Un' oasi nel deserto

di Pippo Grasso

LUCERA. La notizia che il 21 dicembre alle 17 verrà inaugurata la nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Francesco Antonio Fasani, è di quelle che rallegrano doppiamente. Alla gioia per l’evento religioso si aggiunge indubbiamente anche quella per i molti abitanti del quartiere "Lucera 2", di avere finalmente una struttura che li faccia sentire comunità e non solamente "abitanti di case", che faccia ritrovare loro ed i loro figli in un luogo che sia insieme educativo e ricreativo. E questo soprattutto in un momento in cui le periferie delle città, e quindi anche di Lucera , chiedono ripetutamente ed urgentemente che qualcuno lì dove si amministra si ricordi di  loro e delle promesse loro fatte. E non è per fare la solita e gratuita polemica, strumentalizzando tra l’altro una lieta occasione come questa, ma è fuor di dubbio che l’indecenza delle amministrazioni (quella in carica come quelle che 

l’hanno preceduta) è sotto gli occhi di tutti: non una sola pietra è stata posta per migliorare la vita dei  lucerini delle periferie, non una sola presenza a qualsiasi livello (dall’assessore al vigile urbano), tranne che in campagna elettorale, per far sentire i residenti cittadini di questa città. La fame di vivibilità viene infatti ormai sistematicamente e scandalosamente disattesa da  chi prima del voto gira da queste parti, montando il proprio baldacchino, a caccia solo di consensi e seminando nel vento valanghe di promesse. E’ ancora una volta merito della Chiesa, bisogna riconoscerlo, se ora nel desolante panorama di un quartiere dormitorio si intravede una luce e sorge una struttura (oltre alla Chiesa, aule per attività formative e ricreative e la sala- teatro) che possa dare a noi e ai nostri figli un rifugio (non solo materiale) e una speranza per trasformare il gelido deserto di cemento e automobili quali sono diventate le nostre dimenticate periferie.

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