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di Severino Carlucci
San Severo. A cura della Civica
Amministrazione e della sezione sanseverese dello Archeoclub d'Italia si
č svolta nell'Auditorium del Teatro Comunale "Giuseppe Verdi"
una Giornata di studio sul Bicentenario dei moti rivoluzionari del 1799, a
conclusione di un ciclo di manifestazioni iniziate nel dicembre di tre
anni fa. Questa conferenza rievocativa, in assenza
dei relatori ufficiali Prof. Mario Buonoconto e Avv. Gerardo Marotta, č
stata svolta dal Prof. Arturo Martorelli, collaboratore dell'Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. In
apertura la Dottoressa Maria Grazia Cristalli, Presidentessa dell'Archeoclub,
giustificata l'assenza di Monsignor Michele Seccia e del Sindaco Giuliano
Giuliani, cita le date delle manifestazioni indette dal Sodalizio da lei
presieduto per ricordare questo bicentenario ai numerosi alunni di alcune
scuole superiori presenti. Nella sala fa bella
mostra un quadro ad olio dipinto dal Pittore sanseverese Diario
Postiglione raffigurante, con sullo sfondo la Chiesa della Trinitŕ, il
massacro compiuto dai soldati francesi del generale Duhesme contro i
popolani di San Severo e dei Paesi limitrofi insorti contro la Repubblica
e i Giacobini. "Poiché, fino al 1982,
esordisce il Relatore Martorelli, gli avvenimenti del 1799 trovavano poco
spazio nei nostri libri dě testo passando in second'ordine la tremenda
repressione sanfedista contro coloro che diedero vita alla Repubblica
Partenopea e questa sottovalutazione di quei tragici avvenimenti ci ha
fatto molto riflettere". Il Filosofo Martorelli
imprime un carattere tutto filosofěco alla sua brillante
esposizione
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di quegli avvenimenti rifacendosi al
giudizio critico, storico e filosofico espressi nel secolo scorso da
Benedetto Croce. "Il martirio degli
Intellettuali napoletani ad opera della repressione sanfedista deve
rappresentare per noi la Storia che continua a vivere per ricordarci delle
nostre raděci che se si perdono si perde anche la nostra identitŕ. La
Storia, proiettando il passato nel futuro, deve orientarci nel presente e
la Storia deve continuare finchč esistono queste considerazioni . I fatti
del 1799 rappresentano l'ammonimento di un esperimento mal riuscito ma che
ha spianato la strada al nostro Risorgimento nel 1848. Il moderno
revisioněsmo storico tenta di anteporre i disvalori partícolari e
personali ai valori universali per i quali si sono immolati i Giacobini e
per contrastare questa tendenza revísionistica dobbiamo costruire la
Storia in positivo e con coscienza ed č questo l'invito che il 1799 non
smette di inviarci". Dopo la relazione del
Professore Martorelli il Signor Domenico Notarangelo di Putignano
interviene nel dibattito dicendo che ha raccolto in un suo libro di
prossima pubblicazione intitolato "Le periferie del 1799" nel
quale riporta gli avvenimenti minori accaduti nei piccoli paesi di Puglia
e Basilicata durante la Rivoluzione e la Controrivoluzione di quell'anno.
Alcuni studenti hanno chiesto al Relatore di esprimersi sul
Il concetto di Patria e sull'azione dei moderni "Kamikaze" e
Arturo Martorelli ha dato ad ogni quesito una risposta esauriente. A
chiusura della manifestazione č stata consegnata ad ogni docente delle
classi studentesche presenti una copia del libro degli Atti della Giornata
di Studio del tre dicembre 1999.
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