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di Tonino Del Duca
Alla vigilia delle amministrative
prevalgono i segnali negativi – I DS alla faticosa ricerca di una
propria identità: rappresentanti della "middle class" –
Nessun rapporto con gli ex iscritti: i cinque dissidenti e il sen. Dell’Osso
LUCERA. Pigramente e faticosamente a Lucera
i partiti e i circoli politici si stanno organizzando per la campagna
elettorale comunale del 26 maggio.

Finora i punti fermi sono pochi e
questa mancanza di chiarezza nei partiti si traduce inevitabilmente in una
scarsa capacità di dialogo con i cittadini, ai quali non si è in grado
di dare risposte. Per questo motivo anche noi ci troviamo in difficoltà,
in quanto assai spesso i nostri intervistati o rifiutano di parlare su
certi argomenti oppure addirittura rifiutano di essere intervistati.

La prima caratteristica della politica
lucerina è l’estrema frammentazione, dovuta alla presenza di gruppi in
libertà, che si aggregano di volta in volta al carro del vincitore e alla
evoluzione della politica nazionale, che attualmente vede l’avvicinamento
di Democrazia Europea, CCD e CDU e la costituzione del nuovo soggetto
della Margherita (PPI, UDEUR, Rinnovamento Italiano, Democratici
Italiani). Altra caratteristica di sempre della politica lucerina (e non
solo) è costituita dai veti incrociati, che si esercitano con troppa
facilità, pensando di essere nel giusto. I personaggi presi di mira
possono quelli che sono emersi nell’ambito politico nel passato o nel
presente: Albano, Dell’Osso, Bonghi, Bizzarri, Di Ianni, Forte ecc... I
DS, in particolare, stanno vivendo questa situazione che li vede in una
posizione diametralmente opposta a quella dei cinque dissidenti e del sen.
Dell’Osso. E’ giustificata, pertanto, la perplessità in casa DS nei
confronti di una eventuale lista "Bonghi", che toglierebbe voti
al partito, rischiando, quanto meno, di fargli fare brutta figura nell’ambito
politico locale. Decisamente più accorto è stato, invece,
il comportamento della Casa delle Libertà nei confronti di Lello Di
Ianni, candidato alla Camera, accusato di avere tolto voti allo
schieramento di destra. Tutti si sarebbero aspettati un suo ostracismo;
invece, perlomeno a livello ufficiale, il Centro- Destra non solo si è
ricompattato, ma, in teoria, si è rafforzato con l’aggregazione di CCD,
CDU, DE. In quanto ai nomi, poi, ... campa cavallo!
I cittadini, ancora una volta, saranno chiamati frettolosamente alle urne
su nominativi dell’ultima ora, senza avere avuto la possibilità di
conoscere a fondo candidati e programmi... L’importante è votare!
Prima di passare all’intervista,
esprimiamo alcune altre considerazioni sulla delicata situazione dei DS
locali, che si preparano ad affrontare l’impegno elettorale con un nuovo
look. Infatti, in seguito al congresso nazionale, già svoltosi, sono
stati rinnovati gli organi dirigenziali. Il segretario Francesco Barbaro
è affiancato da un segretario amministrativo nella persona di Giuseppe
Manganiello e da una segreterìa costituita da: Antonio Mancaniello,
Antonio Faccilongo, Domenico Bonghi, Antonio Fusco, Vincenzo Forte e Mario
Monaco. Ben 32 sono, invece, i componenti del Consiglio Direttivo:
Azzarone Salvatore, Arci Antonio, Buonanno Matteo, Bonghi Domenico,
Barbaro Francesco, Di Matto Antonio, Dell’Aquila Antonio, D’Emilio
Bartolomeo, D’Antini Stefano, Di Salvio Leandro, De Martino Saverio,
Fusco Antonio, Forte Vincenzo, Ferragonio Domenico, Forte Gerardo, Forte
Franco, Faccilongo Antonio, Iannantuoni Antonio, La Vecchia Mario, Leone
Giuseppe, Manganiello Antonio, Monaco Mario, Mancaniello Alfredo, Martella
Dino, Mancaniello Giuseppe, Rosiello Luigina, Saccone Muzio, Simonetti
Pasquale, Tetta Giuseppe, Tetta Mario, Vitarelli Aldo, Tedeschi Paquale,
Vincenzo Stampone (della CGIL, invitato permanente). Del Comitato dei
Garanti fanno parte: Del Gaudio Antonio, Galasso Matteo, Iacovelli
Giovanni, Mancaniello Antonio, Mantuano Filippo, Sassi Giuliano.
Ed ecco il testo dell’intervista al
segretario Francesco Barbaro.
D. La tua elezione a segretario dei DS
potrebbe significare una conferma della diminuita importanza del ruolo del
partito oppure vuole essere una speranza di ricostruzione per il futuro?
