A Lucera I Convegno della scuola di specializzazione in Professioni Legali

di Assunta Del Duca

Lucera. A neanche un mese dall’inizio delle attività didattiche, sabato 2 febbraio, alle ore 9, 30, la Scuola di Specializzazione in Professioni Legali di Lucera e la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, hanno organizzato il primo convegno sulla "Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche D.L. VO 8.6.01 n. 231". Si tratta di un incontro di studio a carattere interdisciplinare, che si colloca nell’ambito delle iniziative culturali dell’Università di Foggia e si propone come interlocutore privilegiato per i pubblici professionisti che operano in tribunale e negli studi legali.

Il tema del convegno è stato affrontato dai relatori in tutti i suoi aspetti applicativi, esegetici e teorici. Ha aperto l’incontro l’avvocato Enrico Follieri, Direttore della Scuola di Specializzazione nonché docente di Diritto Amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, che ha illustrato i punti più importanti del decreto n. 231 spiegando che la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche corrisponde all’illecito accertato dal giudice penale. Il primo relatore dell’incontro è stato l’avvocato Francesco Macario, docente di Diritto Privato presso la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, che ha parlato della responsabilità degli enti di fatto, sottolineando come l’estensione delle responsabilità amministrative con sanzioni di carattere penale agli enti, rappresenta una sorta di "rivoluzione copernicana". La prof.ssa Cinzia Motti, docente di Diritto Commerciale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, ha discusso sulla responsabilità delle società personificate, illustrando le applicazioni della responsabilità dell’ente e i soggetti che la fanno sorgere. Un ente può sottrarsi alla responsabilità amministrativa, dimostrando di aver adottato cautele sul piano organizzativo,

 

 

 

 capaci di evitare condotte criminose al suo interno e dimostrando di aver vigilato sull’osservanza delle cautele. Sono seguiti gli interventi dell’avvocato Adelmo Manna, docente di Diritto Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Foggia, che ha partecipato ai lavori di stesura del decreto legislativo e, dell’avvocato Sergio Lorusso, docente di Procedura Penale presso la Facoltà di Giurisprudenza a Foggia, il quale ha parlato dei profili processuali della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Il prof. Manna ha esposto i principi ispiratori della responsabilità amministrativa degli enti con particolare riguardo ai criteri di imputazione. Con il decreto legislativo si è finalmente abbattuto il dogma "societas delinquere non potest". Si tratta, come ha ribadito Manna, di una sorta di "rivoluzione copernicana" perché il diritto penale, da epoca illuminista in poi, è un ramo del diritto che impersona la persona fisica, quindi, non si riesce a concepirlo senza un imputato in carne ed ossa. Il fatto di mettere sul banco degli imputati una persona giuridica, contrasta con la visione antropomorfica del diritto continentale che ora non c’è più a causa del decreto n 321 del 2001. Secondo il decreto restano coinvolti dalla responsabilità amministrativa solo gli enti pubblici economici, mentre sono esclusi tutti quelli che esercitano pubblici poteri e che svolgono funzioni di rilievo costituzionale come i Sindacati e i Partiti Politici. Infatti, se si estendesse tale responsabilità ai suddetti enti, si andrebbe ad incidere sulla libertà costituzionale e di associazione e poi, il danno nei confronti della collettività sarebbe superiore al vantaggio che ne potrebbe derivare. Se un reato, per esempio, viene commesso nell’ambito dell’Università non si potrebbe certo farla chiudere. La sanzione in questi casi, deve essere limitata solo alla persona fisica. La responsabilità amministrativa, dunque, si inserisce nell’ambito del settore economico, questo spiega la ragione per cui gli enti che svolgono un pubblico esercizio sono esclusi. Nel decreto si parla di responsabilità amministrativa, ma in realtà, come sostiene il prof. avv. Manna, siamo di fronte ad una "truffa" dell’etichetta perché tale responsabilità maschera una penale. 

 

(Nella: il Collegio San Leonardo)

 

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