|
di Vittorio
Simonelli
San Marco la Catola. Un appello è rivolto
ai politici pugliesi e molisani per tentare di far uscire dall’isolamento
numerosi paesi delle zone interne del sub Appennino Dauno Molisano,
destinati lentamente ad un declino totale di spopolamento, riproponendo la
tratta ferrata LUCERA-VINCHIATURO- ROMA con forza e convinzione, per
cercare di fermare l’emorragia di braccia giovanili che giornalmente
emigrano al nord in cerca di una minima occupazione per la sopravvivenza.
Fin dal 1845 sotto il governo di Ferdinando II si ventilò l’idea di
collegare la Puglia con il Molise e il Lazio attraverso una tratta ferrata
la Troia- Termoli, ma tutto sfumò e la ferrovia si
diresse verso S.
|
Severo. Dal 1920 al 1930 più volte
tornò alla ribalta in convegni questa nobile aspirazione delle
popolazioni pugliesi e molisane. Nel 1981 a Lucera si tenne un convegno di
illustri personalità del mondo politico e imprenditoriale con un nuovo
progetto elaborato ad opera dell’ing. Piero Muscolino che prevedeva una
tratta Foggia- Lucera- Campobasso– Roma. Un
appello accorato da parte delle popolazioni pugliesi e molisane è rivolto
per riprendere questo discorso della strada ferrata affinché venga
rilanciato il turismo di massa in queste zone ancora incontaminate,
augurando alle nuove generazioni di veder realizzate quelle opere
infrastrutturali che rappresentano la speranza delle generazioni passate e
future.
Ritorna alla copertina
|