Lucera. Intervista al nuovo segretario dei DS, Francesco Barbaro

Tanta voglia di Nuovo 

di Tonino Del Duca

Alla vigilia delle amministrative prevalgono i segnali negativi – I DS alla faticosa ricerca di una propria identità: rappresentanti della "middle class" – Nessun rapporto con gli ex iscritti: i cinque dissidenti e il sen. Dell’Osso

LUCERA. Pigramente e faticosamente a Lucera i partiti e i circoli politici si stanno organizzando per la campagna elettorale comunale del 26 maggio. 

Finora i punti fermi sono pochi e questa mancanza di chiarezza nei partiti si traduce inevitabilmente in una scarsa capacità di dialogo con i cittadini, ai quali non si è in grado di dare risposte. Per questo motivo anche noi ci troviamo in difficoltà, in quanto assai spesso i nostri intervistati o rifiutano di parlare su certi argomenti oppure addirittura rifiutano di essere intervistati.

La prima caratteristica della politica lucerina è l’estrema frammentazione, dovuta alla presenza di gruppi in libertà, che si aggregano di volta in volta al carro del vincitore e alla evoluzione della politica nazionale, che attualmente vede l’avvicinamento di Democrazia Europea, CCD e CDU e la costituzione del nuovo soggetto della Margherita (PPI, UDEUR, Rinnovamento Italiano, Democratici Italiani). Altra caratteristica di sempre della politica lucerina (e non solo) è costituita dai veti incrociati, che si esercitano con troppa facilità, pensando di essere nel giusto. I personaggi presi di mira possono quelli che sono emersi nell’ambito politico nel passato o nel presente: Albano, Dell’Osso, Bonghi, Bizzarri, Di Ianni, Forte ecc... I DS, in particolare, stanno vivendo questa situazione che li vede in una posizione diametralmente opposta a quella dei cinque dissidenti e del sen. Dell’Osso. E’ giustificata, pertanto, la perplessità in casa DS nei confronti di una eventuale lista "Bonghi", che toglierebbe voti al partito, rischiando, quanto meno, di fargli fare brutta figura nell’ambito politico locale. Decisamente più accorto è stato, invece, il comportamento della Casa delle Libertà nei confronti di Lello Di Ianni, candidato alla Camera, accusato di avere tolto voti allo schieramento di destra. Tutti si sarebbero aspettati un suo ostracismo; invece, perlomeno a livello ufficiale, il Centro- Destra non solo si è ricompattato, ma, in teoria, si è rafforzato con l’aggregazione di CCD, CDU, DE. In quanto ai nomi, poi, ... campa cavallo! I cittadini, ancora una volta, saranno chiamati frettolosamente alle urne su nominativi dell’ultima ora, senza avere avuto la possibilità di conoscere a fondo candidati e programmi... L’importante è votare! Prima di passare all’intervista, esprimiamo alcune altre considerazioni sulla delicata situazione dei DS locali, che si preparano ad affrontare l’impegno elettorale con un nuovo look. Infatti, in seguito al congresso nazionale, già svoltosi, sono stati rinnovati gli organi dirigenziali. Il segretario Francesco Barbaro è affiancato da un segretario amministrativo nella persona di Giuseppe Manganiello e da una segreterìa costituita da: Antonio Mancaniello, Antonio Faccilongo, Domenico Bonghi, Antonio Fusco, Vincenzo Forte e Mario Monaco. Ben 32 sono, invece, i componenti del Consiglio Direttivo: Azzarone Salvatore, Arci Antonio, Buonanno Matteo, Bonghi Domenico, Barbaro Francesco, Di Matto Antonio, Dell’Aquila Antonio, D’Emilio Bartolomeo, D’Antini Stefano, Di Salvio Leandro, De Martino Saverio, Fusco Antonio, Forte Vincenzo, Ferragonio Domenico, Forte Gerardo, Forte Franco, Faccilongo Antonio, Iannantuoni Antonio, La Vecchia Mario, Leone Giuseppe, Manganiello Antonio, Monaco Mario, Mancaniello Alfredo, Martella Dino, Mancaniello Giuseppe, Rosiello Luigina, Saccone Muzio, Simonetti Pasquale, Tetta Giuseppe, Tetta Mario, Vitarelli Aldo, Tedeschi Paquale, Vincenzo Stampone (della CGIL, invitato permanente). Del Comitato dei Garanti fanno parte: Del Gaudio Antonio, Galasso Matteo, Iacovelli Giovanni, Mancaniello Antonio, Mantuano Filippo, Sassi Giuliano. 

Ed ecco il testo dell’intervista al segretario Francesco Barbaro.

D. La tua elezione a segretario dei DS potrebbe significare una conferma della diminuita importanza del ruolo del partito oppure vuole essere una speranza di ricostruzione per il futuro?

