Presso la Galleria Valeno a Lucera

I "Miraggi" di Giovanni Postiglione

di Michele Urrasio

Dal 9 febbraio 2002 Giovanni Postiglione espone le sue opere pittoriche nella Galleria d'Arte Valeno di Lucera. Giovanni Postiglione è un pittore attento ai prodigi della natura, amante della sua terra, entusiasta dei colori e degli intrecci naturali, ma deciso e pronto a trasfigurarli secondo i dettami del suo mondo interiore. Paesaggi della fantasia e dell'anima. I dipinti di Postiglione sono strappi di memoria e di sentimento. Le immagini. volutamente informali, sono per lo più rivolte a suggerire riflessioni. oscillanti tra l'osservazione dei fenomeni naturali e il ripensamento mistico di più alta pretesa. Giovanni Postiglione non è mai oggettivamente descrittivo. Il suo mondo artistico, pertanto, non è definibile. Sfugge ad ogni catalogazione. Il vigore cromatico, nota dominante di tutte le composizioni, non è che il segno di un linguaggio simbolico, da cui traspaiono l'intensità dei sentimenti, l'urgenza delle emozioni, lo scavo oltre la crosta delle apparenze. Ma è proprio l'amalgama cromatico il veicolo che porta verso aspirazioni che si concretizzano in miraggi, intuibili appena nell'ampiezza della composizione, eppure carichi di richiami e di aspirazioni millenarie. In questo groviglio di forme e di rimandi, solcato da spatolate rapide e nervose, non è difficile cogliere elementi della nostra quotidianità, o scorgere in cieli, imprevedibili per tonalità e umore, battito di ali. parvenze di astri che, delineati appena, sorvegliano dall'alto il nostro passaggio, senza turbare né alterare la sobrietà della scena. Nei dipinti di Giovanni Postiglione vi sono immagini che sfiorano la nostra convinzione etico- religiosa, ripresa non come descrizione esteriore di usanze e miti, ma come riflessione di un'eco scavata nella coscienza del tempo. L'esodo lungo la fragilità delle dune; il ritrovo 

di anime destinate a portare agli uomini la verità con la parola; l'aspirazione alla dignità e al riscatto dopo il peso del silenzio e l'oppressione delle barriere alzate dalla non curanza e dal pregiudizio sono temi già affrontati nell'arte e nella letteratura. Temi di sempre, che trovano però in Postiglione una forma singolare di espressione, un modo di presentarsi secondo i canoni dell'essenzialità. liberi dal fascino della scena e dal proposito pedagogico. In queste composizioni tutto è allegorico. Anche il dato scoperto diventa metafora di una idea, di una riflessione, di un suggerimento pronunciato a bassa voce; e la realizzazione grafica ne è un'eloquente testimonianza. Composizioni articolate, dunque. Non facili da interpretare a prima vista. per la presenza di strutture inusuali e per l'originale realizzazione. Ma, sebbene cariche di riflessioni e di simboli, queste regioni dell'anima, questi lembi della fantasia, hanno sapore mostrano: la terra vi pulsa, con i suoi colori. con le sue imprevedibili trame; il tempo vive nel suo presente, senza ignorare il peso determinante delle stagioni passate; la natura è pronta a misurare il capriccio delle sue creazioni con l'ardire dell'uomo responsabile del suo innaturale progresso. Giovanni Postiglione affronta questi temi con equilibrio, senza puntare il dito, con un palese senso di partecipazione. Egli annota, certifica. non accura. Il suo pregio essenziale, pertanto, è quello di narrare se stesso: è il proposito di mettere a nudo il suo sentire, la sua anima senza infingimenti. ignorando suggestioni e mode. Ed è proprio questa sincerità di accenti a rendere il suo mondo espressione e sintesi delle aspirazioni di tutti, dove l'universalità del percepire raccoglie e fonde, in un solo palpito, il richiamo delle radici e la ricerca di plaghe rassicuranti. Remoti miraggi inseguiti da sempre.

 

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