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R. "I DS hanno un segretario
provinciale di 28 anni, Michele Bordo, eletto nel dicembre 1999 ad appena
26 anni. Prima di me, a 25 anni, è stato segretario dei DS Mario Monaco.
Volendo andare a ritroso nel tempo, Zicca e Fusco hanno ricoperto lo
stesso incarico in età giovanissima. La mia elezione a segretario, in un
momento non facile per il nostro partito, per le note vicende che hanno
determinato la fine traumatica dell'amministrazione Bonghi, è stata
voluta in seguito a un dibattito franco e sereno, perché sono stato
ritenuto una risorsa spendibile, anche in considerazione dell'immediato
appuntamento elettorale di maggio. La mia speranza è quella di ricambiare
con un impegno costante la fiducia concessami dai compagni che hanno
creduto in me e nei mei trascorsi politici, come dirigente provinciale
della Sinistra Giovanile, componente della Direzione Provinciale dei DS e
delegato al Congresso Nazionale del gennaio 2000, che a Torino segnò la
nascita dei DS".
D. Quali sono le linee generali
programmatiche, che ispireranno l'azione politica dei DS nei prossimi
mesi?
R. "Con i compagni della segreteria e
del Direttivo è stata concordata la volontà di rilanciare l'azione
politica del partito con una serie di iniziative. Infatti, il 27 gennaio
abbiamo tenuto un primo incontro- dibattito sul tema "Giustizia-
Lavoro- Pensioni" al quale hanno partecipato i deputati Francesco
Bonito, Lello Di Gioia, il cons. regionale DS Dino Marino e il segretario
provinciale Michele Bordo. A questo incontro seguiranno altri su argomenti
importanti come la Pubblica Istruzione, il Lavoro, per il quale abbiamo
avuto contatti con il docente universitario Luciano Gallino del
Politecnico di Torino e con il segretario provinciale della CGIL, Peppino
Marcucci. Intendiamo promuovere altri incontri sul problema dell'acqua per
evidenziare le carenze della giunta regionale Fitto e del governo
Berlusconi. Parallelamente a queste iniziative abbiamo dato vita a una
raccolta di firme a favore di Safira, la nigeriana condannata a morte in
base alla legge del Corano e abbiamo distribuito un volantino sui problemi
della sanità pugliese domenica 3 febbraio. Queste iniziative ci hanno
consentito di tornare tra la gente per potere meglio recepire le sue
istanze".
D. Come vi state muovendo a livello locale
in vista delle prossime elezioni comunali?
R. "Per quanto riguarda la politica a
livello comunale, i DS si stanno muovendo per favorire la creazione di un
nuovo centro- sinistra che, partendo dall'Ulivo, costituito da noi,
Margherita, SDI e Verdi, sappia aggregare uomini, liste civiche e partiti
che vogliano riconoscersi in un programma comune. In questo modo si potrà
giungere, speriamo, alla costituzione di una coalizione capace di ben
figurare alle amministrative del 26 maggio".
D. I DS, che raccolgono la tradizione
classista del PCI, quale ceto sociale pensano oggi di potere
rappresentare?
R. "I DS hanno aderito da anni al
socialismo europeo e a una linea riformista giunta dopo oltre un decennio
di riflessione, senza perdere ovviamente di vista l'insegnamento di uomini
del PCI come Enrico Berlinguer, capace di indicare nella questione morale
un elemento essenziale della vita politica e di preservare, così, il
nostro partito, erede di quel PCI, che seppe essere Paese onesto in un
Paese disonesto, come evidenziò Pier Paolo Pasolini nei suoi 'Scritti
Corsari', e di preservarlo dalle disavventure che hanno colpito altri
partiti nella stagione di Tangentopoli. Il nostro è un partito che ormai
può rappresentare anche le esigenze della 'middle class', come evidenziò
l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema al Congresso di Torino e
come ha evidenziato l'attuale segretario nazionale Piero Fassino".
D. Quali sono i rapporti con il gruppo dei
cinque consiglieri comunali "dissidenti"?
R. "Non c'è nessun rapporto in atto
ed è impensabile di averne, date le note vicende che hanno portato alla
caduta della giunta Bonghi".
D. Avete qualche nome da proporre a
candidato sindaco, come DS o come Ulivo?
R. "Attualmente l'Ulivo sta lavorando
alla sua costituzione e alla definizione dei programmi; l'individuazione
della leadership avverrà in un momento successivo, in quanto essa dovrà
essere il punto di approdo, la sintesi di un processo avviato. Il toto
candidati, per il momento, non riguarda il centro- sinistra, fatte salve
le inevitabili chiacchiere che sono diffuse in piazza Duomo, peraltro
inevitabili e, in uno Stato democratico, sicuramente non condannabili di
reato"
(Nelle foto due protagonisti della
vita interna dei DS: Franco Forte e Antonio Di Matto. Nell' ultima: l'
ingresso del Palazzo Municipale)
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