 

 

 

 

 

 

R. "I DS hanno un segretario provinciale di 28 anni, Michele Bordo, eletto nel dicembre 1999 ad appena 26 anni. Prima di me, a 25 anni, è stato segretario dei DS Mario Monaco. Volendo andare a ritroso nel tempo, Zicca e Fusco hanno ricoperto lo stesso incarico in età giovanissima. La mia elezione a segretario, in un momento non facile per il nostro partito, per le note vicende che hanno determinato la fine traumatica dell'amministrazione Bonghi, è stata voluta in seguito a un dibattito franco e sereno, perché sono stato ritenuto una risorsa spendibile, anche in considerazione dell'immediato appuntamento elettorale di maggio. La mia speranza è quella di ricambiare con un impegno costante la fiducia concessami dai compagni che hanno creduto in me e nei mei trascorsi politici, come dirigente provinciale della Sinistra Giovanile, componente della Direzione Provinciale dei DS e delegato al Congresso Nazionale del gennaio 2000, che a Torino segnò la nascita dei DS".

D. Quali sono le linee generali programmatiche, che ispireranno l'azione politica dei DS nei prossimi mesi?

R. "Con i compagni della segreteria e del Direttivo è stata concordata la volontà di rilanciare l'azione politica del partito con una serie di iniziative. Infatti, il 27 gennaio abbiamo tenuto un primo incontro- dibattito sul tema "Giustizia- Lavoro- Pensioni" al quale hanno partecipato i deputati Francesco Bonito, Lello Di Gioia, il cons. regionale DS Dino Marino e il segretario provinciale Michele Bordo. A questo incontro seguiranno altri su argomenti importanti come la Pubblica Istruzione, il Lavoro, per il quale abbiamo avuto contatti con il docente universitario Luciano Gallino del Politecnico di Torino e con il segretario provinciale della CGIL, Peppino Marcucci. Intendiamo promuovere altri incontri sul problema dell'acqua per evidenziare le carenze della giunta regionale Fitto e del governo Berlusconi. Parallelamente a queste iniziative abbiamo dato vita a una raccolta di firme a favore di Safira, la nigeriana condannata a morte in base alla legge del Corano e abbiamo distribuito un volantino sui problemi della sanità pugliese domenica 3 febbraio. Queste iniziative ci hanno consentito di tornare tra la gente per potere meglio recepire le sue istanze".

D. Come vi state muovendo a livello locale in vista delle prossime elezioni comunali?

R. "Per quanto riguarda la politica a livello comunale, i DS si stanno muovendo per favorire la creazione di un nuovo centro- sinistra che, partendo dall'Ulivo, costituito da noi, Margherita, SDI e Verdi, sappia aggregare uomini, liste civiche e partiti che vogliano riconoscersi in un programma comune. In questo modo si potrà giungere, speriamo, alla costituzione di una coalizione capace di ben figurare alle amministrative del 26 maggio".

D. I DS, che raccolgono la tradizione classista del PCI, quale ceto sociale pensano oggi di potere rappresentare?

R. "I DS hanno aderito da anni al socialismo europeo e a una linea riformista giunta dopo oltre un decennio di riflessione, senza perdere ovviamente di vista l'insegnamento di uomini del PCI come Enrico Berlinguer, capace di indicare nella questione morale un elemento essenziale della vita politica e di preservare, così, il nostro partito, erede di quel PCI, che seppe essere Paese onesto in un Paese disonesto, come evidenziò Pier Paolo Pasolini nei suoi 'Scritti Corsari', e di preservarlo dalle disavventure che hanno colpito altri partiti nella stagione di Tangentopoli. Il nostro è un partito che ormai può rappresentare anche le esigenze della 'middle class', come evidenziò l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema al Congresso di Torino e come ha evidenziato l'attuale segretario nazionale Piero Fassino".

D. Quali sono i rapporti con il gruppo dei cinque consiglieri comunali "dissidenti"?

R. "Non c'è nessun rapporto in atto ed è impensabile di averne, date le note vicende che hanno portato alla caduta della giunta Bonghi".

D. Avete qualche nome da proporre a candidato sindaco, come DS o come Ulivo?

R. "Attualmente l'Ulivo sta lavorando alla sua costituzione e alla definizione dei programmi; l'individuazione della leadership avverrà in un momento successivo, in quanto essa dovrà essere il punto di approdo, la sintesi di un processo avviato. Il toto candidati, per il momento, non riguarda il centro- sinistra, fatte salve le inevitabili chiacchiere che sono diffuse in piazza Duomo, peraltro inevitabili e, in uno Stato democratico, sicuramente non condannabili di reato"

(Nelle foto due protagonisti della vita interna dei DS: Franco Forte e Antonio Di Matto. Nell' ultima: l' ingresso del  Palazzo Municipale) 

 

 

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