale delle non risposte, per cui la regione che risulta maggiormente in regola, è la Puglia, con il 90,38%, seguita dall'Umbria con l'89,84%, Le regioni meno in regola sono la Campania (66%), e la Calabria (71 %). Per quanto riguarda il responsabìie della sicurezza, nella media nazionale, è stato nominato dall'11,93% delle scuole. Tra le scuole che hanno risposto, la Calabria è peggio collocata: solo il 75% ha provveduto alla nomina. Nei primi posti troviamo la Campania (95%), la Puglia (92%), la Liguria (91%). Il piano d'evacuazione manca, in media nel 9% delle scuole. La Sardegna è abbastanza in arretrato con questo adempimento: il 27% delle scuole di quella regione non ha approntato un piano d'emergenza. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Questa figura è nominata, in ciascuna scuola, dalle componenti RSU e mediamente manca nel 13% delle scuole italiane. Fanalino di coda risulta il Veneto con li 25% di mancate nomine. Formazione delle figure sensibili. il 33% delle scuole italiane, in pratica una su tre, non ha attivato corsi di formazione per RSPP, RLS, ASPP, in pratica per i responsabili dei servizio protezione e prevenzione, per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, per le misure di prevenzione incendi, ecc. Negli anni 2001 e 2002 sono stati stanziati circa 80 miliardi di lire per promuovere la 'cultura della sicurezza", ma ancora un terzo delle scuole è in arretrato con la formazione. La ricerca approfondisce, inoltre, gli aspetti che riguardano la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, le opere strutturali, i certificati di agibilità statica, la prevenzione incendi, la situazione igienicosanitaria.

Santi Coniglio (da "La Tecnica della Scuola" n. 2 del 20 settembre 2002, pag. 19)

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