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Alle prossime comunali da 13 a 18 liste
di Tonino Del Duca
LUCERA. Sono trascorse altre due settimane,
senza che il quadro politico ed elettorale presenti le caratteristiche
della chiarezza. Infatti sia nella coalizione di destra (AN- FI-
Democrazia Europea) sia in quella di sinistra dell’Ulivo le uniche
novità finora sono costituite dai congressi di AN e Rifondazione
Comunista, che hanno riconfermato l’attuale gruppo dirigente e dalla
costituzione ufficiale a livello nazionale del nuovo soggetto politico
della Margherita. L’incertezza regna sovrana anche per quanto riguarda
il numero delle liste che saranno presentate. Provando a fare un rapido
calcolo possiamo anticipare che le liste potrebbero variare da 13 a 18. La
Casa delle Libertà conta finora sulle tre liste di AN, FI e Democrazia
Europea, mentre il Nuovo PSI di Roberto Paolucci cerca di ritagliarsi un
ruolo all’interno dello schieramento. L’Ulivo, una volta risolti i
dubbi e i contrasti, potrebbe contare su 4 oppure 7 liste: DS,
Rifondazione, SDI (ma in questo partito permane ancora il dubbio se
allearsi al centro con Dell’Osso), Margherita; quest’ultima formazione
potrebbe decidere anche di presentare 4 liste in rappresentanza dei
partiti di provenienza (PPI, Democratici, UDEUR, RI). Al centro c’è
finora il raggruppamento più numeroso: ci dovrebbero essere le liste del
Movimento "Insieme per Lucera", guidato da Paolo Di Gioia e
Mario Cardillo, la lista che ha per candidato sindaco il giovane Francesco
Caporicci e poi cinque liste che appoggiano il sen. Dell’Osso: CCD, CDU,
Popolari per le Libertà, lista Dell’Osso e laburisti autonomi. Intanto
la presenza di Dell’Osso nella competizione un primo risultato positivo
l’ha già provocato: infatti si sta verificando un innalzamento di tono
del dibattito politico, tanto che ora circolano sia a destra che a
sinistra nomi decisamente di primo piano per una eventuale sfida
elettorale. Certamente non siamo i primi a
intervistare il sen. Dell’Osso, candidato sindaco. Di lui ormai sia noi
sia i cittadini sanno quasi tutto; ed è proprio per questo motivo che
abbiamo voluto affrontare l’intervista, diciamo così, a viso aperto,
con domande non scontate, che possano servire a capire atteggiamenti,
comportamenti e idee dell’uomo Dell’Osso, capace di coagulare intorno
a sé vasti consensi ed entusiasmo ogniqualvolta scende in campo.

D. Senatore, a livello politico, come
possiamo giudicare questa sua candidatura a sindaco: avanti tutta o
indietro tutta?
R. E’ fin troppo evidente che nella
classe politica nazionale e locale non ci sia stato rinnovamento e come
coloro che si sono proposti come nuovi abbiano fallito clamorosamente.
Nella storia, di piccole o grandi cose, come nella politica, non si può
costruire senza tener conto del passato, che costituisce la base
fondamentale su cui costruire. Il futuro per Lucera va visto in rapporto
alle cose negative che non bisogna ripetere e
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alle cose positive che ci sono state.
Indietro o avanti tutta, come frase ad effetto, non è da intendere in
rapporto all’età e all’esperienza dei protagonisti, ma alla
progettualità e alla capacità di incidere positivamente nel sociale.
D. Noi, oggi, assistiamo a un farsi e
disfarsi di liste e partiti e a un continuo passaggio di persone da uno
schieramento all’altro. Secondo lei, a che cosa è dovuto questo
fenomeno?
R. Nel momento in cui sono crollate le
ideologie, è venuta meno anche nei partiti, specie in quelli di sinistra,
l’analisi marxista della suddivisione della società nelle due classi
dei datori di lavoro e dei lavoratori dipendenti, per cui c’è stato un
appiattimento generalizzato su una visione univoca economicistica e
privatistica dell’intera società. Quelle che variano sono solo le
strategìe elettorali e di programma. Al centro di tutto, però, c’è
sempre il singolo uomo che con le sue idee e con la sua capacità di
analizzare, mediare e gestire riesce a farsi interprete della volontà
popolare, garantendo la soluzione dei problemi insieme agli altri.
D. Da sottosegretario agli Interni a
candidato sindaco di una cittadina di provincia che non riesce a decollare…
Non le sembra un passo indietro?
R. Come lucerino, sono molto attaccato alla
mia città, per la quale ho sempre lavorato, sia quando ero semplice
consigliere comunale, sia quando ho rivestito importanti incarichi nel
Governo Nazionale; anche negli ultimi anni, pur non ricoprendo incarichi
politici- amministrativi, ho continuato a lavorare per la città in
silenzio e con umiltà. Questo è stato notato da un gruppo di cittadini,
ai quali stanno a cuore le sorti della città e che, di fronte ai
risultati deludenti dell’attuale classe politica lucerina, ha ritenuto
opportuno proporre il mio nome come candidato- sindaco.
D. I tentativi di costituire un polo di
centro finora non sono stati fruttuosi. Lei pensa che questa volta avrà
successo?
R. Non condivido la sua affermazione,
ovvero la condivido solo in parte. Infatti, è vero che negli ultimi anni
questi tentativi al centro non hanno conseguito risultati concreti, però
è altresì vero che i suffragi sono stati considerevoli, condizionando i
risultati elettorali e che nelle votazioni di sette anni fa lo
schieramento di centro con due sole liste, "Insieme per Lucera"
e il Partito Popolare, andò al ballottaggio con lo schieramento di
sinistra, perdendo per propria colpa a causa di scelte politiche
sbagliate.
D. Per concludere, ci può anticipare i
punti essenziali del suo programma?
R. Sto valutando le proposte che i gruppi
tecnici, insediatisi nei rispettivi partiti, le associazioni e le forze
sociali mi hanno fatto pervenire. Tali proposte saranno oggetto di attenta
analisi e formeranno il programma su cui si baserà l’azione
amministrativa: in particolare un lavoro per tutti, un lavoro per i
giovani e un approccio diverso per i problemi dell’agricoltura, che
soffre a causa di una lunga siccità e che costituisce il nerbo dell’economia
cittadina, con un abbassamento, sia pur lieve, della rendita catastale dei
fondi rustici quale segnale concreto di una diversa attenzione verso tale
settore.
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